Pebble Round 2

Siamo onesti: quanti di voi, pur amando il proprio Apple Watch Ultra o Series 11, hanno sentito almeno una volta la fatica mentale di doverlo ricaricare ogni singola notte?

Viviamo in un paradosso tecnologico. Abbiamo al polso computer potentissimi capaci di rilevare l’apnea notturna, chiamare i soccorsi via satellite e streamire musica in 4K, ma che diventano fermacarte di lusso se dimentichiamo il caricatore per un weekend fuori porta. È in questo scenario di “ansia energetica” che si inserisce una notizia che ha del miracoloso per chi bazzica il mondo tech da più di un decennio: Pebble Round 2 è realtà. E non è un render su Kickstarter.

Non stiamo parlando di un clone cinese o di un adattamento ibrido come i Withings. Stiamo parlando del vero successore spirituale e materiale di quel Pebble Time Round che nel 2015 provò a dimostrare che uno smartwatch poteva essere sottile, elegante e, soprattutto, tondo. A dieci anni di distanza, in questo inizio 2026, il Pebble Round 2 arriva sul mercato con una promessa audace: unire lo stile iconico del passato con la tecnologia e-paper moderna, sfidando apertamente l’egemonia degli schermi OLED.

Ma ha senso oggi, in un mondo dominato da watchOS e Wear OS, puntare su un orologio che fa meno cose, ma le fa per settimane? La risposta potrebbe sorprendervi.

2015 vs 2025: Cosa è cambiato in dieci anni?

Per capire la portata di questo lancio, dobbiamo fare un passo indietro. Il Pebble Time Round del 2015 era un gioiello di design, ma aveva un tallone d’Achille devastante: la batteria.

Per renderlo sottile 7,5 mm, Pebble (l’azienda originale) sacrificò l’autonomia, riducendola a soli 2 giorni. Un’eresia per i fan del brand, abituati a settimane di utilizzo. Inoltre, le cornici – i famosi “bezel” – erano enormi, occupando quasi il 40% della superficie frontale.

Il Pebble Round 2 del 2025 risolve brutalmente questi problemi. Mantiene un profilo sottilissimo (8.1 mm, quasi impercettibile la differenza), ma grazie ai progressi nella densità energetica delle batterie e all’efficienza dei nuovi chip, porta l’autonomia a 10-14 giorni reali. Avete letto bene. Due settimane di notifiche, passi e controlli musicali in un dispositivo che pesa meno di 30 grammi.

Caratteristica Pebble Time Round (2015) Pebble Round 2 (2025)
Display 1.0″ e-paper 64 colori 1.3″ e-paper 64 colori (contrasto +50%)
Spessore 7.5 mm 8.1 mm
Batteria 2 giorni (max) 10-14 giorni
Ricarica Proprietaria (Pogo pin) Proprietaria (Magnetica migliorata)
Water Resistance IPX7 (schizzi) IPX8 (nuoto superficiale)
Interazione 4 bottoni 4 bottoni + Touchscreen capacitivo
Prezzo Lancio $249 $199

Caratteristiche Tecniche: Oltre la nostalgia

Il cuore pulsante del nuovo Pebble Round 2 non è un processore da smartphone, e questa è la sua forza. Non troverete chip energivori pensati per far girare intelligenze artificiali complesse. Qui c’è l’essenziale.

Il Display E-Paper a colori

La tecnologia dello schermo è sempre e-paper a 64 colori, ma non è lo stesso pannello sbiadito del 2015. La saturazione è stata migliorata drasticamente e il refresh rate è stato ottimizzato per rendere le animazioni dell’interfaccia fluide, senza quel fastidioso effetto “ghosting” tipico degli ebook reader.

La visibilità sotto la luce diretta del sole rimane imbattibile: più c’è luce, meglio si vede. Al buio, la retroilluminazione uniforme si attiva con un movimento del polso, molto meno aggressiva di un display OLED che vi spara 2000 nits negli occhi alle 3 di notte.

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Hardware e Sensori

Sotto la scocca in acciaio inossidabile troviamo un set di sensori aggiornato. C’è il monitoraggio del battito cardiaco (finalmente preciso anche durante la corsa), il monitoraggio del sonno nativo e un microfono per le risposte vocali rapide e la dettatura. Manca il GPS integrato: per tracciare la corsa dovrete portarvi dietro il telefono.

Una scelta che fa storcere il naso agli sportivi hardcore, ma che è coerente con la filosofia di design “sottile e leggero”.

Manca l’LTE. E, diciamocelo, è un bene. Questo è uno smartwatch batteria lunga pensato per notificare, non per sostituire il telefono.

Software: La rivincita di RePebble e Rebble OS

Qui le cose si fanno interessanti per noi smanettoni. Il Pebble Round 2 non gira su un sistema operativo chiuso proprietario di una multinazionale. Gira su una versione modernizzata di PebbleOS, mantenuta e sviluppata dalla community e dal progetto Rebble.

L’interfaccia “Timeline”, che organizza la vostra vita digitale in Passato, Presente e Futuro, è ancora oggi una delle UI più intelligenti mai concepite per uno schermo così piccolo.

“La Timeline non ti chiede di aprire app. Ti mostra cosa è successo e cosa succederà. È informatica calma, non invasiva.”

