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I MacBook Air sono un concentrato di tecnologia perchè in uno spessore inferiore a 1,8 cm contengono l’hardware in grado di far funzionare il sistema operativo e le periferiche collegate. Come avviene sempre in questi casi il team di iFixIt, specializzato nelle riparazioni di prodotti elettronici, ha smontato il nuovo portatile per verificare quanto sia difficile ripararlo.

Costruito in un blocco unico di alluminio, utilizza delle viti pentalobiche per tenere fermo il coperchio sottostante. Una volta sollevato è possibile vedere le batterie che sono essenzialmente le stesse della generazione precedente. Un cambiamento riguarda il disco SSD, sempre prodotto da Toshiba, ma con un aggancio differente di origine proprietaria che ne vieta il cambiamento fai da te da parte degli utenti.

L’hardware ha più o meno la stessa origine della generazione precedente, con alcune migliorie che ne aumentano le performance. Il voto totale dato dalla società è di 4 su 10, dove 10 è il voto massimo per la semplicità dello smontaggio. Il vero problema di questo computer è il fatto che utilizza molte tecnologie proprietarie che ne limita la reperibilità dei componenti costringendo l’utente ad affidarsi alle costose cure di Apple.

[via iFixIt]

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