Clicks Communicator

La tasca vibra. Di nuovo. Non è un’emergenza, è solo rumore di fondo. Una notifica di Instagram, un like su X, l’ennesima email promozionale che non avete mai richiesto. Il nostro rapporto con la tecnologia mobile è diventato un flusso ininterrotto e passivo di distrazioni, dove la comunicazione reale — quella fatta di parole scambiate con intenzione tra esseri umani — affoga in un mare di algoritmi predittivi. In questo scenario di saturazione cognitiva, il Clicks Communicator non è un semplice passo indietro nostalgico; è una presa di posizione contro il deficit di attenzione collettivo.

Non stiamo parlando di un accessorio per hipster o di un vezzo per collezionisti, ma di un dispositivo progettato con una singola, precisa missione: gestire le conversazioni. Niente feed infiniti, niente video in autoplay, niente giochi freemium progettati per creare dipendenza.

L’idea alla base di questo telefono da messaggistica è interessante nella sua semplicità, quasi in controtendenza per il 2025. Viviamo in un’era in cui gli smartphone sono diventati portali di consumo multimediale, allontanandosi dalla loro funzione originale. Il risultato? Per rispondere a un messaggio urgente su WhatsApp o iMessage, dobbiamo navigare attraverso un campo minato di icone colorate progettate per rubare il nostro tempo.

Il Clicks Communicator vuole restituire all’utente il controllo, offrendo uno spazio fisico e digitale dove la parola scritta torna protagonista, libera dal rumore.

I “Padri Fondatori”: Perché Fisher e Michaluk contano

Per capire la serietà di questo progetto, bisogna guardare chi c’è dietro. Non è una startup anonima nata su Kickstarter da un rendering 3D. Il Clicks Communicator è il figlio spirituale di due pesi massimi del settore mobile: Michael Fisher (noto al mondo come MrMobile) e Kevin Michaluk (il fondatore di CrackBerry).

Fisher ha passato l’ultimo decennio a recensire ogni singolo smartphone uscito sul mercato, lamentando costantemente la perdita di “carattere” e tattilità nei rettangoli di vetro moderni. Michaluk, d’altro canto, ha costruito un impero sull’adorazione della tastiera BlackBerry. La loro unione garantisce due cose fondamentali: un’attenzione all’esperienza utente e una comprensione profonda di ciò che rendeva i dispositivi del passato strumenti di lavoro funzionali.

Non hanno creato questo device perché “si poteva fare”, ma perché — come sottolineano spesso nei loro editoriali — il mercato consumer ha abbandonato i creator di testo. La loro esperienza è la garanzia che la corsa dei tasti è stata testata e raffinata non da ingegneri distaccati, ma da utenti esigenti.

La filosofia del “Secondo Telefono”

Il concetto di portarsi dietro due dispositivi può sembrare anacronistico. Perché aggiungere peso alle nostre tasche quando un iPhone 17 Pro può fare tutto? La risposta risiede proprio nella parola “tutto”. I dispositivi moderni sono generalisti. Fanno foto incredibili, girano video in 4K, fanno girare giochi con grafica da console. Ma quando si tratta di digitare un testo lungo, articolato e privo di errori, il vetro nudo mostra ancora i suoi limiti fisici.

Il Clicks Communicator si posiziona come un compagno, non un sostituto. È il dispositivo che lasciate sulla scrivania mentre lavorate in deep work, o che portate a cena quando volete essere reperibili per le persone importanti senza la tentazione di scorrere TikTok.

È una segregazione fisica delle funzioni: il vetro per il consumo, i tasti per la creazione. Questa separazione mentale è alla base di molte pratiche di digital minimalism, e l’hardware qui serve proprio a rafforzare tale disciplina.

Come analizzato spesso su Melamorsicata riguardo il digital detox, c’è una fame crescente per tecnologie che rispettano il tempo dell’utente.

Clicks non compete con la fotocamera o il processore del vostro smartphone principale; compete per la vostra attenzione selettiva, offrendo un’esperienza di digitazione dedicata.

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Hardware: Anatomia di una Tastiera Fisica Smartphone

Il cuore pulsante di questo progetto è, ovviamente, la tastiera. Per chi ha vissuto l’epoca d’oro della telefonia mobile, il feedback tattile di un tasto fisico è qualcosa che nessun motore aptico, per quanto sofisticato, potrà mai replicare fedelmente. Qui entriamo nel dettaglio tecnico.

Il Feedback Tattile

La tastiera fisica smartphone integrata nel Clicks Communicator non usa switch a membrana economici. I tasti sono scolpiti singolarmente in policarbonato rigido, con una curvatura concava studiata per accogliere i polpastrelli e guidare la digitazione senza guardare (blind typing).

