
Nel mondo del cloud storage, qualcosa si è mosso. Google ha annunciato un aggiornamento significativo per gli abbonati Google One Pro: lo spazio su Google Drive passa da 2 a 5 TB, senza aumenti di prezzo, con effetto immediato. Una mossa che riaccende i riflettori su un settore dove Apple, da anni, sembra essersi seduta sugli allori.
iCloud resta ancorato agli stessi livelli di sempre — 5 GB gratuiti, poi 50 GB, 200 GB e arriva a 12 TB come piano massimo per i privati — mentre il mercato attorno a Cupertino cresce e diventa sempre più competitivo. Per chi vive nell’ecosistema Apple ma ha esigenze che vanno oltre quello che iCloud offre, o cerca semplicemente un rapporto qualità-prezzo migliore, il panorama delle alternative è oggi più ricco che mai.
La domanda che molti si pongono è legittima: ha ancora senso pagare per iCloud quando altri servizi offrono di più, a meno? La risposta non è semplice. iCloud ha un’integrazione con macOS, iOS e iPadOS che nessun competitor riesce a replicare completamente. Ma per backup, archiviazione di file, foto o documenti che non richiedono quella sinergia profonda con il sistema operativo Apple, le alternative esistono — e alcune sono sorprendentemente convenienti, soprattutto con la formula dell’abbonamento a vita.
Indice dei contenuti
Google One Pro a 5 TB: cosa cambia davvero
L’aggiornamento annunciato da Google non è un cambio di piano tariffario, ma un ampliamento dello spazio incluso per chi è già abbonato al tier Pro. Gli utenti che pagavano per 2 TB si ritrovano ora con 5 TB a disposizione, senza dover fare nulla e senza pagare di più.1Fonte: Google Blog, 2025
In termini pratici, 5 TB significano:
– Circa 1,5 milioni di foto in alta risoluzione con Google Foto
– Backup completi di più dispositivi Android o Chromebook
– Archiviazione professionale per video, progetti creativi, documenti aziendali
Per gli utenti Apple che usano Google Foto come archivio fotografico parallelo — pratica tutt’altro che rara — questo aggiornamento ha un peso concreto. Chi già pagava il piano Pro si trova con più del doppio dello spazio senza toccare il portafoglio.
Cloud storage alternativo: le opzioni più interessanti
Il mercato delle alternative è popolato da servizi meno noti al grande pubblico ma spesso più flessibili, più economici e — dettaglio non trascurabile — con modelli di pagamento che includono la formula una tantum a vita: si paga una volta sola e lo spazio è per sempre, senza abbonamenti che si rinnovano automaticamente.
Ecco i servizi che meritano attenzione.
Koofr Cloud Storage
Koofr è un servizio europeo, con server in Slovenia, che punta su privacy e compatibilità con altri cloud. Permette di collegare Google Drive, Dropbox e OneDrive in un’unica interfaccia, gestendo tutto da un solo posto. Il piano a vita è disponibile a prezzi competitivi e include crittografia dei dati.
FileJump
FileJump è pensato per chi cerca semplicità e velocità. Interfaccia pulita, caricamento rapido, piano a vita: la scelta giusta per chi vuole smettere di pensare agli abbonamenti ricorrenti.
Drime Secure Cloud Storage
Drime si posiziona sul segmento della sicurezza, con crittografia end-to-end e un’attenzione particolare alla protezione dei dati personali. Una scelta solida per chi archivia documenti sensibili o vuole un livello di protezione superiore alla media.
Internxt Cloud Storage
Internxt è forse il nome più noto tra le alternative privacy-first. Basato su crittografia zero-knowledge, garantisce che nemmeno il provider possa accedere ai file degli utenti. Ha piani a vita con spazio generoso e app disponibili per iOS e macOS.
OnlineDrive Cloud Storage
OnlineDrive offre un’esperienza simile a quella dei grandi player, con interfaccia familiare e piani flessibili. Il piano a vita è tra i più accessibili della categoria, con un buon equilibrio tra spazio disponibile e costo.
pCloud
pCloud è probabilmente il servizio più maturo tra le alternative indipendenti. Fondato in Svizzera, offre server in Europa e negli Stati Uniti, app native per macOS e iOS particolarmente curate, e un piano a vita disponibile da anni che ha convinto milioni di utenti. La funzione pCloud Crypto aggiunge un livello di crittografia client-side opzionale.2Fonte: pCloud, 2025

L’impatto pratico: chi dovrebbe considerare un’alternativa
Chi produce contenuti video
I file video — specialmente se girati in 4K ProRes con iPhone 16 Pro o iPhone 17 Pro — occupano spazio in modo aggressivo. Un minuto di ProRes 4K può pesare oltre 6 GB. Con iCloud il margine si esaurisce in fretta. Servizi come pCloud o Internxt, con piani a vita da 2 TB in su, diventano un complemento logico.
