Un’applicazione su cinque colleziona ancora i dati di rubrica in iOS

Privacy iOSIl concetto di privacy in rete si fa sempre più interessante. Per capirlo bisognerebbe comprendere qual è il confine tra condivisione e privacy, inteso come luogo sacro dove solo l’utente può decidere chi far accadere.

Se pubblico una foto su Instagram del mare e qualcuno, successivamente, mi chiede come è andata la mia giornata al mare senza che io gli avessi dato l’informazione è invasione della privacy? Geolocalizzarmi in una pizzeria e farlo sapere ad amici, che a loro volta lo racconta a voce ad altri amici, è invasione della privacy?

Dov’è il confine? Nell’attesa di saperlo diventa importante non perdere dati per strada a cui non si dà il permesso di condivisione. La società BitDefender, per esempio, ha svolto un’indagine su 65.000 iPhone scoprendo che il 18,6% delle applicazioni ha accesso alla rubrica telefonica senza che l’utente lo sappia, mentre il 41% conosce la sua posizione sulla mappa.

In iOS 6 Apple ha introdotto un menu Privacy nelle impostazioni in cui sono elencate le applicazioni che hanno accesso ai dati sensibili, ma per BitDefender la soluzione non basta, Apple dovrebbe essere più rigorosa e assicurare all’utente di conoscere chi utilizza i dati, negando l’accesso a chi non ha l’autorizzazione. Forse un giorno si arriverà alla facoltà di seguire tutto il percorso della propria privacy in questo enorme mare di informazioni, dove ognuno di noi nel bene o nel male è solo un numero.

[via mobile-ent]

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