SMS

Un dialogo effettuato di persona riesce ad esprimere qualsiasi informazione. Laddove non arriva il verbo, è il corpo e l’espressione del viso a comunicare informazioni. Una qualità che si degrada passando alla comunicazione solo verbale e a quella testuale.

Quest’ultima è stata rivoluzionaria. Ci ha permesso di velocizzare la comunicazione, che prima avveniva per lettere spedite con un francobollo, lasciando inalterato lo scudo offerto dal testo. Una corazza per comunicare cose che a volte non si ha coraggio di comunicare a voce.

Questo sistema di comunicazione, in grado di assecondare una necessità umana, ha fatto la fortuna degli operatori. Ogni SMS da 160 caratteri veniva fatto pagare circa 15 centesimi, mentre a monte si sosteneva un costo di 0,1 centesimi. Ogni 10 SMS, che all’operatore costavano 1 centesimo, rendevano 1,5 €. 150 volte di più: una gallina dalle uova d’oro.

Poi vennero i vari messaggi istantanei, WhatsApp in testa, che portarono ad un crollo vertiginoso. Ai dati aggiornati nel luglio del 2014, gli SMS inviati erano 13,2 miliardi con un crollo del 40% su base trimestrale.

Questa tecnologia è spacciata? Non proprio. Per questioni di ordine pubblico gli operatori devono continuare a servirli. Forse non lo sapete, ma esiste un efficiente sistema di allerta nei casi di calamità naturali o sicurezza nazionale, è in grado di coprire tutta la popolazione munita di un telefono.

Dal punto di vista economico recentemente vediamo una nuova rinascita. Non nel senso classico, ormai gli SMS sono offerti in pacchetti infiniti (cose che nella mia adolescenza mi avrebbero reso felicissimo), ma nella versione premium.

Gli SMS sono utilizzati come sistemi di notifiche. Esistono numerosi servizi che li usano per comunicare informazioni di sicurezza: banche, servizi di allert, modalità di login nei siti, attivazione di registrazioni e così via.

Tutti messaggi che vengono fatti pagare a caro prezzo. Personalmente ho ricevuto SMS premium da parte della banca e altri servizi, come Google e Apple, dal costo di 13 centesimi o 25 centesimi.

Un accumulo di messaggi, con codici di autenticazione a doppio passaggio, prelievi al bancomat e notifiche di servizi web, che mensilmente occupano un budget poco inferiore ai 10 euro. Se ci pensiamo, quando utilizzavamo gli SMS da giovani, probabilmente quella cifra in SMS era difficile da raggiungere.

La redditività degli SMS, quindi, sta tornando a salire. Li stiamo pagando, ma non ci accorgiamo della loro crescita. Una crescita che potrebbe essere fermata se tutte le app e i servizi usassero le notifiche native degli smartphone.

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