Il layout è una QWERTY completa ottimizzata, con tasti funzione dedicati per la dettatura vocale e l’accesso rapido alle emoji (un tocco di modernità necessario). La corsa dei tasti è calibrata per offrire un punto di attuazione netto ma silenzioso, ideale per digitare durante le riunioni senza disturbare. La retroilluminazione è uniforme, regolabile e pensata per non abbagliare al buio.

Form Factor e Display

Sopra la tastiera, troviamo un display ottimizzato per il testo. Non aspettatevi un pannello OLED 120Hz per il gaming. Lo schermo ha un aspect ratio inusuale, probabilmente più quadrato, funzionale alla visualizzazione di lunghi thread di chat e liste di email.

Il bilanciamento del peso è un aspetto ergonomico ben studiato: il dispositivo ha il baricentro spostato verso il basso (nella zona della tastiera). Questo impedisce quella fastidiosa sensazione di “ribaltamento” tipica degli smartphone moderni top-heavy, permettendo una presa sicura e rilassata anche con una sola mano.

“Abbiamo costruito un dispositivo per la comunicazione, non per il consumo. Ogni millimetro, ogni grammo è stato pensato per chi scrive, non per chi guarda.”

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L’Elefante nella stanza: La questione iMessage

Arriviamo al punto dolente, quello che ogni utente Apple si sta chiedendo: “Come gestisce le bolle blu?”. Negli Stati Uniti, e sempre più anche in Europa tra i giovanissimi, iMessage è un ecosistema chiuso che Apple difende con le unghie e con i denti.

Il Clicks Communicator, non essendo un dispositivo Apple, deve navigare in acque turbolente. Le soluzioni probabili sono due, ed entrambe richiedono un compromesso:

  1. Integrazione Beeper/Sunbird: L’uso di servizi terzi che fanno da “ponte”, autenticando l’ID Apple su un server sicuro (spesso un Mac Mini in una server farm) che poi rimbalza i messaggi al Clicks. Come riportato da testate come The Verge, Apple ha dichiarato guerra a questi metodi, rendendo la stabilità una sfida costante.
  2. Il futuro RCS: Con l’adozione forzata del protocollo RCS da parte di Apple nel 2024/2025, la messaggistica tra piattaforme è migliorata (foto in alta qualità, conferme di lettura), ma la distinzione “bolla verde” rimane.

Per l’utente europeo, dove WhatsApp e Telegram dominano sovrani, il problema è meno sentito. Il Clicks gestisce queste app nativamente, offrendo un’esperienza fluida. Ma per chi vive nell’ecosistema iMessage, il Communicator richiede la consapevolezza di essere dei pionieri in un territorio ostile.

Software: Un giardino recintato (ma produttivo)

Il sistema operativo è una versione pesantemente customizzata di Android (probabilmente AOSP senza i servizi Google Play completi per ridurre il tracciamento), resa irriconoscibile da un launcher proprietario minimalista.

Supporta nativamente le principali piattaforme: WhatsApp, Telegram, Signal, Slack e Discord. L’interfaccia unifica queste chat in un unico flusso coerente (“Unified Inbox”) o permette di passare rapidamente da un’app all’altra tramite scorciatoie da tastiera (es. CMD+W per WhatsApp).

Manca il browser web completo, mancano gli store di app generici, mancano i social network. Non potete installare Instagram. Non potete guardare Netflix. Questa limitazione è la feature principale.

Il software è progettato per essere scattante. Le notifiche sono gestite con un sistema di priorità granulare che vi permette di decidere chi può interrompervi e quando. È un dispositivo anti-distrazione che non vi costringe a rinunciare alla reperibilità lavorativa.

Autonomia: Giorni, non ore

Rimuovendo processi in background, servizi di localizzazione costanti per il tracciamento pubblicitario e display energivori, l’autonomia del Clicks Communicator è progettata per durare giorni. Parliamo di un dispositivo che si carica la domenica sera e vi accompagna fino al mercoledì.

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Un tuffo nel passato: L’eredità dei giganti

Non possiamo parlare del Clicks Communicator senza guardare nello specchietto retrovisore. Questo dispositivo è il nipote spirituale di leggende che hanno definito il concetto di ufficio mobile.

  • BlackBerry Bold 9900: Forse l’apice della tastiera fisica. Il Clicks Communicator cerca di catturare quell’esatta sensazione di larghezza e bilanciamento dei tasti che rendeva il Bold uno strumento imbattibile per le email.
  • Nokia E71/E72: I cavalli di battaglia del business europeo. Solidi, metallici, eterni. Il nuovo dispositivo Clicks riprende quella filosofia costruttiva che privilegia la durata nel tempo rispetto alla fragilità del vetro.
  • T-Mobile Sidekick: Per quanto riguarda l’aspetto sociale e immediato della messaggistica. Il Clicks Communicator modernizza quel concetto unificando le chat moderne in un hub centrale.

