Personal shopper

Immaginate di dover comprare qualcosa, come una cintura o una penna, e chiedere al vostro assistente AI qual è la migliore opzione disponibile in quella fascia di prezzo. Cosa accadrebbe se non risparmiarsi di navigare in decine di siti, pieni di banner per i cookie, pubblicità, inviti ad iscrizione alle newsletter e così via?

Questo scenario non appartiene a un futuro lontano, ma si sta concretizzando grazie all’evoluzione degli assistenti AI, che si preparano a diventare i prossimi personal shopper per gli utenti.

L’avvento di funzionalità di shopping su ChatGPT e simili piattaforme segna un punto di svolta: l’intelligenza artificiale non si limita più a rispondere a domande o a eseguire comandi, ma entra direttamente nel processo decisionale d’acquisto, offrendo soluzioni su misura.

Questa evoluzione solleva interrogativi cruciali sul futuro dell’e-commerce e, soprattutto, sul destino degli attuali giganti della pubblicità online, Google in primis. Se gli utenti iniziano a fidarsi dei suggerimenti del proprio assistente, forte di un rapporto quotidiano e di una comprensione profonda delle loro necessità, quale sarà il ruolo dei motori di ricerca tradizionali?

La promessa è quella di un’esperienza d’acquisto più fluida, personalizzata e, potenzialmente, più soddisfacente, dove l’AI agisce come un filtro intelligente capace di presentare direttamente la soluzione ottimale.

Un cambiamento di abitudini che può spostare trilioni di euro ogni anno, costruendo il futuro delle future Big Tech.

L’Ascesa degli Assistenti AI nello Shopping: Una Nuova Era per l’Acquisto Online

Gli assistenti AI stanno rapidamente trascendendo il loro ruolo originario. Da semplici esecutori di comandi vocali o testuali, si stanno evolvendo in sofisticati consulenti capaci di interpretare sfumature complesse del linguaggio e delle preferenze individuali. Questa capacità li rende candidati ideali per modificare profondamente il settore dello shopping online.

A questo aggiungiamoci che con il protocollo MCI (Model Context Protocol) l’AI riesce a conversare con altre piattaforme, mentre con la memoria di conversazioni di intere chat (come consente di fare OpenAI), arriviamo ad unire i puntini verso un futuro dove i siti diventano secondari e l’assistente AI il vero influencer.

Da Assistente Vocale a Consulente d’Acquisto Personale

La transizione da assistente funzionale a consulente d’acquisto personale è guidata dalla capacità dell’AI di apprendere e adattarsi. Ogni interazione, ogni domanda, ogni feedback contribuisce a creare un profilo utente incredibilmente dettagliato.

Non si tratta solo di memorizzare una cronologia di ricerche, ma di comprendere il contesto, le preferenze stilistiche, le fasce di prezzo e persino le aspirazioni. L’AI diventa così un alleato che non propone prodotti casualmente, ma seleziona opzioni in linea con l’identità e le necessità dell’utente.

Come l’AI Comprende e Anticipa le Esigenze del Consumatore

La forza degli assistenti AI shopping risiede nella loro abilità di analizzare enormi quantità di dati per anticipare i bisogni. Possono incrociare informazioni provenienti da conversazioni precedenti, calendari, abitudini di navigazione (con il consenso dell’utente) e persino dati contestuali come il meteo o eventi imminenti.

Se un utente menziona un futuro viaggio in una località fredda, l’AI potrebbe proattivamente suggerire capi d’abbigliamento adeguati, tenendo conto di brand preferiti o di acquisti passati simili. Questo livello di personalizzazione proattiva distingue nettamente l’AI dai tradizionali sistemi di raccomandazione.

Potrebbe diventare l’arma definitiva del cross-selling, spingendo l’utente a comprare altri prodotti di cui prima non conosceva l’esistenza.

Il Legame di Fiducia con l’Assistente AI: Perché Sceglierlo per gli Acquisti

La fiducia assistente AI acquisti è un fattore determinante. Affidare le proprie decisioni di spesa a un algoritmo richiede la percezione di affidabilità, competenza e, soprattutto, allineamento con i propri interessi. Questo legame si costruisce nel tempo, attraverso interazioni quotidiane che dimostrano la capacità dell’assistente di comprendere e servire l’utente.

