Apple Watch

Qual è la prima domanda che vi ponete quando state pensando di comprare un nuovo dispositivo? Vi chiedete se è abbastanza bello? Se costa poco? Vi chiedete se i vostri amici vi invidieranno, oppure vi fate la domanda giusta: se vi è utile?

L’Apple Watch può migliorare la vita quotidiana? Per rispondere ho acquistato una versione da 38 millimetri Sport, di colore grigio siderale. Il primo smartwatch di Apple. Il primo prodotto nato senza la visione di Steve Jobs. Una prova su strada della capacità di Apple nell’andare avanti.

Nella sua confezione vi troviamo un cinturino aggiuntivo in fluoroelastomero, un materiale resistente a sudore e materiali chimici. In rete viene descritto come molto morbido. Io preferisco dire che è flessibile. La chiusura a bottone, con l’estremità da inserire in un foro per non farlo aprire, è una buona idea. Se c’è una cosa che mi dà fastidio degli orologi è sicuramente la pressione del cinturino sul polso. Se scrivete molto al computer, come me, con i classici cinturini vi troverete il polso segnato dal cinturino dopo un po’. Con il cinturino Sport questo non avviene. La chiusura del cinturino è magnetica. Un altro punto a favore per la resistenza. Non ricordo quanti orologi mi sono caduti per colpa di quei bastoncini di metallo dei cinturini.

Nella confezione, inoltre, troviamo due manuali molto brevi in italiano e in spagnolo (perché poi lo spagnolo?), avvertenze e varia plastica che fa da copertura al cavo magnetico-wireless e all’orologio. C’è anche il classico caricabatterie USB da parete, come quello dell’iPhone. Nessun adesivo Apple questa volta. Forse la società temeva di andare in rovina regalandolo.

All’accensione l’orologio chiede subito di parlare con l’iPhone. La conversazione tra i due è inevitabile. Serve almeno un iPhone 5. Culturalmente tendiamo a pensare che un dispositivo munito di schermo sia in grado di funzionare da solo. Lo trattiamo come una persona con una testa. Se una persona ha la testa ci aspettiamo che se la cavi da solo. Ma così non è con l’Apple Watch.

Non che sia sbagliato. È sbagliata la nostra associazione schermo = testa. L’Apple Watch, non dimenticatelo mai, è un orologio. Un orologio con qualche elemento in più. Qualcuno l’ha definito un telecomando. È un punto di vista, può essere accettato, ma credo sia limitativo parlare di semplice telecomando.

I materiali dell’Apple Watch sono di qualità. Si nota subito. Basta prenderlo in mano, avvicinarlo agli occhi e analizzarlo a fondo. Si nota il grande lavoro sui materiali. Dalla ghiera incisa a laser, fino allo schermo. La copertura in Ion-X della versione Sport sembra quasi gommata. Mi piace. Se passate l’orologio sotto l’acqua noterete le sue proprietà idrorepellenti. Ve ne accorgete perché le gocce non si spiaccicano, ma restano gocce e scorrono via.

Quando lo smartwatch fu presentato temevo lo spessore. Nei filmati appariva come un cipollotto fissato con un cinturino. Ma così non è (10,5 mm). Non sento il peso (72 grammi) e non mi dà fastidio lo spessore. Lo trovo comodo da indossare. La cupola che contiene i sensori per il battito cardiaco non preme sul polso, ma è solo appoggiata. Il cinturino è stretto bene, ma non è stretto in modo tale da dare fastidio. L’orologio può scendere e salire sul polso senza problemi.

Esteticamente non è male, ma da Apple e da Jonathan Ive, uno dei più grandi designer del mondo, mi aspettavo qualcosa in più. Quando hai aspettative altissime è facile rimanere delusi. Il pulsante di accensione è quello meno utilizzato, ma non dispiace averlo lì. Il microfono è piccolo ma funziona bene. Lo speaker è molto piccolo e fa il suo lavoro.

Il comparto audio è un aspetto molto delicato. Apple ha assunto degli esperti in merito e spero che nei prossimi anni facciano bene il loro lavoro. Lo speaker, essendo piccolo, non offre volumi alti e di qualità. Credo sia anche normale. Se fosse stato più grande sarebbe stato un problema con la resistenza all’acqua.

In auto, con i finestrini alzati, si possono gestire le telefonate senza problemi tenendo le mani sul volante. L’interlocutore neanche si accorgerà di parlare con un tizio munito di Apple Watch. Nei posti rumorosi, invece, il tutto diventa insufficiente. Non ve ne potrete andare in giro con le mani ciondolanti sperando di gestire una telefonata. In questo caso l’orologio va portato alla bocca. Parlare con un braccio alzato, oltre che apparire strambo, è anche stancante. L’esperienza utente in questo caso è zero.

