Agentic AI

Per decenni, l’economia globale ha poggiato su una griglia grigia e verde. Non importa quanto sofisticato sia il software ERP di una multinazionale, quanto “disruptive” si definisca una startup o quanto potente sia il nuovo Mac mini: alla fine della giornata, la verità finanziaria e operativa risiede quasi sempre in un foglio di calcolo salvato in locale o sul cloud. C’è un solo indicatore estremo, brutale nella sua onestà, per capire se la Agentic AI e la futura AGI (Artificial General Intelligence) saranno diventate realtà quotidiana: non i benchmark su Geekbench o i video demo patinati della WWDC, ma il momento esatto in cui smetteremo di aprire Excel.

Siamo nel 2026 e l’hype sull’AI generativa si è ormai sedimentato. Abbiamo chatbot che scrivono poesie in terzine dantesche e assistenti vocali che riassumono email chilometriche, ma nelle aziende il workflow decisionale è rimasto ancorato al passato. La vera prova del nove per capire se l’intelligenza artificiale sta davvero cambiando la vita di persone e aziende è guardare i nostri monitor: se la griglia di righe e colonne è ancora aperta, la rivoluzione non è compiuta.

Questo non è un attacco a Microsoft, né una previsione di fallimento per Apple e i suoi competitor. È un criterio di misurazione. Ci accorgeremo che l’AI è diventata adulta e strutturale solo quando un manager non sentirà più il bisogno impulsivo di aprire un file .xlsx (o un foglio Numbers) per verificare che la realtà corrisponda ai dati.

Il paradosso del foglio di calcolo come “termometro” dell’AI

Il foglio di calcolo sopravvive perché è flessibile. È il coltellino svizzero del mondo digitale, lo strumento definitivo per chi non sa programmare ma ha bisogno di strutturare il caos. Tuttavia, la sua persistenza nel 2026 è la prova tangibile dei limiti attuali dell’automazione.

Ogni volta che un essere umano deve eseguire un CERCA.VERT (o VLOOKUP), filtrare una colonna per data o creare una tabella pivot manuale, sta di fatto compensando un fallimento tecnologico. Sta colmando il divario tra sistemi informatici che non sanno “ragionare” e dati che non sanno “parlare”. In un mondo ideale dominato dalla Agentic AI, questi passaggi dovrebbero essere obsoleti.

La sopravvivenza di Excel è il sintomo che l’AI non è ancora ubiqua. L’arrivo di Apple Intelligence in Italia con iOS 18.4, integrato profondamente nel sistema operativo, è stato un primo passo fondamentale, ma il segnale del vero cambiamento epocale sarà culturale, non software. La promessa degli agenti autonomi — software capaci di pianificare ed eseguire azioni complesse, non solo di generare testo — si realizzerà nel momento in cui l’utente, quasi senza accorgersene, smetterà di cercare l’icona verde nel Dock. Non perché Excel sia stato disinstallato, ma perché sarà diventato superfluo, come il Floppy Disk o il tastierino numerico fisico.

Se l’AI fosse matura come si legge nelle previsioni di Forbes per il 2026, l’interfaccia a griglia diventerebbe un artefatto storico, utile solo per il data entry grezzo o la verifica forense, non per l’analisi quotidiana.

Agentic AI vs Generative AI: capire la differenza

Per comprendere perché Excel deve “morire” (metaforicamente) affinché l’AI viva, dobbiamo distinguere tra ciò che abbiamo avuto fino al 2025 e ciò che ci aspettiamo ora.

L’AI Generativa (GenAI), come le prime versioni di ChatGPT o Claude, è un assistente passivo. Tu chiedi: “Scrivimi una formula Excel per calcolare il ROI” e l’AI te la scrive. Risultato? Tu devi comunque aprire Excel, incollare la formula, verificare i dati e interpretare il risultato. L’AI ha solo velocizzato un processo manuale.

