C’è un nome che la storia ha messo in secondo piano. Il 29 maggio 1953 Edmund Hillary e Tenzing Norgay raggiungono per primi la vetta dell’Everest, il punto più alto del pianeta, ma nei libri e nelle fotografie l’impresa diventa quasi subito la conquista dell’alpinista neozelandese. Tenzing, il film di Jennifer Peedom disponibile su Apple TV dal 16 ottobre 2026, rimette le cose in ordine: la stessa storia, raccontata dalla parte dello sherpa.

Norgay non era un comprimario nemmeno allora. Quando la spedizione britannica del colonnello John Hunt parte per l’Himalaya, l’uomo che gli occidentali assumono come portatore ha già sette tentativi sull’Everest alle spalle e nel 1952, con una spedizione svizzera, è arrivato a poche centinaia di metri dalla vetta. Il film parte da qui: dal prezzo che si paga per essere i primi, in rinunce, in anni lontani da casa, in famiglie che restano ad aspettare.

La domanda che attraversa tutto Tenzing è semplice e scomoda: perché rischiare la vita per salire su una montagna? La risposta che emerge è la parte migliore del film, perché non parla solo di alpinismo. Parla del bisogno umano di lasciare un segno, e di un insegnamento che resta addosso anche dopo i titoli di coda: il genere umano dà il meglio di sé quando lavora insieme per raggiungere vette altissime.

La locandina ufficiale del film: i profili di Tom Hiddleston e Genden Phuntsok, Edmund Hillary e Tenzing Norgay, con il titolo e le vette innevate sullo sfondo
La locandina ufficiale di Tenzing. Foto: Apple TV.

La trama

Kathmandu, primavera 1953. La spedizione britannica che deve tentare la prima salita dell’Everest si sta radunando: a comandarla è il colonnello John Hunt (Willem Dafoe1Ruoli noti: Platoon (1986), Spider-Man (2002), Nosferatu (2024)), ufficiale preciso e inflessibile, consapevole che per Londra l’impresa è anche una questione di prestigio nazionale. Tra le decine di portatori assunti per trasportare tonnellate di materiali verso i campi alti c’è uno sherpa che la montagna la conosce meglio di chiunque altro: per i documenti è un nome in un elenco, per i compagni è semplicemente il più forte.

Si chiama Tenzing Norgay (Genden Phuntsok2Attore tibetano: per lui è il primo ruolo da protagonista in una produzione internazionale) e per gli sherpa quella montagna ha un altro nome: Chomolungma, la dea madre, una presenza sacra da rispettare e non una vetta da conquistare. Norgay ha iniziato da ragazzo, portando carichi per le spedizioni degli altri, e ha già guardato la vetta da vicino più di una volta: nel 1952, con gli svizzeri, solo il maltempo lo ha fermato a poche centinaia di metri dalla cima. Stavolta chiede una cosa sola: essere considerato un alpinista, non un servitore.

La richiesta trova un’alleata in Jill Henderson (Caitríona Balfe3Ruoli noti: Outlander (2014), Belfast (2021), Le Mans ’66 (2019)), la segretaria della spedizione, una delle poche persone disposte ad ascoltarlo dentro un’organizzazione che ragiona per gradi e gerarchie. A casa, intanto, la moglie Dawa (Thinley Lhamo4Attrice nepalese, protagonista di Shambhala (2024)) misura il prezzo dell’impresa: un marito che parte per mesi e che potrebbe non tornare, come è già successo a tanti sherpa prima di lui.

Mentre la carovana si mette in marcia verso il campo base, tra gli scalatori britannici si fa notare un neozelandese alto e instancabile, Edmund Hillary (Tom Hiddleston5Ruoli noti: Loki nel Marvel Cinematic Universe, The Night Manager (2016), Crimson Peak (2015)): tra i due, che sulla carta occupano i gradini opposti della gerarchia, nasce un rispetto reciproco. La montagna, sopra di loro, aspetta.

La recensione

Dietro la macchina da presa c’è la persona giusta. Jennifer Peedom sull’Himalaya ha già girato i documentari Sherpa (2015) e Mountain (2017): conosce la comunità sherpa, ne ha ascoltato le ragioni e nel film si vede. La sua regia non trasforma la salita in un videogioco di effetti speciali: lascia spazio ai volti, ai silenzi, alla fatica vera, e tratta Chomolungma con il rispetto che i suoi abitanti le riservano da sempre.

