L’anno fiscale Apple 2026 si è chiuso il 26 settembre con numeri che riscrivono la scala dell’azienda: fatturato di 478,8 miliardi di dollari, in crescita del 15% sul 2025, utile netto di 132,2 miliardi e utile per azione diluito di 8,98 dollari, in aumento del 20%. Il Form 10-K depositato alla SEC il 3 novembre mette in fila i dodici mesi e conferma quanto era emerso dai risultati del quarto trimestre: è il miglior anno fiscale di sempre.

È stato anche l’anno del passaggio di consegne al vertice: il 1° settembre John Ternus ha preso il posto di Tim Cook come amministratore delegato, e l’anno fiscale Apple 2026 si chiude a cavallo fra due gestioni. La lettura che emerge dal documento è doppia: la macchina dei record funziona, con iPhone e Cina in spinta e un margine lordo mai visto prima; sotto la superficie, il trimestre di dicembre si annuncia con il margine in calo verso il 45–46%, i costi delle memorie in aumento e la crescita dei Servizi scesa sotto il 10% nel trimestre finale.

Il Form 10-K aggiunge al racconto dei trimestri ciò che i soli conti periodici non mostrano per intero: la spesa in ricerca cresciuta di colpo per l’intelligenza artificiale, 102 miliardi restituiti agli azionisti, circa 167.000 dipendenti e una sezione dei rischi riscritta intorno a dazi, memorie e controlli sulle tecnologie di intelligenza artificiale. L’anno fiscale Apple 2026, letto per intero, è insieme un record e un avviso.

💡 Approfondimento

I numeri dell’anno fiscale Apple 2026 in sintesi – Fatturato: 478,8 mld $ (+15% sul 2025) – Utile netto: 132,2 mld $ (+18%) – Utile per azione diluito: 8,98 $ (+20%) – Margine lordo: 48,8%, il più alto di sempre – Flusso di cassa operativo: 145,1 mld $

Apple Park a Cupertino al tramonto con una linea luminosa in crescita che disegna un grafico in salita nel cielo
Apple Park a Cupertino. Illustrazione: Melamorsicata.

I numeri chiave dell’anno

Il confronto a tre anni mostra un’accelerazione, non una semplice crescita: nel 2025 il fatturato era salito del 6%, nel 2024 del 2%. L’anno fiscale Apple 2026 segna invece un +15% che porta il totale a un soffio dai 480 miliardi, con l’utile netto cresciuto del 18% e l’utile per azione del 20%, spinto anche dalla riduzione del numero di azioni in circolazione dovuta ai riacquisti. I dati trimestrali erano stati anticipati dalla comunicazione ufficiale di Apple, il 10-K li consolida in forma definitiva.

Anno fiscaleFatturatoUtile nettoEPS diluitoMargine lordo
2026478,8 mld $132,2 mld $8,98 $48,8%
2025416,2 mld $112,0 mld $7,46 $46,9%
2024391,0 mld $93,7 mld $6,08 $46,2%

Il margine lordo complessivo ha raggiunto il 48,8%, quasi due punti sopra il 46,9% del 2025. Sui prodotti il margine è salito dal 36,8% al 39,3%: il documento attribuisce il miglioramento al mix di prodotti e ai rimborsi tariffari, in parte compensati da costi più alti, comprese le memorie. Sui Servizi il margine resta su un altro pianeta, al 76,2%, ed è la forbice fra le due voci a spiegare la redditività complessiva.

Il reddito operativo ha chiuso a 158,1 miliardi di dollari, in crescita del 19%. Il dato sintetizza l’anno: Apple ha venduto molto di più e ha trattenuto una quota maggiore di ogni dollaro incassato, nonostante dazi e costi dei componenti in salita.

I ricavi per categoria di prodotto

La classifica delle categorie nell’anno fiscale Apple 2026 conferma la gerarchia nota, con una distanza che si allarga: iPhone da solo vale più della metà del fatturato totale e cresce tre volte più in fretta dell’azienda nel suo complesso.