L’Importanza della Personalizzazione e del Capitale Emotivo Digitale

Come evidenziato nell’articolo sugli assistenti digitali emotivi, si sta formando un vero e proprio “capitale emotivo digitale“. Gli utenti sviluppano un attaccamento verso queste entità che imparano a conoscerli profondamente.

Questo legame non è banale: un assistente che ricorda preferenze, suggerisce soluzioni pertinenti e “comprende” l’utente, instaura una relazione che va oltre la semplice funzionalità. Di conseguenza, i suoi consigli d’acquisto possono essere percepiti come più disinteressati e affidabili rispetto alla pubblicità tradizionale.

Superare la Diffidenza: Trasparenza e Controllo dell’Utente

Per consolidare la fiducia, la trasparenza è fondamentale. Gli utenti devono comprendere come l’AI arriva a determinate raccomandazioni e avere il controllo sui dati utilizzati. Piattaforme come quella annunciata per ChatGPT, che prevede di attingere a recensioni da fonti indipendenti e di permettere all’utente di indicare le fonti più affidabili, vanno in questa direzione.

La possibilità di personalizzare le fonti e di capire il “ragionamento” dell’AI può mitigare la diffidenza verso suggerimenti automatizzati, rendendo il processo di e-commerce AI più accettabile.

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Impatto AI su Pubblicità Online: Google Deve Temere?

L’introduzione di funzionalità di acquisto diretto tramite assistenti AI ha il potenziale per scuotere dalle fondamenta il mercato della pubblicità online, attualmente dominato da Google. Se gli utenti trovano ciò che cercano direttamente tramite il loro assistente, il tradizionale percorso di ricerca e scoperta basato sui motori di ricerca potrebbe diventare meno centrale.

Ridefinizione della Customer Journey: Meno Ricerche, Più Acquisti Diretti

L’impatto AI su pubblicità online si manifesterà principalmente attraverso una ridefinizione della customer journey. Invece di iniziare la ricerca di un prodotto su Google, digitare query, vagliare risultati organici e annunci a pagamento, l’utente potrebbe semplicemente formulare una richiesta al proprio assistente, come ad esempio: “cerco delle scarpe da corsa comode per un tipo di appoggio specifico, con un budget massimo di 150 euro, preferibilmente di colore blu”.

L’AI, conoscendo già le preferenze e magari avendo accesso a dati biometrici da dispositivi indossabili, potrebbe presentare una o due opzioni altamente mirate, con link diretto all’acquisto. Questo scenario riduce drasticamente i punti di contatto con la pubblicità tradizionale.

Il Futuro della Monetizzazione per le Piattaforme AI

Resta da vedere come le piattaforme AI monetizzeranno queste funzionalità. Se, come dichiarato inizialmente da OpenAI per la sua funzione acquisti online, non ci saranno annunci a pagamento a influenzare i risultati e non verranno percepite commissioni dirette, il modello di business dovrà basarsi su altri aspetti, come abbonamenti premium o servizi a valore aggiunto.

Questo approccio, se mantenuto, potrebbe rappresentare una seria minaccia per il modello basato sugli annunci di Google, che si fonda proprio sulla capacità di vendere visibilità all’interno dei risultati di ricerca. Il potenziale impatto su chi guadagna tramite affiliazioni e link d’acquisto è altrettanto significativo.

Il Futuro del Commercio con Intelligenza Artificiale: Scenari e Prospettive

Il futuro del commercio con intelligenza artificiale si prospetta dinamico e ricco di sfide. La direzione che prenderà dipenderà da scelte tecnologiche, strategie di mercato e, non da ultimo, quadri normativi che sappiano bilanciare innovazione e tutela del consumatore.

Ecosistemi Chiusi vs. Piattaforme Aperte: La Battaglia per l’Utente

Si delineano due possibili scenari principali. Da un lato, ecosistemi chiusi (“walled gardens“) dove l’assistente AI e le funzionalità di shopping sono strettamente integrati nell’offerta di un brand specifico. Cambiare ecosistema significherebbe perdere la personalizzazione e il capitale emotivo digitale accumulato.