Oltre al Force Touch, che consente di attivare delle opzioni con una pressione più decisa, trovo bellissimo il TapTic Engine: la vibrazione dell’Apple Watch. Non è come le classiche vibrazioni, ma è un impulso. È difficile da spiegare. È come appoggiare una molla sul polso e far cadere una biglia su di essa. Quell’impulso, quel rimbalzo, quella pressione è la vibrazione dell’Apple Watch.

Il problema dell’Apple Watch, in realtà, credo sia il suo software. Con la versione attuale, Watch OS 1.0.1, le app non sono native e questo è un enorme problema. Sono lente ad aprirsi, nel rispondere e nel funzionare quando dovrebbero. Se utilizzate il sistema operativo attuale, probabilmente giungerete alla mia conclusione: l’Apple Watch funziona e quando serve non funziona mai.

L’ho provato su strada in diverse occasioni, per esempio per avere informazioni sui trasporti pubblici in mobilità (es. con Moovit o Citymapper), e non mi sono servite a nulla. Siri, all’aperto, a volte capisce e a volte no. A volte si impalla, pensa e non risponde. Negli ambienti chiusi funziona meglio. Ma quindi cosa facciamo, usiamo l’orologio solo quando siamo a casa o in ufficio?

L’app Mail, per esempio, è lenta nel caricare le email. Le uniche che funzionano bene sono l’app per l’attività fisica. Queste funzionano anche senza iPhone. L’app Attività registra calorie consumate, attività fisica e ore in piedi. Queste ultime non registrano quanto tempo non vi sedete, ma attiva 1 ora se in quell’ora siete stati alzati almeno 1 minuto. Se non lo fate l’orologio vi avvisa con una notifica.

L’app Allenamento, invece, è disponibile per alcune attività al chiuso o all’aperto, come corsa, bicicletta, ellittico e così via. Purtroppo per chi fa palestra, come me, non serve a molto. Non comprende se sto alzando un peso e quante serie sto facendo. Forse in futuro qualche app di terzi lo farà, ma al momento non ho trovato niente di valido.

La batteria può essere ricaricata di notte e offre un’autonomia sufficiente per tutta la giornata. Nel mio utilizzo medio arrivo, di solito, la sera tardi con ancora il 20-30% di autonomia residua. Purtroppo non registra l’attività notturna mentre si dorme. Scommetto che Apple si giocherà questa carta tra qualche generazione. Spero, invece, che la ricarica wireless arrivi anche negli altri dispositivi mobili.

Quindi torniamo alla domanda iniziale: migliora la vita? Credo che l’Apple Watch attuale non lo faccia ancora, almeno non come un prodotto con il brand Apple dovrebbe fare. È di sicuro un primo passo, ma sono in questo settore abbastanza da tanto tempo da desiderare di più dalla società, perché so che può darlo. Il software al momento è lo scoglio più grande e spero che con Watch OS 2 ci siano miglioramenti considerevoli, soprattutto per le app native. Siri va migliorata. È molto utile in certi frangenti, per esempio per aggiungere un promemoria (la cui app, Apple se l’è dimenticata per strada) o un evento in calendario.

Essendo un assistente digitale, alla luce del fatto che l’Apple Watch è sempre sul polso, mi aspetto che faccia molto meglio. Che sia in grado di comunicare con le app di terzi. Cosa che Apple farà se aggiungerà Proactive di iOS 9.

Per esempio sarà utile se mi permetterà di dire “Siri dimmi come raggiungere con gli autobus via Amelio” – “Siri controllami gli impegni per venerdì e se ce n’è qualcuno alle 17 spostamelo al giorno dopo” – “Siri controllami le email e se trovi un codice di spedizione avvertimi se è stato messo in consegna” e cose del genere.

Lo so che sapete bene che non fa queste cose, ma dovrebbe. Se l’obiettivo è trasformare l’Apple Watch nell’oggetto più personale di sempre (ma quanto sono bravi nel riempirsi la bocca di marketing), allora deve diventarlo. Ci vorrà tempo, lo so. Ma fino ad allora l’Apple Watch è un oggetto interessante, utile qualche volta e simpatico, ma niente di più.

Se avete 400 e passa euro che vi avanzano nel portafogli compratelo pure. Meglio quello che una borsa firmata in più da aggiungere alla vostra collezione. Ma se state cercando un prodotto valido, in grado di semplificarvi la vita, lasciate stare. L’Apple Watch 1 è un inizio, una sorta di esperimento. La società fa bene ad investirvi ancora, ma se non mi servisse per lavoro ne avrei fatto a meno. Credo che per vedere qualcosa degno del logo della mela morsicata bisognerà attendere ancora qualche anno.

