FutureFair all’Apple Developer Academy, tra aziende e risultati

FutureFair

Se l’Apple Developer Academy fosse una scuola di ballo, la FutureFair sarebbe il saggio di fine anno. Il centro di formazione di Apple in Europa ha visto il passaggio di questo importante evento qualche giorno fa.

La FutureFair, la fiera del futuro, consiste nel creare un collegamento tra gli studenti dell’Academy e le aziende. In tutta l’area dell’ADA si sono incontrati oltre 378 studenti con più di 100 aziende diverse, in una serie di meeting durati per due giorni.

Da un lato gli studenti appena formati e diplomati con il titolo ufficiale di Apple Developer, dall’altro i rappresentati delle aziende che sono venuti a pescare i talenti migliori, in un settore che ha generato 1,4 milioni di posti di lavoro in Europa, per un fatturato di oltre 10,2 miliardi di €. Solo in Italia sono stati creati 75.000 posti di lavoro grazie all’App Store.

Lo stipendio medio di uno sviluppatore per iOS è di 37.000 € annui, con una forbice che va dai 27.000 ai 50.000 € annui. Figure sempre più importanti in un’ecosistema che sta diventando più mobile e sempre meno legato alle pagine web e ai PC.

FutureFair

Nella FutureFair, a cui io ero presente, l’incontro tra aziende e studenti si sono verificati con due modalità. Da un lato delle postazioni dove i 61 team hanno presentato rispettivamente le loro applicazioni, dall’altro le postazioni delle aziende che hanno incontrato gli studenti. Quindi emissari delle aziende e degli studenti si sono incontrati nei rispettivi stand per scambiarsi informazioni e contatti.

Lo scorso anno lo stesso evento ha portato all’assunzione di metà degli studenti in un anno, con buona parte che ha deciso di rifiutare proposte per terminare gli studi universitari. Quest’anno ho assistito personalmente a proposte concrete per alcuni studenti, soprattutto per chi è bravo nella scrittura del codice. La figura più ambita sembra essere quella di back-end, soprattutto se questi sa lavorare ai database e con grandi moli di dati.

Richieste nettamente inferiori sono arrivate agli esperti di design ed esperti di business nel settore dell’app economy. La sensazione generale da parte degli studenti con cui ho parlato è che le aziende ritengano questi aspetti di second’ordine o semplicemente siano già munite di queste figure. Sembra che ci sia necessità di avere tante persone che scrivano essenzialmente codice perchè ritenuta la parte più difficile dello sviluppo.

FutureFair

Nessuna delle app mostrate ha ricevuto proposte di finanziamento in vista della formazione di eventuali start-up. Alcune di queste, però, hanno ricevuto l’interesse di media ed esperti, generando future possibilità di partnership.

La lezione finale della FutureFair, al di là della vetrina mediatica a favore di aziende e studenti, è aver compreso che imparare un nuovo linguaggio di programmazione, come SWIFT in questo caso, e osservare con mano cosa si può costruire in pochi mesi di sviluppo, ha fatto comprendere quanto sia importante formare la mente e le attitudini in vista di un settore in continuo cambiamento.

Non mi interessa tanto che tu abbia imparato SWIFT – mi dice un dipendente di Accenture – probabilmente tra 3 anni iOS potrebbe non esistere più visto che tutto il settore è in continua evoluzione. Mi interessa che tu abbia compreso come imparare un nuovo linguaggio di programmazione.

Un punto di vista che mi è stato confermato anche da un dipendente di NTT Data.

Neanche io ero in grado di sviluppare e probabilmente non posso definirmi un esperto. Ma voglio persone che come me sanno dove andare a cercare ciò che serve quando serve. Persone che sanno adattarsi alle sfide.

Se questo è ciò che il mercato vuole ed è ciò che agli studenti viene chiesto, la FutureFair e l’Apple Developer Academy possono essere considerate sin da ora un grande successo.

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