La Agentic AI è diversa. È proattiva e autonoma. Tu chiedi: “Analizza la redditività del progetto Alpha questo mese”. L’agente AI non ti dà una formula. Si collega al CRM, scarica i costi dal gestionale, incrocia i dati con le ore fatturate registrate nel calendario e ti risponde: “Il progetto Alpha è in perdita del 3% a causa di un aumento imprevisto dei costi fornitore il 12 del mese”.

In questo scenario, Excel non è mai stato aperto. Il “foglio di calcolo” è stato generato, compilato e analizzato nella “mente” dell’AI, in millisecondi, senza interfaccia visiva.

Agentic AI 2

Apple Intelligence Business e l’addio alle celle manuali

Apple ha un vantaggio strategico e storico in questo “test di Excel”. A differenza di Redmond, che ha costruito un impero di licenze proprio su Office ed Excel, Cupertino ha sempre trattato Numbers come uno strumento di presentazione dati, quasi accessorio. Apple non ha paura di uccidere il foglio di calcolo perché non è il suo business core.

Con l’evoluzione di Apple Silicon e l’integrazione di modelli on-device sempre più potenti (e talvolta supportati da accordi strategici con Google Gemini), Apple ci sta portando verso un paradigma dove l’interfaccia è il linguaggio naturale.

Immaginiamo uno scenario realistico in un’agenzia creativa milanese dotata di Mac Studio. Il segnale che l’AI ha vinto non è una nuova app “Magic Chart”, ma un comportamento mancato: l’Account Manager non apre il foglio di calcolo per il report del lunedì. Chiede semplicemente a Siri: “Mostrami come l’aumento dei costi dei fornitori asiatici ha impattato i margini del Q3”. Il sistema, attraverso l’automazione aziendale e le App Intents, lavora dietro le quinte.

Quando l’utente smetterà di dire “Esportami il CSV che controllo io” e si fiderà della sintesi dell’agente AI, solo allora sapremo che l’AGI è realtà. La morte dell’uso quotidiano di Excel sarà la certificazione di quel successo.

Cosa cambia nella vita quotidiana dell’utente

Quando vedremo Excel sparire dalle abitudini quotidiane, significherà che il nostro modo di lavorare è cambiato radicalmente. Ecco quali saranno gli indicatori pratici di questo passaggio:

1. La democratizzazione dell’intelligenza finanziaria

Oggi, per capire l’andamento di un’azienda, devi essere un “mago di Excel” o avere qualcuno che ti prepari i report. Domani, un direttore creativo su iPad Pro potrà interrogare complessi dati finanziari con la voce, mentre è in taxi, ottenendo risposte immediate. La barriera tecnica all’ingresso per l’analisi dei dati crollerà. Non servirà più sapere cosa sia una tabella pivot per estrarre valore dai numeri.

2. Dalla preparazione alla decisione

Attualmente, un analista passa l’80% del tempo a “pulire i dati” (togliere righe vuote, uniformare formati data, correggere valute) e solo il 20% ad analizzarli. Con la Agentic AI, il tempo di preparazione scende a zero. L’AI gestisce la “sporcizia” dei dati autonomamente. Il lavoro umano si sposta interamente sulla decisione strategica basata su quei dati.

3. La fine della reportistica statica

Il report mensile in PDF o Excel è un documento “morto”. Nel momento in cui viene chiuso e inviato via mail, è già vecchio. Se Excel muore, è perché i dati diventano flussi liquidi. Non chiederemo più “il report di gennaio”, ma interrogheremo lo stato del business in tempo reale.

Benefici reali vs La resistenza del controllo

L’eliminazione del livello intermedio (il foglio di calcolo) porterà efficienza pura e ridurrà l’errore umano classico — il copia-incolla sbagliato, la formula non trascinata fino in fondo — liberando una quantità di ore lavorative impressionante. L’analisi dati senza codice diventerà lo standard. Ma perché Excel resiste ancora con tanta tenacia?

Resiste perché è una “coperta di Linus”. La sua presenza rassicura. In un foglio Excel, per quanto complesso, puoi cliccare sulla cella G14 e vedere =SOMMA(G2:G13). Sai esattamente perché quel numero è lì. Puoi tracciare i precedenti. Hai il controllo.

