IPv6

Internet ha un’età piuttosto giovane. In neanche 30 anni di attività ha rivoluzionato il mondo collegando tra di loro 2,5 miliardi di persone che ogni giorno accedono alla rete da 11 miliardi di dispositivi sparsi per il globo. Quello che forse non conoscete è l’enorme lavoro che sta alla base dell’infrastruttura, nato dal geniale apporto di persone come Joseph C.R. Licklider che ebbe l’intuizione di collegare dei computer tra di loro con una rete, Ray Tomlinson che inventò la posta elettronica e Tim Berners-Lee che inventò il protocollo HTTP permettendo la nascita degli indirizzi dei siti, servizi e blog.

Tutte persone che hanno offerto il loro contributo libero da royalties, brevetti vincolanti o altre amenità che ad oggi avrebbero reso l’accesso ad internet un lusso per pochi e, sicuramente, non uno strumento rivoluzionario come lo è stato. Quello che forse sapete, però, è che dietro ogni indirizzo o persona, compreso quello di questo blog, c’è un codice IP che lo identifica. Ora la generazione di questi codici è stata gestita dal protocollo IPv4 regolato dalla IANA (Internet Assigned Numbers Authority). Un sistema che permette di sviluppare 4,3 miliardi di codici.

Visto che eravamo prossimi a quei 4,3 miliardi è stato attivato un campanello di allarme per evitare che tra qualche mese tutti i nuovi entranti in internet, che siano essi semplici navigatori della rete o nuovi siti e blog, restassero esclusi da internet. Si, avete letto bene, c’era il pericolo che internet non potesse ospitare nuovi utenti e siti.

Tutto questo è stato scongiurato dal protocollo IPv6 in attivo da oggi. Questo tipo di protocollo permette di generare 340 trilioni di trilioni di trilioni di trilioni di codici IP. Se vi piacciono i numeri si traduce con questo: 340 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 di indirizzi. Vale a dire che la crescita di internet è garantita per i prossimi secoli.

Quindi benvenuto IPv6. E buona navigazione a tutti.

Contrassegnato da una scritta:

Partecipa alla conversazione

4 Comments

  1. si infatti… a me risulta che sia stato attivato mesi fa con tutti i dubbi del caso, riguardo l’effettivamente resistenza del protocollo sotto grossi carichi.

  2. cmq
    340 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000

    sono 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi o 340 trilioni di trilioni…
    (1 trilione = 1 miliardo di miliardi)

  3. l’errore sta nel fatto che le potenze di mille sono dette in maniera diversa nel mondo anglosassone, da noi è miliardo bilione biliardo trilione triliardo…. mentre loro fanno billion trillion quadrillion quintillion… in questo caso trovo più furbo il loro metodo 🙂

Lascia un commento

Cosa ne pensi?