Le app permetteranno di costruire oggetti?

stampante 3D

Licia quel giorno aveva ricevuto una notifica importante sul suo telefono: era stata trovata un’importante orma di un ominide vecchio migliaia di anni in una zona nel Sud America. Era l’orma dell’anello mancante tra uomo e scimmia? Se fosse stata in ufficio quel giorno avrebbe potuto saperne di più, ma la sua impazienza la spinse a prendere il suo iPhone, aprire un’applicazione, scaricare un file e ricostruire l’orma con la sua stampante 3D. In pochi minuti, mentre sorseggiava il suo caffè mattutino, Licia si accorse di alcuni punti dell’orma che lasciavano ben sperare.

Non è fantascienza, non è una promessa, è ciò che sta accadendo mentre vi parlo da qualche parte. La tecnologia per le stampanti 3D negli ultimi anni ha preso la classica piega di diffusione dei prodotti di successo: ha visto le prime costose unità, ha visto degli investimenti e ora vede il calo dei prezzi. A differenza di qualche anno fa, non bisogna spendere grosse cifre per una stampante 3D. Il modello più recente, la Replicator di MakerBot, costa 1.749 $ e stampa anche a colori utilizzando bobine di resina da 1 KG e dal costo di 55 $ ciascuna.

Ora tutto questo dovrà arrivare a un livello di diffusione tale da attivare il sistema dei servizi. Pirate Bay, che di certo non può essere lodata per la legalità, ha già annunciato che metterà nei suoi archivi dei modelli 3D chiamati Physible. Attivando, di fatto, la pirateria degli oggetti ancora prima che vi sia un sistema legale per farlo.

Tutto questo potrebbe avere delle importanti ripercussioni nell’App Store. Lo slogan di Apple, infatti, è “c’è un’app per tutto”. Potrebbero nascere, quindi, anche delle applicazioni per creare oggetti personalizzati o componenti sostitutivi. Le società potrebbero rilasciare le app per costruire piccole componenti di ricambio per prodotti come sistema di assistenza al cliente tagliando i costi di produzione e spedizione. Potrebbero nascere applicazioni per costruire oggetti resi personali dall’utente modificando dei parametri dell’app, oppure mandare on line degli oggetti ad altri utenti.

Ci si potrebbe stampare l’accessorio da indossare quel giorno, come gli orecchini o un anello, oppure fabbricare un chiodo per un quadro comprato di recente. Teoricamente, con cartucce di materiale commestibile, si potrebbero anche stampare piccoli piatti o dolci.

Il settore delle stampanti 3D promette bene e potrebbe generare un nuovo ecosistema di prodotti e servizi. Tutto sta nel cogliere al volo quest’occasione e permettere agli utenti di accedervi a prezzi ragionevoli. Solo così ci sarà un’app proprio per tutto.

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