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10 Comments

  1. È sicuramente facile concordare sull’immaturità del progetto, come si è detto spesso è l’equivalente dell’iPhone edge o dell’iPad 1. Mi aspetto però una dettagliata recensione quando sarà disponibile il Watch OS2, che dovrebbe almeno in teoria cambiare molte cose. Rimango dell’opinione che bisogna aspettare la 2^ o 3^ generazione prima di avere qualcosa di veramente “utile” nella vita di ogni giorno. In ogni caso è assurdo pretendere volumi di vendite pari agli iPhone, viene ancora percepito -a ragione- come un di più inutile.

  2. Allora io ho installato la beta watchOs 2.0 ed ho provato l’Apple Watch da quando è uscito in Italia. E’ il futuro senz’altro e lo amo davvero, ma ci sono cose sia hardware che software che andrebbero migliorate alla svelta.
    Partiamo dall’hardware, l’audio fa pena, molto basso per le telefonate, è appena la metà dell’iPhone in vivavoce credo, e la trovo una cosa ridicola se si considera che il volume può essere regolato, ma non lo abbasserete mai, anzi…poi lo schermo più grande sarebbe gradito come anche una maggiore reattività, ed infine una fotocamera x i selfie e le FaceTime.
    Sul versante software, solo app native vi prego, senza il bisogno tassativo di iPhone! Gestione autonoma delle reti wifi, così da usare le wifi presenti o un webpocket se non si dispone di iPhone x il controllo delle mail, inviare iMessage ad esempio.
    Dicevo della beta, beh x ora nessun miglioramento oltre qualche quadrante in più, bisogna aspettare perlopiù gli sviluppatori che ricreino le app native, per ora inesistenti.

  3. oggi provato il demo per la prima volta concordo al 99% con la recensione tranne nel commento sul design per me ottimo , porvato quello da 42 e nero siderale secondo ( sono giustamente gusti personali ) molto bello.
    Ma straconcordo che sia il caso di aspettare il almeno il 2!!!!!!!

  4. Non adatto ad un’utilizzo intensivo (lavorativo), gia IP6 fatica di per se ad arrivare a sera, con AW collegato a me arriva solamente fino alle 19, dalle 7 della mattina, e AW muore intorno alle 17. circa 40 sms, una 80 di mail, 40 minuti di conversazione…

    1. Sono un professionista e imprenditore, e prima di investirci una cifra (42 acciaio siderale) me lo sono studiato sotto ogni declinazione. E fa esattamente quello che mi ero aspettato facesse, e con notevoli sorprese. Oggi attivato alle 8 e riposto in carica verso le 22 con ancora il 75% di carica (giuro). Uso normale, senza spippolarci. Ricevute notifiche, messaggi , reminder appuntamenti ecc… Uso anche auricolari Plantronics e Jabra. Prezioso il fatto di vedere subito a display chi chiama. La cosa stupefacente è che Siri non sbaglia mai ad interpretare quel che le dico, parlandole ALL’OROLOGIO. E invece le capita di farlo se mi rivolgo a lei con Edge o Stealth, il top caro e amaro degli auricolari avanzati. O anche parlando in faccia ad iPhone. “Sente meglio” il microscopico microfono del Watch. Immagino che se mi mettessi a sentirci musica o farci lunghe telefonate (dall’orologio) lo esaurirei in poco tempo. Ma quel che conta dell’accessorio (perchè tale è) è l’immediatezza. Il poter rispondere al volo al messaggio, dettandolo sui due piedi in allegato o in testo. In buona sostanza: ti fa tirar fuori meno l’iPhone che altrimenti avresti sempre in mano. Vedi girando il polso se su Whatsapp ti ha cercato il responsabile del marketing che ha dei problemi (ed è strategico), ma ignori la cara zia Adele che ti manda la foto del suo strudel. Se ne può fare benissimo a meno, del Watch. Come fino agli anni 70 il telecomando tv era una rarità. Ti alzavi dal divano e cambiavi canale. Inimmaginabile, oggi. Sono stato benissimo senza Watch finora, ma se me lo levo mi manca. Sto assumendo evidentemente un vizio che non avevo prima ma non me ne importa niente, perchè mi rendo conto di lavorare meglio. Con l’OS2 migliorerà ancora, ma già ora (per i miei scopi si intende) la sua parte la fa bene. Con tutti i suoi limiti di gioventù. Watch allo stato delle cose non ti ridefinisce l’esistenza di sicuro, ma te la rende un pochino più agevole. Può non essere poco, a seconda beninteso delle tue esigenze e stili.

      1. Buongiorno vorrei regararlo a mio marito per il suo compleanno ma sono ignorante in materia. Mi chiedevo? Quando uscirà l’OS2 è possibile aggiornare l’orologio?
        Tra i vari modelli cambia solo l’estetica?
        Grazie per le informazioni.
        Buona giornata Chiara.

      2. Sì, si potrà aggiornare. Tra i vari modelli cambia l’estetica, ma in particolare i materiali costruttivi. Il sito Apple è documentatissimo al riguardo e ci si fa perfettamente un’idea tra le varie versioni disponibili.

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