Con la Agentic AI, il processo è spesso una “scatola nera”. Se l’AI ti dice che il fatturato è calato del 10%, come ci è arrivata? Ha incluso le note di credito? Ha considerato il cambio valuta corretto?

Il momento in cui abbandoneremo Excel coinciderà con il momento in cui avremo risolto il problema delle “allucinazioni” e della spiegabilità (Explainable AI). Se l’AI inventa un dato anche solo una volta, l’utente tornerà a Excel in un secondo per “verificare a mano”. La morte di Excel, quindi, sarà la prova che l’AI è diventata non solo intelligente, ma affidabile quanto una calcolatrice.

Oltre la notizia: un problema di fiducia

Rispetto ai soliti annunci su nuove funzionalità di Microsoft Copilot o aggiornamenti di iWork, questo editoriale vuole evidenziare un punto spesso ignorato: il foglio di calcolo è, prima di tutto, uno strumento psicologico di controllo.

La sopravvivenza di Excel oggi ci dice che abbiamo ancora bisogno di “toccare” il dato per crederci. È una questione di fiducia cognitiva. Esattamente come il passaggio dal cambio manuale a quello automatico in Europa ha richiesto decenni (mentre in USA è stato immediato), il passaggio dal calcolo manuale a quello “agentico” richiede un salto di fede che molti manager non sono pronti a fare.

Sapremo che l’AI ha permeato davvero la società e l’economia quando l’azione di aprire un foglio di calcolo ci sembrerà antiquata, lenta e inefficiente come cercare un numero sull’elenco telefonico cartaceo o calcolare un percorso stradale su una mappa fisica. Fino ad allora, l’AI sarà solo un assistente promettente, un costoso stagista digitale, ma il mondo continuerà a girare sulle celle.

FAQ

Perché la fine di Excel è considerata un indicatore del successo dell’AI?

Perché Excel è lo strumento rifugio che usiamo quando dobbiamo strutturare, pulire e analizzare i dati manualmente. Se l’AI (in particolare la Agentic AI) funzionasse davvero come promesso, dovrebbe essere in grado di svolgere questi compiti autonomamente. Se sentiamo ancora il bisogno di usare Excel, significa che l’AI non è ancora abbastanza autonoma, precisa o affidabile.

L’AI eliminerà davvero software come Excel o Numbers?

Non spariranno dal mercato, ma cambierà drasticamente il loro ruolo. Diventeranno “motori” invisibili di calcolo backend. L’indicatore del successo dell’AI sarà il fatto che l’utente medio non interagirà più direttamente con la griglia visiva, ma solo con i risultati e le sintesi prodotte dall’AI usando quei motori.

Qual è la differenza tra AI generativa e Agentic AI in questo contesto?

L’AI generativa (come ChatGPT standard) ti aiuta a scrivere una formula in Excel o ti spiega come fare una pivot. È un assistente. L’Agentic AI rende inutile scrivere la formula, perché esegue l’analisi completa, accede ai file, sposta i dati e ti presenta direttamente la risposta decisionale, rendendo superfluo aprire il foglio di calcolo.

Come faremo a fidarci dell’AI se non vediamo le celle di Excel?

Questa è la sfida più grande del prossimo decennio. La “morte di Excel” avverrà solo quando l’AI integrerà sistemi di “Show Your Work” (Mostra il tuo lavoro) così affidabili e trasparenti da rendere la verifica manuale su griglia una perdita di tempo. Fino ad allora, la verifica umana su Excel rimarrà lo standard di sicurezza.
1Un report di McKinsey del 2024 stimava che il 60% del tempo lavorativo potesse essere automatizzato, ma la verifica dei dati finanziari e legali rimaneva saldamente ancorata a processi manuali di revisione.

Riferimenti:
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    Un report di McKinsey del 2024 stimava che il 60% del tempo lavorativo potesse essere automatizzato, ma la verifica dei dati finanziari e legali rimaneva saldamente ancorata a processi manuali di revisione.
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