Apple non riesce a fermare la class action su FaceTime sugli iPhone 4

Quando Apple mostra una funzione nei suoi nuovi prodotti e quella funzione non c’è, ci si può lamentare? La mia risposta è sì e se gli studi legali italiani avessero un po’ di spirito di intraprendenza in più, si potrebbero attivare moltissime class action: dall’assenza di Siri nelle Apple TV, fino all’app News non ancora disponibile.

Negli Stati Uniti gli studi legali sono un po’ più dinamici, tanto da portare Apple in tribunale. La questione risale ad iOS 7 che tolse il supporto a FaceTime negli iPhone 4 e 4s. Il motivo dell’eliminazione del servizio di video chiamate erano alcuni brevetti di VirnetX. Brevetti di cui Apple non vuole pagare le licenze.

Così la class action mira a ricevere un risarcimento per l’eliminazione del servizio. Per Apple la causa non aveva senso, perché FaceTime è gratuito, quindi era semplicemente una funzione aggiuntiva.

Il giudice Lucy Loh, che ricordate per la causa tra Apple e Samsung, ha però stabilito una questione molto importante:

FaceTime è una funzione dell’iPhone ed è un componente che giustifica il prezzo dell’iPhone.

In pratica l’utente paga un prezzo che include tutte le funzioni pubblicizzate. Con lo stesso principio se l’Apple TV è venduta senza Siri io dovrei pagarla di meno, così come l’iPhone senza l’app News e così via.

La class action quindi andrà avanti. Noi italiani continueremo comunque a pagare il prezzo pieno.

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