Considerazioni sul Keynote di ottobre

Vestito con una camicia nera, passo lento ma deciso, in un palco che ha richiamato il passaggio generazionale dell’iPod, Tim Cook, nuovo CEO di Apple, ha effettuato il suo primo Keynote da capo della società. Gli occhi vigili delle telecamere lo hanno coperto e forse, per questo motivo, ha scelto una platea di soli esperti nel settore e non il Moscone Center come avrebbe fatto Steve Jobs, quasi ad evitare più occhi possibili tra il pubblico.

Un Tim che ricordava lo zio Tom: voce rauca e calma, come quello dei nostri nonni dediti ai racconti della guerra. Un Tim senza entusiasmo, pacato, lontano dallo sguardo da bambino nel negozio delle torte che si leggeva sul volto di Steve Jobs. Ha iniziato il Keynote con un lungo elenco di dati, quasi a mettere nero su bianco l’eredità lasciatagli dal suo predecessore. Eredità con numeri da capogiro, omaggiata con un posto sempre vuoto con la parola “riservato”. Un posto inquadrato più volte dalla telecamera: è il posto lasciato vuoto per Steve Jobs quasi ad indicare che il vuoto sarebbe diventato definitivo da lì a un giorno.

Un Tim che ha fatto solo da chiusura ed apertura, per poi fare spazio a coloro quel palco l’hanno calpestato già diverse volte: Scott Forstall della sezione iOS, Eddy Cue della sezione servizi e iCloud e Phill Schiller del marketing. Quest’ultimo è stato designato per la presentazione dei nuovi prodotti. Scelta che approvo considerando l’entusiasmo mostrato, nonostante un piccolo errore di una slide mandata in avanti per sbaglio.

E’ stato un Keynote sotto le righe, ben lontano dall’apoteosi vista per il lancio dell’iPhone EDGE nel 2007. Ci si aspettava più rivoluzione e meno lentezza. Più sostanza e meno numeri. Ci si aspettava un cambio importante per sottolineare il cambio dei comandi da Jobs a Cook per inaugurare al meglio la carriera di quest’ultimo. Ma invece da tutto questo n’è scaturito un solo pensiero: già ci manchi Steve.

  • Alessandro

    Diamo tempo al tempo…
    La Apple siamo anche noi, sei anche tu Kiro, nel panorama italiano, blogger appassionato che ora più che mai deve, insieme a noi tutti stringersi attorno non alla mela, ma ad un idea, pensiamola differentemente. Dobbiamo cambiare il vecchio per il nuovo. So che tu Kiro darai tutto te stesso perché ciò avvenga entro e fuori Melamorsicata. Se ci crediamo, Steve sarà sempre li, in quel posto riservato sia dinnanzi al palco che nei nostri cuori.

  • La fine di un’era

  • Halfa

    Bisognerebbe forse considerare il fatto, che Tim era a conoscenza della situazione di Jobs… E Per quanto sia importante il tuo ruolo, come puoi svolgere serenamente il tuo lavoro quando sai che una persona un pezzo m portante della tua vita sta per andarsene da li a breve…ecco perché non aveva l’entusiasmo e non riusciva a trasmettere forse tante emozioni, il pensiero era rivolto sempre a Steve…

    Tim nei prossimi keynote saprà omaggiare Steve come avrebbe voluto…

    L’altro giorno era impossibile riuscirci con i sentimenti di angoscia e tristezza che ti divorano dentro…
    Credo sia stato anche fin troppo bravo! A presentare il Keynote!

    Ciao Steve! 🙂

  • maximiliano

    Sai Kiro, è dal 1987 che seguo, lavoro con Apple, e quello che hai appena scritto lo concordo appieno … Per questo non ti viene il dubbio che si sapesse che a breve sarebbe successo l’inevitabile ? Magari potevano pensare che avesse 3 giorni, una settimana … Pertanto non credi che la presentazaione di questo fantomatico iPhone 5 sarabbe passata in secondo piano appena si sarebbe diffusa la notizia della morte di Steve ??? pensaci … C’e’ cmq un business alla fine da portare avanti …

    Inoltre, visto come si legge in giro, si diceva di un iPhone 5 con schermo da 4″ … ma nessuno a visto all’interno dell’ SDK se c’era qualche dettaglio, richiamo ad un monitor piu grande??? Sai cosa avrebbe significato per il mercato delle app, e per i developer, che dalla sera alla mattina lo schermo veniva ridimensionato???

