La vera sfida per gli assistenti digitali sarà il microfono

Siri

Ogni anno vengono spesi ingenti capitali nell’industria della fotografia, per tentare di realizzare la fotocamera perfetta per smartphone. Si investono somme inferiori per gli speaker e pochissimo per i microfoni. Ma l’evoluzione degli assistenti digitali passa proprio da questi sensori.

Il microfono è un po’ come l’orecchio dello smartphone. Se non funziona bene, il telefono non ci sente o sente male. Nonostante Apple abbia dimezzato gli errori di Siri dal 2014 ad oggi, l’assistente a volte non capisce. Forse proprio per colpa del microfono non molto preciso.

L’industria dei microfoni per dispositivi genera un giro d’affari di circa 1 miliardo di dollari l’anno. Pochi in confronto altri settori. Le società farebbero bene ad investire molto di più in ricerca.

Ciò che hanno fatto negli ultimi anni è stato semplicemente aggiungere microfoni agli smartphone. Dall’iPhone 5, per esempio, abbiamo tre microfoni: uno sul lato superiore e l’altro su quello inferiore del telefono, più un terzo sul lato posteriore.

Il Motorola Droid Turbo ne ha addirittura 5 e il dispositivo Echo di Amazon ne ha ben 7. Questo settore non dovrebbe semplicemente moltiplicare i punti di ascolto, ma investire sulla loro evoluzione, come fa Vesper.

Vesper ha trasformato il microfono con condensatore in un microfono fatto di materiali piezoelettrici. Delle alette si muovono in base alle onde sonore, riducendo i consumi e i disturbi del segnale. Il problema è che questa tecnologia arriverà solo dalla fine del prossimo anno.

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