Dall’altro, modelli più aperti, con assistenti multi-piattaforma e standard condivisi per la portabilità dei dati e dei modelli comportamentali, che consentirebbero all’utente maggiore libertà di scelta. La preferenza degli utenti e le decisioni dei legislatori indirizzeranno il mercato verso una delle due direzioni o verso soluzioni ibride.

Obiezioni Comuni e Punti di Vista Diversi

e commerce 2024

L’entusiasmo per gli assistenti AI shopping non è privo di perplessità. È importante considerare anche le potenziali criticità e i punti di vista alternativi per avere un quadro completo.

La “Bolle di Filtraggio” e la Scoperta Casuale

Una delle preoccupazioni riguarda il rischio di “filter bubbles” (bolle di filtraggio). Se l’AI propone solo prodotti e servizi perfettamente allineati con le preferenze passate, l’utente potrebbe perdere l’opportunità di scoprire novità o alternative inaspettate.

L’esperienza di shopping, talvolta gratificante proprio per la sua componente di scoperta casuale e serendipità, potrebbe risultare impoverita. Sarà compito degli sviluppatori trovare un equilibrio tra personalizzazione estrema e la capacità di proporre stimoli nuovi e diversificati.

La Dipendenza Tecnologica e la Perdita di Autonomia Decisionale

Un altro aspetto critico è il potenziale aumento della dipendenza tecnologica e una possibile erosione dell’autonomia decisionale. Affidarsi completamente a un assistente AI per gli acquisti potrebbe ridurre la capacità critica dell’individuo nel valutare le opzioni e nel prendere decisioni informate in modo indipendente.

È un dibattito aperto che tocca la relazione più ampia tra esseri umani e macchine intelligenti, e come questa influenzerà le competenze e le abitudini quotidiane.

FAQ: Domande Frequenti sugli Assistenti AI per lo Shopping

  1. I dati di acquisto degli utenti saranno al sicuro con un assistente AI?
    Le aziende leader stanno investendo molto nella sicurezza e nella privacy, spesso con elaborazione on-device per i dati più sensibili. È fondamentale, però, che gli utenti verifichino le politiche sulla privacy della piattaforma AI che utilizzano e gestiscano attivamente le autorizzazioni concesse.
  2. Gli assistenti AI sostituiranno completamente i negozi fisici o i siti di e-commerce tradizionali?
    È più probabile che gli assistenti AI shopping si integrino con l’attuale panorama dell’e-commerce AI, piuttosto che sostituirlo completamente. Potrebbero agire come un nuovo canale di scoperta e acquisto, coesistendo con negozi fisici ed esperienze online più tradizionali, magari arricchendole.
  3. L’AI proporrà agli utenti solo i prodotti più costosi o quelli da cui trae maggiore profitto?
    Questo dipende dal modello di business della piattaforma AI. Soluzioni come quella proposta inizialmente da OpenAI per ChatGPT, che puntano su risultati organici non influenzati da pubblicità o commissioni dirette, mirano a costruire la fiducia assistente AI acquisti. La trasparenza su come vengono selezionati i prodotti sarà cruciale.
  4. Cosa succede se l’assistente AI sbaglia e consiglia all’utente un prodotto non adatto?
    Come per qualsiasi consiglio, anche quello di un AI può non essere perfetto. La possibilità di fornire feedback, la chiarezza sulle politiche di reso dei venditori e la capacità dell’AI di apprendere dagli errori saranno importanti per affinare l’accuratezza dei suggerimenti nel tempo.
  5. L’uso di assistenti AI per lo shopping avrà un costo?
    Alcune funzionalità base potrebbero rimanere gratuite, integrate nei servizi esistenti, mentre funzionalità avanzate o livelli di personalizzazione superiori potrebbero rientrare in piani di abbonamento. Il modello di monetizzazione è ancora in evoluzione per molte piattaforme di e-commerce AI.
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