Questo blog ha spesso trattato l’evoluzione degli accessori che tentano di riportare in auge questo feeling, come potete leggere cercando articoli su tastiere fisiche, ma qui siamo di fronte a un hardware stand-alone che non richiede di “vestire” il vostro iPhone.

Chi ha bisogno di un Communicator oggi?

La domanda sorge spontanea: a chi serve davvero?

  1. Il Professionista Sovraccarico: Avvocati, giornalisti, dirigenti che ricevono centinaia di messaggi al giorno su piattaforme diverse. La possibilità di gestire tutto da un terminale dedicato con tastiera fisica aumenta la velocità di risposta del 30-40% rispetto al touch, riducendo drasticamente i typo imbarazzanti.
  2. Il Digital Minimalist: Chi vuole disintossicarsi dai social media ma non può permettersi di sparire dai radar. Il Clicks Communicator permette di lasciare l’iPhone a casa nel weekend, sapendo di essere raggiungibili su WhatsApp per le urgenze, senza il rischio di finire in un doomscrolling infinito.
  3. L’Appassionato di Tech: C’è una fetta di utenza che ama la diversificazione dell’hardware. Avere un dispositivo specifico per un compito specifico è un lusso funzionale.

Un digital detox mobile non deve significare isolamento. Significa scelta. E questo dispositivo offre la scelta di essere connessi alle persone, non agli algoritmi.

Prezzo e Disponibilità: Il costo della nicchia

Produrre hardware è costoso, specialmente quando si tratta di tastiere fisiche che richiedono stampi di precisione micrometrica. Il Clicks Communicator non si posiziona nella fascia economica.

Il prezzo riflette la natura di “boutique device” e la ricerca ingegneristica dietro al feeling dei tasti.

Sebbene i prezzi ufficiali varino in base ai mercati e ai bundle di lancio (spesso venduti direttamente tramite Clicks.tech), ci si aspetta un posizionamento premium, in linea con un mid-range smartphone di alta fascia (probabilmente tra i 400€ e i 600€).

La disponibilità iniziale sarà probabilmente limitata, seguendo il modello drop per gestire l’hype e la produzione.

Le obiezioni comuni

Non mancano le critiche, ed è giusto affrontarle con onestà intellettuale.

  • “Perché non usare semplicemente la modalità Full Immersion su iPhone?”
    La modalità software è aggirabile. Basta un tocco per disattivarla quando la volontà vacilla. Un dispositivo fisico che non ha le app di distrazione offre una barriera più solida. Inoltre, la modalità software non vi restituisce il feedback tattile della tastiera.
  • “È un altro dispositivo da caricare.”
    Vero, ma con un’autonomia estesa e un uso specifico, la ricarica diventa un evento settimanale o quasi, non un rito notturno obbligatorio.
  • “La fotocamera?”
    Probabilmente assente o puramente funzionale (per scansionare QR code o documenti). Se volete fare foto artistiche, usate lo smartphone principale. Questo non è un dispositivo per catturare il mondo, ma per comunicare col mondo.

Conclusione

Il Clicks Communicator è una scommessa audace. Scommette sul fatto che siamo stanchi. Stanchi di vetri piatti, stanchi di correttori automatici che sbagliano, stanchi di notifiche inutili. Scommette che c’è ancora valore nel sentire ciò che scriviamo.

Non sostituirà il vostro iPhone. Non è pensato per farlo. Ma potrebbe diventare il vostro oggetto preferito, quello che prendete quando volete dire qualcosa di importante. In un mondo che urla, il Clicks Communicator vi porge un microfono (e una tastiera) per parlare con la vostra voce, chiara e distinta.

Se il futuro della tecnologia è l’integrazione invisibile, forse il presente ha ancora bisogno di pulsanti da premere. E noi di Melamorsicata, che abbiamo vissuto ogni evoluzione mobile dal primo iPhone a oggi, non possiamo che guardare con curiosità e rispetto a chi ha il coraggio di andare controcorrente.

FAQ: Clicks Communicator

Supporta iMessage anche senza un iPhone collegato?

È la sfida più grande. Attualmente si affida a soluzioni terze (bridge) o al protocollo RCS per comunicare con gli iPhone. Non è un’esperienza nativa Apple al 100%, e richiede una certa tolleranza tecnica.

Posso usare le mappe o Spotify?

Il focus è la messaggistica. Tuttavia, è probabile la presenza di una navigazione turn-by-turn essenziale (solo testo o frecce) e un controllo remoto per la musica riprodotta su altri device. Non aspettatevi Google Maps completo.

La tastiera è retroilluminata?

Assolutamente sì. Un dispositivo premium di questo tipo non può prescindere dalla retroilluminazione per la digitazione notturna, un dettaglio su cui i creatori non hanno transatto.

Funziona con le reti 5G italiane?

Essendo un dispositivo pensato per la comunicazione globale, supporterà le bande LTE e 5G standard, garantendo copertura con i principali operatori italiani (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad).

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