Chi vuole uscire dalla dipendenza dagli abbonamenti
Il modello subscription è ovunque. Pagare una volta sola per lo spazio cloud è una scelta controcorrente ma sempre più apprezzata, soprattutto quando le spese ricorrenti digitali si sommano rapidamente. I piani a vita di Koofr, pCloud o Internxt rispondono esattamente a questa esigenza.
Chi tiene alla privacy
iCloud è sicuro, ma Apple ha accesso ai dati non protetti da Advanced Data Protection. Servizi con architettura zero-knowledge come Internxt o Drime garantiscono che nemmeno il provider possa leggere i file. Per documenti legali, finanziari o personali, questa distinzione non è banale.
Chi usa più piattaforme
Non tutti vivono esclusivamente nell’ecosistema Apple. Chi alterna Mac e Windows, o usa Android come secondo dispositivo, trova in servizi cross-platform come pCloud o Koofr una flessibilità che iCloud semplicemente non offre.

Un mercato che si muove, con Apple ferma a guardare
La mossa di Google con Google One Pro non è solo una questione di gigabyte in più. È un segnale di come il mercato del cloud storage stia diventando sempre più competitivo, con i grandi player che cercano di fidelizzare gli utenti aumentando il valore percepito senza toccare i prezzi. Apple, in questo scenario, mantiene una posizione di attesa che inizia a sembrare più una scelta strategica che una dimenticanza.
Per gli utenti Apple più esigenti, la risposta non è necessariamente abbandonare iCloud — che resta insostituibile per la sincronizzazione nativa con il sistema operativo — ma affiancarlo con un servizio secondario più capiente e conveniente. Le alternative sono mature, ben supportate, e alcune offrono condizioni che i grandi player faticano a eguagliare. Il cloud storage non è più un mercato a due velocità: oggi, chi sa dove guardare trova opzioni che valgono davvero la pena.
FAQ
Cosa ha cambiato Google con Google One Pro?
Google ha aumentato lo spazio incluso nel piano Google One Pro da 2 TB a 5 TB senza modificare il prezzo dell’abbonamento. L’aggiornamento è stato applicato automaticamente a tutti gli abbonati esistenti, senza necessità di intervento da parte dell’utente.
Apple ha risposto all’aggiornamento di Google One?
No. Apple non ha annunciato modifiche ai piani iCloud. Il piano massimo per i privati resta a 12 TB, una soglia invariata da anni. Non ci sono indicazioni ufficiali su un possibile aggiornamento dei tier di archiviazione nel breve periodo.
Cosa si intende per abbonamento cloud a vita?
Un abbonamento a vita (o piano lifetime) prevede un pagamento unico, senza canoni mensili o annuali ricorrenti. L’utente acquista una quantità di spazio cloud una sola volta e la mantiene indefinitamente. Servizi come pCloud, Internxt e Koofr offrono questa formula.
I servizi cloud alternativi funzionano su Mac e iPhone?
Sì. La maggior parte dei servizi citati — tra cui pCloud, Internxt e Koofr — dispone di app native per macOS e iOS, oltre che di client per Windows e Android. L’integrazione con il sistema operativo Apple non è profonda come quella di iCloud, ma per archiviazione e backup risulta più che sufficiente.
Internxt è davvero sicuro? Cosa significa zero-knowledge?
L’architettura zero-knowledge garantisce che i file vengano cifrati sul dispositivo dell’utente prima di essere caricati sui server. Il provider non possiede le chiavi di decrittazione e non può accedere ai contenuti. Questo offre un livello di privacy superiore rispetto a servizi tradizionali come iCloud o Google Drive.
Ha senso usare un cloud alternativo insieme a iCloud?
Per molti utenti Apple sì. iCloud resta insostituibile per la sincronizzazione nativa con macOS, iOS e iPadOS — contatti, calendari, foto, backup iPhone. Un servizio alternativo come pCloud o Internxt può affiancarsi per archiviare file di grandi dimensioni, backup aggiuntivi o documenti che non richiedono integrazione con il sistema operativo.
Riferimenti:
- 1Fonte: Google Blog, 2025
- 2Fonte: pCloud, 2025
