Le mie impressioni sul Keynote del WWDC 2013

Keynote WWDC 2013

Si dice che i prodotti di Apple visti fino a sei mesi fa possedessero ancora la firma di Steve Jobs. L’ex CEO dell’azienda, infatti, aveva lavorato ai progetti che hanno portato ai prodotti di questi anni. Ma adesso le cose sono cambiate: è ora di iniziare un nuovo corso.

E cosa c’è di meglio se non iniziare un nuovo corso mostrando una grafica completamente nuova? E ciò che è accaduto sul palco della Keynote del WWDC 2013 dove un raggiante Tim Cook ha mostrato le basi per un nuovo corso. Un corso che attiverà una serie di novità per i prossimi mesi e tante altre per i prossimi anni.

L’azienda ha girato pagina e questo cambiamento era visibile sui volti delle persone che sono salite sul palco dell’evento. Non più uomini gessati e seri, ma entusiasti fruitori di nuovi prodotti e servizi in grado di dare nuova linfa in motivazione ad un team che tanto ha fatto sognare in passato.

Via Scott Forstall, ex vicepresidente del settore iOS, e pieno campo per la nuova star dell’azienda: Craig Federighi. Il manager italo-americano di Apple è apparso molto a suo agio, soprattutto perché da qualche mese è il capo assoluto di iOS e OS X. Questo potere gli permette di seguire molto più da vicino i progetti dei due sistemi operativi infondendogli molta più sicurezza e motivazione.

Elementi che si leggevano sul volto di Federighi e che hanno entusiasmato il pubblico dell’evento. Sembrava quasi di leggere nella storia l’entusiasmo di Steve Jobs: un uomo che amava giocare con i suoi prodotti. La speranza è che nei prossimi eventi quest’entusiasmo e questa sicurezza crescano sempre di più al fine di rivivere le emozioni di un tempo ormai andato.

Un passo avanti che non significa necessariamente la fine di un’era d’oro, poiché potrebbe tramutarsi semplicemente in un passaggio in una nuova era che, seppur non circondata da un alone di riverenza e carisma, potrebbe produrre tantissime emozioni e soddisfazioni.

Resta da considerare che in tutta la presentazione Jonathan Ive è apparso soltanto in video. Ci eravamo immaginati un ruolo centrale da leader all’interno di tutta l’organizzazione, ma al momento abbiamo visto soltanto una guida in secondo piano che, probabilmente, desidera svolgere il suo compito evitando di diventare il simbolo dell’azienda.

In futuro, quindi, potremmo vedere più Federighi e meno Ive. Una sorta di braccio armato e una mente geniale in un panorama in cui c’è bisogno di un’azienda sempre più combattiva e meno liturgica. Un futuro la cui trama è in continua evoluzione e di cui sono molto curioso di leggerne la storia.

  • Francesco Pegoraro

    Parlando di hardware invece, dal processo sui prezzi degli ebook è emerso che almeno le prossime due generazioni di iPhone avranno lo zampino di Jobs