Per la realizzazione della rete in fibra ottica in Italia, i vari operatori (con l’aiuto del Governo Renzi) ebbero un’idea: realizzare una rete unica anziché posare la propria fibra singolarmente. Nacque, così, il consorzio Open Fiber.

Questa entità consente di posare la fibra ottica in Italia anche in aree dove gli investimenti singoli sono svantaggiosi, e usare l’infrastruttura in comune. Nel tempo questa società è stata popolata da 3, Wind, TIM, Vodafone, Fastweb e molti altri.

Visto che il piano ha funzionato, TIM e Vodafone vogliono fare lo stesso per le reti 5G. Le due aziende hanno comunicato che uniranno le forze per costruire l’infrastruttura in comune. L’azienda che farà da ponte si chiama INWIT. Quando i lavori saranno ultimati diventerà la più grande towerco d’Italia, la seconda in Europa, con 22.000 antenne sparse per la nazione.

L’accordo prevede il pagamento di 2,1 miliardi di € da TIM a Vodafone, per ripagarla delle reti già costruite, e una serie di sinergie che continueranno almeno fino al 2026. Vodafone utilizzerà quel capitale per ripagare i suoi debiti. Entrambe le aziende attendono una riduzione dei costi degli investimenti. TIM, per esempio attende una diminuzione dell’indebitamento di 1,4 miliardi di €.

Oltre alle reti 5G, di cui ogni operatore manterrà le sue frequenze indipendenti, l’accordo prevede anche di unire la rete 4G. In pratica i clienti di entrambi dovrebbero beneficiare di una copertura maggiore del segnale sul territorio.

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