    Beh sai sono supposizioni … Ma negli anni avendo lavorato a stretto contatto con Apple sia come Dealer che in distribuzione, ne ho viste tante .. ma per quanto riguarda sicurezza sui prodotti non c’e’ nulla che tenga …

    😉

    • Jhyrachy

      per quanto riguarda lo schermo:
      se manteneva la stessa risoluzione i devoloper non avrebbero avuto problemi.
      apple poteva fare un iphone 5 con schermo da 5″ senza cambiare risoluzione e le applicazioni non sarebbero dovute essere riadattate.

      tu confondi dimensioni con risoluzione.

      • maximiliano

        certo hai ragione scusa … forse non mi ero spiegato bene …

  • kikko970

    “Più sostanza e meno numeri”
    Le due cose nel mondo del Business coincidono.

    “più rivoluzione e meno lentezza”
    Perché m ai chi detiene la leadership del mercato dovrebbe “rivoluzionare” ?

    “già ci manchi Steve”
    purtroppo ci mancava già da tanti tanti mesi…

    “Un Tim senza entusiasmo”
    Ho perso una nonna ed una zia per tumore al pancreas e con molta probabilità anche Steve era entrato in coma epatico già da qualche giorno, per cui TUTTI sapevano e nessuno aveva voglia di salire su quel palco.
    Merito a Tim Cook di aver affrontato DA UOMO questa dura prova emotiva che sicuramente lascerà un segno nella sua vita privata…..

    The Show Must Go On….
    Lunga vita alla Apple, anche se oggi questa “melamorsicata” ha un sapore davvero molto (troppo) amaro….

  • Daniele

    Beh, forse l’entusiasmo per i nuovi prodotti e la tradizionale verve dei keynote Apple sono stati placati dal fatto che loro sicuramente sapevano che Steve era alla fine e quindi il loro stato d’animo non era di certo dei migliori. Steve non era sicuramente solo il loro capo ma anche un loro grande amico.

  • Max

    Mi dispiace notare che per la prima volta dalla nascita di iPhone sia Apple a rincorrere Google e non a prevederlo ; vedi latitude/ google plus, azioni vocali e allineamento hardware ai competitor.
    In ogni caso credo che Apple voglia agire con cautela per il futuro iPhone. Non è affatto semplice rivoluzionare un Best seller, può essere anche un rischio. Forse Apple terra un atteggiamento più conservativo in futuro.

  • Silvia

    Il karisma di Steve non può essere paragonato a nessuno.
    Quello che era Steve non si impara sui banchi di scuola e tanto meno si eredita per osmosi, anche lavorandoci a fianco. Ho riguardato il Keynote del 2007, quando presentò iPhone. Aveva letteralmente la platea nel palmo della mano. Quel tipo di response con l’audience non si crea a tavolino. Lui era sopratutto un mago nel comunicare. Nel creare suspance, nel far fare ai suoi gioielli le cosiddette “big entrances”, che sapevano un po’ del mago che tira via la coperta stellata da sopra la scatola magica e rivela il prodigio. Era uno che aveva imparato sulla propria pelle che con la volontà si riesce ad andare avanti. Certo ci vuole anche una bella dose di fortuna, ma se non sei determinato puoi scordartelo. Lui volente o nolente ha determinato quello che Apple è oggi.
    Quella mela morsicata ha deciso gli standard di design, classe, bellezza, funzionalità…. e dietro ogni scelta, quegli occhialini tondi alla John Lennon.
    Come ho scritto su twitter stanotte “People like Steve dont’ just die. He ain’t dead: he was just uploaded to Heaven”. R.i.P. genius.

  • fabio

    Grande Silvia!!