WhatsApp Messenger

Mandare un SMS costa all’operatore che fornisce il servizio appena 1 centesimo di centesimi, vale a dire che per arrivare a un costo di 1 € bisogna mandarne 10.000. Questi, però, sono spesso venduti agli utenti a un prezzo unitario che varia dai 7 ai 15 centesimi. Il tutto si traduce con un business d’oro per gli operatori con margini di profitto del 25%.

Grazie ad internet, però, l’utente è più libero dal balzello di 15 centesimi per messaggi da 160 caratteri. La vera rivoluzione si chiama WhatsApp e funziona bene perchè, oltre a garantire sempre il servizio, è multi piattaforma, vale a dire che è possibile installarlo nei BlackBerry, iPhone, Android e così via, in modo da coprire tutti gli amici in rubrica in possesso di uno smartphone. Pagando l’abbonamento dati, quindi, si possono mandare infiniti messaggi, foto e note vocali senza aver timore della ricarica telefonica.

Servizi simili sono offerti anche di base dai produttori di telefoni. RIM ha la sua messaggeria chiamata BlackBerry Messenger, Apple offre iMessage e inoltre ci sono Skype, Facebook, Viber e altri servizi che mettono in seria discussione l’uso del costosissimo SMS. La sola WhatsApp, per esempio, vede uno scambio di 1 miliardo di messaggi al giorno, vale a dire 11.500 al secondo.

Ora cosa faranno gli operatori? Rinunceranno al remunerativo SMS? E’ probabile, invece, che tenteranno di offrire pacchetti di SMS a tariffa mensile oppure tentare di aumentare le tariffe dei piani di abbonamento internet per recuperare denaro. Sempre se la diffusione del WiFi non riuscirà a bilanciare tutto in tempo.

[via repubblica]

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6 Comments

  1. A me pare che solo gli sms con il medesimo operatore costano a quest’ultimo 0.01 centesimi …
    con gli altri arrivano anche a 3cent …

    ciò non toglie che quando li fanno pagare 12cent il loro guadagno è 4 volte tanto, e quindi del 400% …

    (rivedi il 25% che hai scritto, forse volevi scrivere 25 volte?)

    1. Il 25% è il margine. Vale a dire che se io fatturo 100 a fine anno di questi 25 arrivano dagli SMS.

      1. la frase “maeginidi profitto del 25%” però ha un significato diverso.
        se intendi dire che gli sms contano il 25% dell’intero fatturato, allora devi cambiare frase.
        scusa kiro ma più che di “fare le pulci” (come dice l’utente qui sotto), si tratta di far passare il giusto messaggio, in maniera chiara in tutte le sue parti.

        (per tutto il resto ottimo blog!)
        e ottima notizia il fatto che sti ladri delle compagnie telefoniche inizino a perdere soldi dal servizio di sms. era ora!!! e che però la smettano di ridurre il traffico intermet a disposizione.. con la vodafone siamo passati dai 2gb al mese ai 500mb nel giro di pochi anni. vergognosi anche su quel fronte..

  2. ehm, il margine di profitto è un’altra cosa… informarsi? quello che vuoi dire tu è che gli introiti derivanti dalla vendita di servizi sms costituiscono il 25% del fatturato

  3. Sì vabbè sempre precisini e pronti a fare le pulci….
    Il succo del discorso di Kiro è che WhatsApp sta pian piano ammazzando gli sms.
    Io da quando lo uso avrò risparmiato almeno un centinaio di euro (in meno di un anno) e i miei contatti in rubrica che usano whatsapp sono in continua crescita. Attualmente ne ho 34 e sei mesi fa ne avevo solo 5 o 6… Segno che la gente non è stupida, e chi ha uno smartphone Apple, Balckberry, Nokia, Android e Windows non si è fatta pregare due volte ed è passata ai webmessage.

    WhatsApp è un servizio straordinario, funzionale e multipiattaforma, e siccome presto o tardi tutti avranno uno smartphone, e se uno ha uno smartphone si fa un abbonamento internet per forza, beh, questo tipo di servizi è destinato a mandare a ramengo gli sms e soprattutto gli mms!!!

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