CategoriaFY2026FY2025FY2024Variazione
iPhone254,1 mld $209,6 mld $201,2 mld $+21,2%
Servizi123,3 mld $109,2 mld $96,2 mld $+13,0%
Mac37,9 mld $33,7 mld $30,0 mld $+12,5%
Wearables, Casa e Accessori35,6 mld $35,7 mld $37,0 mld $-0,3%
iPad27,9 mld $28,0 mld $26,7 mld $-0,3%
Totale478,8 mld $416,2 mld $391,0 mld $+15,1%
Grafico a torta dei ricavi Apple dell'anno fiscale 2026 per categoria di prodotto
I ricavi per categoria di prodotto nell’anno fiscale 2026. Fonte: Apple, Form 10-K.

iPhone ha chiuso a 254,1 miliardi di dollari (+21,2%): il documento indica come motore le vendite più alte dei modelli Pro. Con il 53% del fatturato totale, il telefono resta il centro di gravità dell’azienda, e il 2026 è l’anno in cui la sua spinta è tornata a trainare tutto il resto.

Mac è la seconda storia di crescita: 37,9 miliardi (+12,5%), con i portatili indicati come motore principale. I Servizi hanno raggiunto 123,3 miliardi (+13,0% sull’anno, trainati da pubblicità e servizi cloud), ma il dato annuale nasconde la frenata del finale: nel quarto trimestre la crescita è scesa al 9,8%, sotto la soglia del 10%.

Ferme le altre due categorie: iPad a 27,9 miliardi (-0,3%) e Wearables, Casa e Accessori a 35,6 miliardi (-0,3%). Nessun crollo, ma anche nessun contributo alla crescita: l’espansione dell’anno fiscale Apple 2026 poggia su tre sole gambe, iPhone, Servizi e Mac.

L’andamento nelle aree geografiche

La geografia dell’anno fiscale Apple 2026 racconta il ritorno della Cina e la solidità delle due sponde dell’Atlantico: tutte le aree crescono, cosa che non accadeva da tempo con questa intensità.

Area geograficaFY2026FY2025FY2024Variazione
Americhe198,1 mld $178,4 mld $167,0 mld $+11,1%
Europa127,6 mld $111,0 mld $101,3 mld $+14,9%
Greater China82,4 mld $64,4 mld $67,0 mld $+28,0%
Resto Asia Pacifico39,9 mld $33,7 mld $30,7 mld $+18,3%
Giappone30,9 mld $28,7 mld $25,1 mld $+7,7%
Totale478,8 mld $416,2 mld $391,0 mld $+15,1%
Grafico a torta dei ricavi Apple dell'anno fiscale 2026 per area geografica
I ricavi per area geografica nell’anno fiscale 2026. Fonte: Apple, Form 10-K.

La Greater China è il balzo dell’anno: 82,4 miliardi e +28%, dopo un 2025 in calo del 4%. iPhone e Mac hanno guidato la ripresa, con un aiuto dal rafforzamento del renminbi sul dollaro. Per un’area data a lungo in difficoltà sotto la pressione dei produttori locali, il recupero cambia la lettura dell’intero bilancio.

Le Americhe restano la prima area con 198,1 miliardi (+11,1%), spinte da iPhone, Servizi e Mac. L’Europa vale 127,6 miliardi (+14,9%) e ha beneficiato anche di un effetto cambio favorevole. Il Giappone cresce del 7,7% a 30,9 miliardi nonostante lo yen debole, che ha pesato in direzione opposta sui conti tradotti in dollari.

Cassa, dividendi e ritorno di capitale

La generazione di cassa dell’anno fiscale Apple 2026 ha tenuto il passo del fatturato: il flusso di cassa operativo è salito a 145,1 miliardi di dollari, il 30% in più dei 111,5 miliardi del 2025, con investimenti in impianti e attrezzature contenuti a 9,0 miliardi.

Agli azionisti sono tornati 102,1 miliardi di dollari in totale. Il ritorno di capitale dell’anno si compone così:

  • Riacquisti di azioni proprie: 86,4 miliardi di dollari
  • Dividendi pagati: 15,7 miliardi di dollari
  • Nuovo dividendo deliberato dal consiglio: 0,27 dollari per azione, in pagamento il 16 novembre 2026 agli azionisti registrati al 12 novembre

A fine anno la liquidità e i titoli negoziabili ammontano a 136,9 miliardi di dollari, contro un debito complessivo di 80,1 miliardi fra obbligazioni e carta commerciale: la posizione netta resta di cassa per circa 56,8 miliardi. Un dato da osservare, in questo quadro, è quello delle scorte: 14,5 miliardi, più del doppio dei 5,7 miliardi di un anno fa, in un anno segnato dalla corsa ai componenti.

