Il vibe coding ha trasformato il mio modo di lavorare su melamorsicata.it, e questa non è una storia teorica: è una case history concreta, con numeri reali e un risultato misurabile.
Gestire un blog dal 2004 significa portarsi dietro strati di storia tecnologica. Quasi 33.500 articoli in archivio, molti dei quali rispecchiano epoche diverse del web: scritti con il vecchio editor classico di WordPress, pieni di link a video YouTube ormai rotti, con residui di codice Flash incompatibili con qualsiasi browser moderno, e centinaia senza immagine in evidenza. Un backlog che ho affrontato per mesi a mano — 8.000 articoli sistemati uno alla volta, spendendo ore e ore ogni settimana in un lavoro ripetitivo che non aggiungeva nessun valore creativo.
Poi ho usato gli strumenti AI agentici per creare una soluzione su misura. Il risultato: un plugin WordPress che ha fixato oltre un migliaio di articoli in circa due ore.
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Il problema: 33.500 articoli e un archivio da rimettere in ordine
Quando ho iniziato a scrivere su melamorsicata.it, WordPress era appena nato. L’editor classico di allora era lo standard. YouTube non esisteva ancora, e quando è arrivato, ho iniziato a incorporare video ovunque.
Col passare del tempo, quei video sono spariti: canali cancellati, account sospesi, contenuti rimossi. Ma il backlog di problemi andava ben oltre i video rotti. L’elenco era lungo:
- Video YouTube rotti: blocchi embed rimasti come fantasmi — codice che non caricava nulla, spazi vuoti, errori silenziosi
- Codice Flash: residui dell’era pre-HTML5, ormai incompatibili con qualsiasi browser moderno
- Editor classico: migliaia di articoli da convertire in blocchi Gutenberg per compatibilità e ottimizzazione SEO
- Articoli brevissimi: oltre 18.000 articoli sotto le 150 parole a cui è stato applicato il tag nofollow per escluderli dall’indicizzazione — una scelta che ha ripulito il profilo SEO del sito
- Featured image mancanti: centinaia di articoli senza immagine in evidenza, con impatto diretto sulla resa nei social e nei risultati di ricerca
Il conto era impietoso. Un backlog che nessuno avrebbe potuto smaltire in tempi ragionevoli con il metodo manuale.
Otto mesi, 8.000 articoli, e la sensazione di non finire mai
Ho iniziato con le migliori intenzioni. Un paio d’ore la sera, qualche sessione intensa nel weekend. Per ogni articolo: aprire WordPress, caricare l’editor, individuare i problemi, applicare le correzioni, salvare, passare al successivo.
In otto mesi di lavoro discontinuo ho processato circa 8.000 articoli. Una cifra che suona impressionante finché non la confronti con i 25.000 rimasti. Lavorando a quel ritmo, avrei finito nel 2030. Era chiaramente il momento di cambiare approccio.
Vibe coding: descrivere il problema e lasciare fare all’AI
Il termine vibe coding è stato coniato da Andrej Karpathy1Andrej Karpathy ha introdotto il concetto di vibe coding su X nel febbraio 2025, descrivendolo come un approccio in cui ci si affida completamente all’AI per generare il codice, descrivendo il problema in linguaggio naturale nel febbraio 2025. Descrive un approccio allo sviluppo software radicalmente diverso: non usi l’AI per ottimizzare singole righe di codice, la lasci costruire soluzioni intere mentre tu descrivi il problema a parole.
Utilizzando Craft Agents — di cui ho già parlato in questo approfondimento dedicato — e ChatGPT 5.4, ho descritto il problema come lo avrei spiegato a uno sviluppatore umano. Ho chiesto di creare un plugin WordPress che identificasse i video YouTube rotti, rimuovesse il codice Flash, convertisse i blocchi classici in Gutenberg, applicasse il nofollow agli articoli troppo brevi, e inserisse le immagini in evidenza mancanti.
Non ho scritto una riga di codice PHP. Ho descritto l’obiettivo. Come emerge anche dall’analisi su OpenAI Codex e il vibe coding su Mac, questa modalità di sviluppo sta ridefinendo il concetto stesso di programmazione.
In pochi scambi di conversazione, l’AI ha costruito un plugin WordPress completo, con interfaccia di amministrazione, coda di elaborazione batch, sistema di log e opzioni di configurazione avanzate. Il tutto funzionante al primo test reale.

Il risultato: 1.000 articoli fixati in due ore con vibe coding
La differenza è stata immediata e misurabile. Il plugin, lanciato in background sul server, ha processato oltre mille articoli in circa due ore. Due ore contro le settimane che avrei impiegato manualmente per lo stesso volume.
Non è solo una questione di velocità. È una questione di scalabilità: il plugin può girare di notte, su batch da 500 o 1.000 articoli, senza richiedere la mia presenza. Configuri, avvii, e trovi il lavoro già fatto al mattino. La qualità del risultato? Video rotti rimossi correttamente, blocchi convertiti senza perdere il contenuto, log dettagliati per verificare ogni singola modifica.
Dalla descrizione del problema al plugin funzionante sono passate poche ore. Con il metodo tradizionale, avrei finito nel 2030.
