Apple chiede scusa per l’arroganza espressa in Cina

iPhone CinaApple ha sempre avuto la tendenza a trattare da provinciali tutti i paesi al di fuori degli Stati Uniti. In Cina, però, questa volta si sono arrabbiati. In riferimento all’erogazione del servizio di garanzia sull’acquisto di prodotti, infatti, i cinesi hanno espresso la loro rabbia.

In una recente campagna hanno mostrato al mondo come la società li tratti da serie B con informazioni poco chiare sulla garanzia e con un’assistenza dozzinale. A tal proposito Tim Cook ha espresso le sue scuse all’interno del sito ufficiale di Apple in Cina. Il CEO della società ha dichiarato che saranno applicate delle modifiche su quattro fronti:

  • Il sito istituzionale vedrà una pagina dove sarà spiegato meglio il sistema della garanzia.
  • Il personale tecnico riceverà una nuova formazione per diventare più preparato e affrontare meglio i problemi di riparazione.
  • Entro 15 giorni dall’acquisto potrà essere richiesto un nuovo iPhone nel caso di malfunzionamenti. Dopo 15 giorni dall’acquisto saranno sostituite le parti danneggiate.
  • Un nuovo servizio di feedback aiuterà i clienti a segnalare più velocemente la richiesta di assistenza.

Chiedere scusa per un servizio offerto con un livello scadente è il minimo che la società potesse fare. Secondo l’analista Glen Yeung la verità è che la società ormai fattura il 20% in Cina. Se solo la metà dei cinesi dovesse decidere di boicottare i prodotti della Mela, l’azienda potrebbe perdere in un anno anche 13 miliardi di dollari di fatturato.

Questo spiega anche le mancate scuse per la poca chiarezza della garanzia offerta in Italia che, solo dopo una causa legale a cui la società ha fatto anche ricorso, ha ricevuto una maggiore trasparenza in riguardo ai due anni previsti dalla UE. A quanto pare noi italiani non fatturiamo abbastanza da meritare delle scuse.

[via Apple]

  • Gino

    hai tratto una conclusione sensata (anche se non siamo noi italiani piccoli, ma loro cinesi grandi)

  • il 33% della popolazione mondiale, il 30% del PIL mondiale. Mi sembra logico che dettino legge di mercato