La grande novità software del 2025 è l’integrazione nativa con i protocolli di notifica moderni di iOS e Android. Grazie al lavoro titanico degli sviluppatori, le risposte alle notifiche (specialmente su Android, ma con workaround intelligenti anche su iOS) sono rapide e affidabili.

C’è anche il supporto a Matter per la domotica basilare: accendere le luci di casa premendo un bottone fisico sull’orologio, senza guardare lo schermo, dà una soddisfazione tattile che nessun touch potrà mai eguagliare.

E sì, c’è il supporto alle Watchface. Migliaia. Dalle repliche dei Casio anni ’80 alle dashboard di Star Trek. La community non ha mai smesso di crearle.

Prezzo, Disponibilità e quel connettore maledetto

Il Pebble Round 2 viene proposto a 199 dollari (circa 190€ al cambio attuale, tasse escluse). Un posizionamento aggressivo se consideriamo che è la metà di un Apple Watch Series 11 in alluminio e un terzo di un Ultra.

La disponibilità è inizialmente limitata al sito ufficiale del produttore (nato dalle ceneri della vecchia gloria e supportato dal crowdfunding), con spedizioni che stanno iniziando proprio in queste settimane.

C’è però una nota dolente che devo segnalare per onestà intellettuale: il caricabatterie. Nel 2026, vedere ancora un cavo proprietario magnetico invece di una ricarica wireless standard Qi2 o una porta USB-C (impossibile su questo spessore, lo ammetto) è frustrante. Se perdete il cavo, siete a piedi. Fortunatamente, dovrete usarlo solo due volte al mese.

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Perché dovresti considerare un’alternativa Apple Watch tonda?

Arriviamo al punto cruciale. Perché un utente Apple, magari abituato all’integrazione perfetta dell’ecosistema, dovrebbe guardare a questo sasso levigato?

  1. Digital Detox Parziale: Il Pebble non vi distrae. Non potete guardare foto, non potete scrollare feed social. Vi avvisa se c’è qualcosa di importante, e poi sparisce. È uno strumento, non un buco nero di attenzione.
  2. Stile: Il design tondo, sottile e minimalista si abbina molto meglio a un abito elegante rispetto al “computerino quadrato” che è l’Apple Watch. Sembra un orologio vero.
  3. L’Always-on Display vero: Lo schermo è sempre acceso e sempre leggibile senza consumare batteria. Non si spegne, non va in standby. È lì, come inchiostro su carta.

Se cercate un confronto sulle prestazioni pure, l’Apple Watch vince a mani basse. Ma se cercate un confronto sulla “qualità della vita” e sulla libertà dalla presa di corrente, la partita è apertissima.

Vi invito a rileggere la nostra recensione dell’Apple Watch Series 11 per notare come, nonostante i passi avanti, l’autonomia resti il vero limite dell’esperienza Apple.

Le obiezioni classiche (e perché sono superate)

Spesso, quando parlo di Pebble agli amici, sento sempre le stesse critiche. Smontiamole insieme.

  • “Ma lo schermo non è OLED, si vede male!”
    In realtà, l’e-paper riflettivo si vede meglio dell’OLED in molte situazioni reali (spiaggia, guida, ufficio illuminato). Non ha la risoluzione di un Retina display, certo, ma per leggere “Messaggio da Marco: Pizza stasera?”, serve davvero il 4K?
  • “Non ha app!”
    Falso. Ne ha migliaia. Ma la domanda vera è: quali app usate davvero sull’orologio? Timer, Meteo, Uber, Controllo Musica, Domotica. Queste ci sono tutte e funzionano benissimo.
  • “È roba da nerd.”
    Forse lo era. Ma questo Round 2, con cassa in acciaio e cinturini in pelle standard da 20mm, è probabilmente lo smartwatch più “fashion” uscito quest’anno.

FAQ: Pebble Round 2

Funziona con iPhone?

Assolutamente sì. L’app di gestione (disponibile via TestFlight o store alternativi a seconda delle evoluzioni delle policy Apple) gestisce le notifiche, il calendario e la salute sincronizzando tutto con Apple Health.

Posso nuotare con il Pebble Round 2?

Sì, la nuova certificazione IPX8 permette l’immersione continua. Non è un computer da immersione come l’Ultra, ma per la piscina va benissimo.

Le vecchie watchface del 2015 funzionano?

Sì. Il sistema operativo è retrocompatibile. La vasta libreria di quadranti accumulata in 10 anni è disponibile dal day one.

Dove si compra?

Attualmente solo online tramite il sito ufficiale del progetto di rilancio. Non lo troverete all’Apple Store o su Amazon per ora.

Esistono abbonamenti da pagare?

Il servizio base è gratuito. Esiste un piccolo abbonamento annuale per supportare i server della community Rebble (per dettatura vocale e meteo premium), ma è facoltativo e costa quanto un caffè al mese.

Conclusioni

Il Pebble Round 2 non è l’orologio per tutti. Se volete un mini-iPhone al polso, comprate un Apple Watch. Ma se siete stanchi delle notifiche intrusive, se odiate dover viaggiare con tre caricatori diversi e se pensate che la tecnologia debba essere al vostro servizio e non il contrario, questo piccolo disco di metallo ed e-paper è una boccata d’aria fresca.

In un mondo tech che urla sempre più forte, Pebble ha scelto di sussurrare. E a volte, un sussurro è l’unica cosa che vogliamo ascoltare.

Lo trovate sul sito ufficiale.

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