Cosa cambia concretamente nella pratica
Il vibe coding non elimina la competenza tecnica — la amplifica. Bisogna sapere cosa si vuole, descriverlo con precisione, riconoscere quando il risultato è corretto. Ma abbatte il collo di bottiglia dell’esecuzione.
- Prima: identificare il problema → trovare uno sviluppatore o imparare da zero → settimane di lavoro manuale
- Dopo: descrivere il problema all’AI agentica → ricevere la soluzione → validare → eseguire in background
Il risparmio non è di ore, è di ordini di grandezza. Un lavoro che richiedeva mesi di sessioni serali si comprime in una conversazione e qualche ora di elaborazione automatica.
Quanto sarebbe costato farlo con uno sviluppatore?
Un plugin WordPress su misura di questa complessità — con coda di elaborazione batch, interfaccia di amministrazione, gestione degli errori, log dettagliati, e logiche differenziate per video rotti, codice Flash, nofollow e immagini mancanti — richiede almeno 15-25 ore di sviluppo da parte di un programmatore PHP esperto. Sul mercato italiano, un freelance qualificato si posiziona tra i 40 e gli 80 euro all’ora2Fonte: Malt.it — marketplace freelance, tariffe medie per sviluppatori WordPress senior in Italia, 2026. Significa una forchetta tra 600 e 2.000 euro per il solo sviluppo, a cui aggiungere revisioni, test, e aggiustamenti.
Con il vibe coding il costo è stato praticamente zero: qualche ora di conversazione con gli strumenti AI agentici, qualche iterazione per affinare il risultato. Gli unici costi reali sono gli abbonamenti mensili agli strumenti — nell’ordine di poche decine di euro al mese, condivisi su decine di altri task.
Ma c’è un aspetto che va oltre l’economia: la velocità. Contattare uno sviluppatore, spiegare il progetto, attendere la stima, approvare il preventivo — anche nel caso migliore si parla di settimane. Con il vibe coding, dalla descrizione del problema al plugin funzionante sono passate poche ore. Come spiega anche l’analisi sul futuro dello sviluppo app con l’AI, questo non significa che gli sviluppatori siano diventati inutili: significa che per problemi ben definiti e circoscritti, i tool agentici hanno abbattuto la barriera tra avere un’idea e avere uno strumento che la esegue.

Se hai un backlog di contenuti da sistemare, un processo ripetitivo che ti fa perdere tempo, un’automazione che hai rimandato perché troppo complicata da implementare, il momento di provare il vibe coding è adesso. Gli strumenti AI agentici di nuova generazione non sono più un esperimento da laboratorio: sono disponibili oggi, accessibili, e producono risultati concreti.
Che cos’e il vibe coding?
Il vibe coding e un approccio allo sviluppo software basato sull’intelligenza artificiale in cui si descrive il problema in linguaggio naturale e si lascia all’AI il compito di generare il codice. Il termine e stato coniato da Andrej Karpathy nel 2025 e descrive l’idea di programmare basandosi sulla descrizione del risultato, non sulla scrittura manuale di ogni riga.
Serve saper programmare per fare vibe coding?
Non in modo tradizionale. Serve la capacita di descrivere con precisione il problema e di valutare la qualita del risultato. Una comprensione di base di come funziona il software aiuta a fare domande migliori, ma la barriera d’accesso e enormemente piu bassa rispetto allo sviluppo tradizionale.
Quali strumenti AI agentici si possono usare per il vibe coding?
Tra i piu avanzati disponibili oggi ci sono Craft Agents, ChatGPT con capacita agentiche, Claude con tool use, e Cursor per il codice. La differenza rispetto ai chatbot standard e che questi strumenti possono prendere azioni reali: eseguire codice, leggere file, interagire con API.
Il plugin WordPress generato con AI e affidabile?
Come qualsiasi software, va testato prima di essere messo in produzione su dati reali. Nel caso descritto in questo articolo, i test sono stati eseguiti su un sottoinsieme di articoli e i log sono stati verificati prima di lanciare il plugin sull’intero archivio. L’AI genera codice funzionante, ma la validazione finale e sempre responsabilita di chi lo usa.
Quanto costa fare vibe coding rispetto a ingaggiare uno sviluppatore?
Un plugin WordPress su misura di media complessita richiede tra 15 e 25 ore di sviluppo, con costi tra 600 e 2.000 euro per un freelance qualificato. Con il vibe coding il costo si riduce praticamente al solo abbonamento agli strumenti AI, nell’ordine di poche decine di euro al mese condivisi su molti task.
Questo approccio funziona solo per WordPress?
No. Il vibe coding si applica a qualsiasi dominio: automazioni Python, script di analisi dati, tool da riga di comando, applicazioni web, integrazione tra API. Il principio e lo stesso: descrivi il problema, l’AI genera la soluzione, tu la validi.
Riferimenti:
- 1Andrej Karpathy ha introdotto il concetto di vibe coding su X nel febbraio 2025, descrivendolo come un approccio in cui ci si affida completamente all’AI per generare il codice, descrivendo il problema in linguaggio naturale
- 2Fonte: Malt.it — marketplace freelance, tariffe medie per sviluppatori WordPress senior in Italia, 2026