La sceneggiatura di Luke Davies tiene il racconto ancorato all’uomo prima che all’impresa. Phuntsok è la sorpresa più bella: recita con carisma quieto, senza mai forzare, e regge sulle spalle il peso di un personaggio che per decenni la storia ha dato per scontato. Hiddleston, dal canto suo, fa la scelta più intelligente: un Hillary misurato e generoso, che non ruba mai la scena al compagno di cordata. Dafoe dà a Hunt l’autorità secca dell’ufficiale di un impero al tramonto.

Tom Hiddleston e Genden Phuntsok nei panni di Edmund Hillary e Tenzing Norgay, legati alla stessa corda tra i ghiacci dell'Everest
Hillary e Norgay (Tom Hiddleston e Genden Phuntsok) in una scena del film. Foto: Apple TV.

🎯 Consiglio utile

Le riprese tra Kathmandu e la regione dell’Everest meritano lo schermo più grande a disposizione: in questo film la montagna è un personaggio, e i volti dei due protagonisti reggono i primi piani come fossero paesaggi.

Il prezzo di essere i primi

La fotografia di Stefan Duscio, girata in gran parte in Nepal, fa della montagna un personaggio: enorme, bellissima e del tutto indifferente alle ambizioni degli uomini. La colonna sonora di Rebekka Karijord resta un passo indietro e lascia parlare il vento. Il cuore del film, però, è un altro: le rinunce. Anni di vita spesa rincorrendo una vetta, famiglie rimaste sole, corpi consumati dall’altitudine e compagni che non sono tornati. Il film sottolinea quanto le persone sacrifichino per essere le prime e per meritarsi un posto nella storia, senza mai trasformare quel prezzo in retorica.

E quando i due uomini si legano alla stessa corda, il senso di tutto diventa chiaro: nessuno arriva in cima da solo. Dietro ogni vetta ci sono portatori, campi, decisioni e sacrifici condivisi. È l’insegnamento che il film lascia allo spettatore, semplice e difficilissimo da smentire: lavorando insieme, il genere umano raggiunge le sue vette più alte.

L’accoglienza della critica

La critica internazionale ha accolto Tenzing con un favore raro per un’opera così classica nella forma. Su Rotten Tomatoes il punteggio è del 98% su 56 recensioni, con una media di 7,3 su 10: il consenso del sito lo definisce «coinvolgente e misurato», «un’avventura solidissima che rende un tributo atteso da tempo a un pioniere dell’alpinismo che la storia aveva ingiustamente trascurato». Il pubblico si è mostrato ancora più caldo, con un gradimento del 95%.

Per Tenzing, su Metacritic il voto è più prudente: 67 su 100 su 18 critici, nella fascia dei giudizi generalmente favorevoli. Gli elogi più convinti premiano la fotografia e il lavoro sul suono: RogerEbert.com parla di riprese con i droni che regalano un punto di vista a volo d’uccello che quasi nessuno vedrà mai dal vivo. Le riserve riguardano la struttura: The Hollywood Reporter lo ha definito un dramma composto, quasi trattenuto, e più di un critico ha notato che il racconto resta fedele allo schema classico del film ispirazionale. Il New York Times lo ha riassunto con un 70: solenne e a tratti commovente, con una sincerità d’altri tempi.

Curiosità e retroscena

Il film ha rischiato di non essere un film Apple. Il progetto nasce in casa Netflix con Higher Ground, la società di produzione di Barack e Michelle Obama, ma al Marché du Film di Cannes del maggio 2024 i diritti mondiali vengono messi all’asta e Apple se li aggiudica al termine di una gara con diversi studios. Tenzing, insomma, è stato conteso fin dalla nascita, un po’ come la vetta che racconta.

Il giovane Tenzing Norgay, interpretato da Genden Phuntsok, con il colbacco di pelliccia guarda verso le montagne dell'Himalaya
Il giovane Norgay (Genden Phuntsok) in una scena del film. Foto: Apple TV.

