Un giornalista del Shanghai Evening Post si infiltra nelle fabbriche di Foxconn

Quando una cosa negativa si diffonde a macchia d’olio fino ad entrare nella cultura di un popolo, allora non appare più come negativa. Viene accettata come normale. E’ questa una delle spiegazioni per giustificare cosa accade in Foxconn, la fabbrica che assembla i prodotti di Apple e altri operatori come Nokia e Microsoft.

Un giornalista del Shanghai Evening Post si è intrufolato nello stabilimento di Tai Yuan in cui si assembla l’iPhone 5. Fingendosi un nuovo lavoratore ha trascorso 10 giorni nella fabbrica. 10 giorni che lui descrive infernali. I dormitori sono tenuti in uno stato poco igienico, con cattivi odori, scarafaggi e lenzuola sporche.

I turni in fabbrica sono molto pesanti. Un dipendente che si era fermato per qualche minuto è stato messo in castigo come un bambino. Se ti scovano ad uscire con un componente dalla catena di montaggio di licenziano sul posto. Sorte capitata a un dipendente uscito con un cavo USB scoperto mediante un metal detector.

Ogni lavoratore, nel settore del giornalista, doveva stampare 5 scocche esterne per iPhone al minuto per un totale di 3.000 al giorno. La paga è molto bassa, basti pensare che ogni ora di straordinario è pagata per circa 1 €. Sono condizioni molto pesanti da sopportare. Tutto questo visto dall’ottica dei ritmi Occidentali. Sarebbe interessante vedere se in tutte le fabbriche cinesi, non solo quelle sotto i riflettori per Apple, i ritmi sono uguali, migliori o peggiori.

[via repubblica]

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