Apple Park: che fine ha fatto l’asilo?

Tim Cook studenti

260.000 metri quadrati. Un parco da 9.000 alberi con tanto di laghetto. Un teatro da 1.000 posti a sedere. Una mega palestra da 75 milioni di dollari con centro benessere, dentista e sale yoga. Un centro di ricerca e sviluppo dedicato. Un parcheggio da 9.000 posti auto. 5 miliardi di dollari e oltre 8 anni per costruirlo.

Sono i numeri dell’Apple Park. Numeri importanti, che stridono con un dato di fatto: nell’Apple Park non c’è un asilo. Apple ha scelto deliberatamente di non averne uno. Come mai con tutto quello spazio, alla luce dei 12.000 dipendenti che lavoreranno nella nuova sede, il campus non avrà un asilo?

I maligni dicono che Tim Cook non ha pensato ad integrarne uno perché semplicemente non ha mai avuto l’esigenza di fare figli. Ma lasciando da parte le voci da bar, sembra che nella Silicon Valley fare dei figli non sia così distruptive da essere considerato parte del business plan.

Forse Apple sta lavorando alla macchina per clonare gli esseri umani senza crescere bambini. Oppure semplicemente stringerà accordi con degli asili già presenti in città. Sta di fatto che l’assenza dell’asilo nell’Apple Park si aggiunge al programma rivolto alle donne dal 2014. Quello che prevede il congelamento gratuito degli ovuli per fare figli in vecchiaia dopo aver costruito una carriera. Un programma che costa 20.000 $ per ogni dipendente che ne farà richiesta.

Ma nessuno fa figli in Apple? Chi comprerà i prodotti della società se la razza umana non si riprodurrà? Al momento resta un mistero.

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