Le mie impressioni sul Keynote del WWDC 2015

WWDC 2015

A volte si incontrano degli amici che dopo un po’, armati di tanta sincerità e dalla flebile voce ti dicono: “Mi raccomando, tengo alla tua amicizia, se divento pesante avvertimi”. Ecco, nessuno mi ha chiesto nulla, ma qualche sbadiglio l’ho fatto durante il WWDC 2015.

Ed è strano, perché ha funzionato tutto. È un po’ come quell’effetto che accade in biblioteca, quando ci si sente molto disturbati quando parla una sola persona, perché una voce rompe il silenzio. Mentre se parlano più persone il chiacchiericcio si trasforma in un suono bianco, di quelli che si possono udire in aereo, quindi l’orecchio lo manda in secondo piano e quasi non lo si sente.

Il WWDC 2015 è scivolato liscio e da manuale così bene da aver sortito l’effetto del rumore d’aereo. Come quando leggete tante pagine di un libro da distratti e, improvvisamente, vi trovate a pagina 10 senza ricordare una sola parola di ciò che avete letto.

Credo che il fattore carisma manchi un po’. E a nulla è bastato mostrare delle donne sul palco. Una scelta che reputo un po’ ipocrita. Si, insomma, capisco che tutti devono avere pari opportunità, ma una donna deve salire sul palco quando c’è bisogno veramente di quella persona. Non credo sia opportuno far salire una donna solo perché debba rappresentare l’universo femminile.

Poi diciamocela tutta, Jennifer Bailey – vice presidente di Apple Pay – l’ho trovata di una noia mortale. Molto più simpatica è stata Susan Prescott – vice presidente product management – che con il suo piglio ha saputo spiegare l’app News molto bene.

Peggio di Bailey ha saputo fare solo Kevin Lynch nel presentare le novità di WatchOS 2. La sua assenza di entusiasmo hanno fatto apparire le nuove caratteristiche come qualcosa di essenzialmente banale e per nulla utili. Mangiatela un’emozione Kevin, sei un VP di Apple.

Fortuna che c’era Federighi che con un po’ di giochi alla Steve Jobs ha saputo ravvivare l’atmosfera. Mostrando con il suo carisma delle innovazioni molto semplici, ma pur sempre utili. Eddy Cue e la sua camicia sono stati molto validi. Iovine sembrava appena arrivato dall’elettrauto e Drake, beh il rapper Drake è stato assolutamente superfluo.

Capisco che l’effetto WOW non si possa creare da zero. Lo stesso Federighi nel mostrare alcune novità ha scherzosamente dichiarato “quanta innovazione” per la semplicità di alcune funzioni. Ma tanto più il contenuto è povero di meraviglie, a maggior ragione bisognerebbe riequilibrare la cosa in qualche modo.

Fortuna che c’era il metodo e la tecnica che hanno salvato il tutto. Il Keynote ha una struttura a prova di distrazioni. Ma un po’ di entusiasmo ragazzi. Una fattore che solo Eddy Cue e Federighi sembravano avere.