Ricerca, sviluppo e persone

La voce che cambia passo nell’anno fiscale Apple 2026 è la ricerca e sviluppo: 45,8 miliardi di dollari, in aumento del 32% sui 34,6 miliardi del 2025. Il documento attribuisce il salto ai costi di infrastruttura, compresi gli investimenti in intelligenza artificiale, e alle spese legate al personale.

Il salto della spesa per l’intelligenza artificiale

In due anni la spesa in ricerca è passata da 31,4 a 45,8 miliardi di dollari e dal 8% al 10% del fatturato. È il segnale contabile più chiaro della rincorsa sull’intelligenza artificiale: data center, infrastruttura e team costano, e il 10-K li mette in bilancio prima ancora che arrivino i prodotti e i servizi destinati a ripagarli, a partire dalla nuova Siri attesa nel 2027.

Al 26 settembre 2026 l’azienda contava circa 167.000 dipendenti equivalenti a tempo pieno. La crescita della spesa per il personale e quella degli organici procedono insieme: l’Apple che chiude l’anno fiscale Apple 2026 è più grande, più costosa e più esposta alle scommesse tecnologiche di quella di due anni fa.

I rischi scritti nel Form 10-K

La sezione dei rischi dell’anno fiscale Apple 2026 è la parte del documento cambiata di più rispetto a un anno fa. La voce più nuova riguarda i componenti, in un passaggio che merita la citazione:

«La società sta sperimentando vincoli di fornitura e costi in aumento, spinti da squilibri fra domanda e offerta a livello di settore per componenti chiave, tra cui semiconduttori avanzati, memoria e storage. La società prevede che queste tendenze si intensifichino per i componenti di memoria e storage». (traduzione redazionale)

— Form 10-K FY2026, Item 1A

Sul fronte dei dazi, la sezione è stata ampliata: tariffe in vigore dal secondo trimestre del 2025 sulle importazioni da Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Vietnam e Unione Europea, possibili dazi settoriali aggiuntivi e un’incertezza nuova, quella sui rimborsi: se le tariffe venissero revocate, Apple potrebbe non riuscire a recuperare quanto pagato.

Cresce anche lo spazio dedicato all’intelligenza artificiale e ai controlli sulle esportazioni di tecnologie, citate con la formula artificial intelligence and super intelligence technologies: restrizioni di questo tipo possono limitare prodotti e servizi in interi paesi. Restano sullo sfondo i rischi regolatori e legali, che secondo il documento possono costringere l’azienda a modificare prodotti e tecnologie per singoli mercati e a condividere innovazioni con i concorrenti.

Cosa resta fuori dall’anno e cosa arriva a dicembre

Nel perimetro dell’anno fiscale Apple 2026 non figura il prodotto più atteso: iPhone Duo è arrivato nei negozi il 23 ottobre, già nel primo trimestre del nuovo anno fiscale, insieme ai nuovi modelli di iPad presentati a ottobre. Il loro peso si misurerà nei conti di dicembre, non in questi.

Per il trimestre natalizio le indicazioni date dal direttore finanziario Kevan Parekh restano quelle della call di ottobre: fatturato in crescita fra il 7% e il 10%, margine lordo fra il 45% e il 46% con circa 1,9 miliardi di costi tariffari inclusi e costi delle memorie ancora elevati, Servizi in crescita fra l’8% e il 9%. Il confronto con il 48,8% dell’anno appena chiuso misura la pressione in arrivo.

L’anno fiscale Apple 2026 consegna a Ternus un’azienda da quasi 480 miliardi di fatturato, con la Cina ritrovata, il margine ai massimi e la cassa piena. La domanda che il 10-K lascia aperta è se la stessa macchina saprà difendere i margini mentre paga il conto di memorie, dazi e intelligenza artificiale: la risposta comincia dal trimestre di dicembre.

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