L’etica ai tempi della rete: i titoli degli articoli

titoli articoli AppleIl titolo è una delle parti più importanti all’interno di un articolo. Sembra richiamare l’attenzione, a far comprendere veramente di cosa parla l’articolo. È un elemento così importante che nelle redazioni dei giornali ha portato alla nascita di un vero e proprio lavoro: quello del titolista.

La figura di questa persona era dedicata alla creazione di un titolo in grado di attirare l’attenzione e, nello stesso tempo, fa comprendere bene di cosa trattasse l’articolo. Parlo al passato perché con la riduzione del budget delle redazioni questa figura è andata via via scomparendo, fino ad arrivare alla completa estinzione quando la stampa è approdata su Web.

Così facendo l’autore dell’articolo si è visto coprire del ruolo di titolista, obbligato a scegliere il titolo più adatto. Un’operazione non tanto difficile considerando che l’autore dell’articolo sa benissimo di cosa parla. Tutto questo trasportato nel Web, però, ha portato ad alcuni comportamenti poco etici.

All’interno della ricerca della creazione di fiducia tra autore e lettore, non si dovrebbe mai vendere l’anima al diavolo al fine di conquistare visite. Le visite non sono sempre lettori, spesso sono motori di ricerca o persone che finiscono in un articolo per caso.

L’etica del blogger e del giornalista dovrebbe spingere a scrivere titoli in maniera corretta. A volte, però, si assiste alla creazione di articoli sensazionalistici al fine di spingere il lettore a cliccare sul link, oppure si promette all’interno dell’articolo un determinato argomento offrendo tutt’altro.

Tanto per fare alcuni esempi: sarebbe corretto scrivere “Ecco il nuovo iPhone e le sue caratteristiche” dopo la sua presentazione sul mercato. Diventa poco etico scrivere questo titolo parecchi mesi prima inserendo all’interno del testo dell’articolo un mucchio di indiscrezioni che spesso sono disattese. Di solito chi effettua questa operazione mira ad essere indicizzato su Google e altri motori di ricerca, in questo modo quando qualcuno cercherà le caratteristiche del telefono troverà un articolo già pronto. Oltre a foraggiare i curiosi, questo genere di titolo spinge le persone a cliccare con la promessa di rivelare informazioni che altri non hanno.

Entrando nell’articolo, ovviamente, il lettore scopre l’inganno e tra frustrazione e sfiducia potrebbe andare a leggere le notizie altrove il giorno seguente. Esempi del genere sono numerosi, purtroppo, spinti dal cattivo giornalismo. Basti pensare ai titoli inerenti la crisi di Apple, disattesa poi dai brillanti risultati del suo fatturato in crescita, oppure quelli relativi al caso dell’evasione fiscale che, in realtà, così non è perché al massimo è elusione.

La ricerca di titoli sensazionalistici, la promessa di motori di ricerca e il cattivo giornalismo portano molto spesso a trovare titoli completamente fuorvianti e poco corretti nei confronti del lettore. Un’etica maggiore all’interno di questo settore potrebbe sicuramente migliorare la qualità delle informazioni. Un circolo che purtroppo sarà difficile da attivare. Sta alla coscienza del lettore comprendere le fonti di informazioni migliori.

[foto via settebit]

  • Forse non sai che da qualche tempo ormai la stamap è in mano agli editori che fanno del loro prodotto un vero e proprio business. Ecco perché il Titolo viene sfruttato per accaparrarsi “qualche” lettore in più.

  • Gino

    diciamo pure che ci sono in giro molti ‘giornalai’ e che gli editori sanno bene come trarre vantaggio da questi ignorantoni