![AGCM: Apple come Google, raccoglie i dati degli utenti e scatta la multa [u] 1 Apple Store Oriocenter](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2020/03/Apple_Store_Oriocenter-1000x667.jpg)
Arriva uno smacco abbastanza pesante da parte dell’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) nei confronti di Apple. Per l’Authority, infatti, Apple è come Google e raccoglie i dati degli utenti.
In un recente provvedimento, il numero PS11150, l’AGCM ha multato Apple insieme a Google (provvedimento PS11147) per 10 milioni di €, che poi è il massimo applicabile a questo tipo di sentenza.
Il motivo, dichiara l’ACGM, è il seguente:
Apple raccoglie, profila e utilizza a fini commerciali i dati degli utenti attraverso l’utilizzo dei suoi dispositivi e dei suoi servizi. Quindi, pur senza procedere ad alcuna cessione di dati a terzi, Apple ne sfrutta direttamente il valore economico attraverso un’attività promozionale per aumentare la vendita dei propri prodotti e/o di quelli di terzi attraverso le proprie piattaforme commerciali App Store, iTunes Store e Apple Books.
Potrete notare che la motivazione è alquanto assurda. Sfido a trovare una singola azienda esistente al mondo che non utilizzi i dati dei clienti per migliorare i propri servizi.
Qui non si sta parlando di cedere i dati a terzi senza il consenso degli utenti, ma usare i dati degli utenti per migliorare le strategie commerciali interne. In base a questa sentenza, quindi, l’ACGM dovrebbe multare qualsiasi azienda esistente al mondo.
Ora sia Apple che Google potranno fare appello e dimostrare l’uso lecito dei dati raccolti.
Di recente l’AGCM aveva multato Apple e Amazon per pratiche anticoncorrenziali per la vendita dei prodotti. In quel caso la multa fu di 200 milioni di € per aver messo alla porta centinaia di rivenditori di prodotti Apple. Prodotti che, secondo la stessa Apple, erano per il 90% falsi. Entrambe le aziende hanno presentato un ricorso anche in questo caso.
Aggiornamento 20/11/22: Il TAR del Lazio ha confermato la multa per Google, ma ha fatto cadere quella su Apple. Se sulla prima il TAR ha confermato che l’azienda non comunica in tempo agli utenti come vengono gestiti i loro dati, per Apple la questione è differente.
Deve ribadirsi che attraverso la creazione dell’ID Apple e alla personalizzazione degli stores non viene effettuata una acquisizione a fini commerciali di dati, che presuppone il compimento da parte dell’utente di ulteriori attività. Mancano, pertanto, gli elementi per considerare la pratica commerciale ingannevole e aggressiva, non avendo portata decettiva e non essendo in grado di produrre un “indebito condizionamento” del consumatore
In pratica Apple non utilizza i dati degli utenti per condizionarne l’acquisto, visto che nell’atto dell’acquisto stesso vengono indicati a quest’ultimo come verranno utilizzati i suoi dati. Sono informazioni presenti nelle schede delle singole app.
