Cose che mancano in iOS: un Siri più efficace

Martin Scorsese

iOS è di sicuro tra i sistemi operativi mobili più avanzati del mondo. Non me la sento di dire che sia il migliore. Questo giudizio è soggettivo, in quanto ognuno utilizza il sistema che più soddisfa le proprie necessità. Per facilità di uso e per il mio carattere, visto che non amo perdere tempo, iOS è sicuramente il meglio che posso trovare.

Nonostante questo bisogna considerare che ci sono ancora molti margini di miglioramento. In passato abbiamo visto come potrebbe essere migliorato il Centro Notifiche, come potrebbe essere migliorata l’esperienza di acquisto e la necessità di avere una maggiore comunicazione tra le applicazioni. Oggi, invece, discutiamo un po’ di Siri.

L’assistente digitale è stato presentato per la prima volta il 12 ottobre del 2011 con iOS 5. Il servizio è nato dopo l’acquisizione dell’omonima società nel 2010. L’obiettivo è avere un assistente virtuale nel telefono, in grado di aiutare in alcune operazioni usando solo la voce.

Il sistema è molto valido e nel tempo è stato migliorato, ma di certo non è perfetto. L’uso della semantica, vale a dire del sistema che permette di comprendere il senso delle frasi, non obbliga a dettare determinate parole per attivare un servizio. Il problema, secondo me, sta nella dettatura.

Probabilmente in lingua americana le cose vanno meglio perché gli sforzi della società sono più cospicui, ma di certo in italiano pecca di imprecisione. La funzione dettatura, per esempio, non sempre comprende le parole e a volte manca le congiunzioni. Si perdono per strada i “che”, le “e”, i “ma” e così via. Altre volte vengono trascritte parole completamente fuori contesto.

Forse l’assistente dovrebbe ricevere proprio questo: il dono del contesto. Comprendere il senso della frase nel testo dettato, in modo da scegliere la parola più appropriata. Inoltre servirebbe uno strumento in grado di permettere le correzioni, al fine di offrire un feedback e permettere alla società di migliorare il servizio.

In realtà Apple raccoglie già i feedback. Le frasi di Siri sono archiviate per due anni, in forma anonima, per comprendere l’interazione dell’utente. Un’interazione da migliorare, considerando che a volte l’assistente non comprende il comando, oppure lo esegue in modo non appropriato.

Quando Siri non comprende un comando tende a suggerire di cercare su Internet, altre volte parte per la tangente ed esegue tutt’altro. Questo ovviamente genera frustrazione per l’utente che preferisce cercare le informazioni da se, piuttosto che perdere tempo con Siri.

Purtroppo un servizio vede un alto tasso di abbandono se funziona male. Attualmente l’assistente è fuori la “fase beta”, ma c’è ancora tanto da fare. Bisognerebbe lavorare molto sulla semantica e permettere di comprendere le vere esigenze dell’utente ed eseguire velocemente le richieste.

Si potrebbe avere una parte del sistema off line, come la funzione dettatura come avviene nei Mac, oppure usare la potenza di calcolo del dispositivo e le informazioni si utilizzo dell’utente per costruire un assistente sempre più personalizzato.

Apple investirà sicuramente molto su questa funzione e in futuro potrebbe diventare l’elemento che manderà in pensione l’interfacce utente. Prima che arrivi quel momento, però, bisognerà cercare le competenze e le persone in grado di lavorare al sistema. La società ha sicuramente le risorse per farlo, ma sarà di sua priorità?

  • SalDeF

    Credo che Siri sia stato presentato il 4 ottobre 2011 e non il 12, insieme ad iPhone 4s, il giorno prima che morisse Jobs, se non ricordo male.. Sono d’accordo comunque sulla necessità di avere la dettatura offline. Io aggiungerei anche la possibilità di chiamare vocalmente i contatti anche quando non è disponibile connessione internet: credo che dettatura e chiamata vocale rappresentino il 70-80% dell’utilizzo che si fa di Siri ed è opportuno che lo si possa fare ovunque, anche offline.

    • Marco

      Alla fine se disattivi Siri hai la “vecchia” ma perfetta assistenza alla chiamata. Quello che spesso faccio prima di viaggiare. Invece Siri lo utilizzo moltissimo in casa dove chiedo info meteo, fisso appuntamenti, prendo note, creo elenchi di cose da fare, invio e controllo email. È un paradosso perché Siri è inutilizzabile proprio dove servirebbe.

  • Jam

    “Inoltre servirebbe uno strumento in grado di permettere le correzioni, al fine di offrire un feedback e permettere alla società di migliorare il servizio.”
    Che io sappia, se tu selezioni la parola che Siri ha compreso male, puoi modificarla a piacimento per evidenziare l’errore e migliorare il servizio.

    • Sì, ma non nella dettatura.