La famiglia ha vegliato sul set: tra i produttori esecutivi figura Norbu Tenzing, figlio maggiore di Norgay, a garanzia che la storia del padre venisse trattata con il rispetto dovuto. Nel cast spunta anche un cameo carico di significato: Johnny Flynn interpreta George Mallory, l’alpinista britannico scomparso sull’Everest nel 1924, il fantasma gentile di tutte le spedizioni venute dopo la sua.

Le riprese principali sono partite in Nepal nel maggio 2025, tra Kathmandu e la regione dell’Everest, e si sono chiuse in Nuova Zelanda il 7 agosto 2025: la patria di Hillary, per una produzione che unisce i due mondi dei protagonisti. Prima delle sale, il film è passato dai festival, con l’anteprima mondiale a Telluride il 4 settembre 2026 e la tappa a Toronto il 15 settembre. E c’è un dettaglio storico che sembra scritto da uno sceneggiatore: la notizia della salita del 29 maggio 1953 raggiunse Londra la mattina dell’incoronazione della regina Elisabetta II.

Vale la pena guardarla?

Sì, e il voto lo dice senza bisogno di giri di parole: 4,1 su 5. Tenzing è consigliato a chi ama le storie vere raccontate bene, le imprese impossibili e i personaggi che pagano di persona le proprie ambizioni. Non è un film di montagna come gli altri, perché la montagna, per una volta, non è il trofeo: è la misura di ciò che gli esseri umani sono disposti a perdere pur di essere i primi, e di ciò che riescono a fare quando smettono di muoversi da soli.

Resta addosso, dopo i titoli di coda, la lezione più semplice del film: le vette più alte si raggiungono insieme, e il posto nella storia vale il suo prezzo solo se lungo la strada nessuno viene lasciato indietro.

Il genere umano dà il meglio di sé quando lavora insieme per raggiungere vette, per l’appunto, altissime.

Come guardarla

Tenzing è disponibile in streaming su Apple TV, incluso nell’abbonamento. Scheda e materiali ufficiali sono sulla pagina Apple TV Press dedicata al film.

  • Piattaforma: Apple TV, dal 16 ottobre 2026
  • Prima uscita: sale selezionate, dal 9 ottobre 2026
  • Durata: 125 minuti
  • Regia: Jennifer Peedom

Qui sotto, il trailer ufficiale.

Se ti è piaciuto

Chi ha apprezzato questa storia di ossessione e riscatto può restare su Apple TV con F1: anche lì c’è un uomo disposto a sacrificare tutto pur di dimostrare di essere ancora il migliore, e una squadra intera a tenerlo in pista. Per un’altra pagina di storia raccontata dalla parte di chi l’ha subita, la scelta giusta è Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese: un altro film lungo e solenne, dove la versione ufficiale dei fatti è solo metà della verità.

💡 Approfondimento

Voto: 4,1/5. La prima salita dell’Everest dalla parte dello sherpa: un bel film su sacrifici e rinunce, che ricorda come in vetta non si arrivi mai da soli.

Riferimenti:
  • 1
    Ruoli noti: Platoon (1986), Spider-Man (2002), Nosferatu (2024) ↩︎
  • 2
    Attore tibetano: per lui è il primo ruolo da protagonista in una produzione internazionale ↩︎
  • 3
    Ruoli noti: Outlander (2014), Belfast (2021), Le Mans ’66 (2019) ↩︎
  • 4
    Attrice nepalese, protagonista di Shambhala (2024) ↩︎
  • 5
    Ruoli noti: Loki nel Marvel Cinematic Universe, The Night Manager (2016), Crimson Peak (2015) ↩︎
Tenzing
tenzing poster 1

Regista: Jennifer Peedom

Data di creazione: 2026-10-16 00:00

Valutazione dell'editor
4.1

Pro

  • La prima salita dell’Everest raccontata dalla parte di Tenzing Norgay
  • Il prezzo di essere i primi: rinunce e sacrifici familiari senza retorica
  • L’insegnamento finale: le vette più alte si raggiungono lavorando insieme

Contro

  • Struttura classica del film ispirazionale, senza vere sorprese
  • Ritmo composto e a tratti trattenuto, come ha notato parte della critica

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