Gli AirPods compiono 10 anni. Il 7 settembre 2016, con il comunicato Apple reinventa gli auricolari wireless, Apple li presentò insieme a iPhone 7 e iPhone 7 Plus. Sembravano EarPods senza fili, con due steli bianchi che spuntavano dalle orecchie: il web li derise come cotton fioc tagliati, la custodia fu paragonata a un contenitore di filo interdentale. Dieci anni dopo gli AirPods sono il prodotto audio più venduto al mondo e la categoria true wireless che hanno contribuito a creare vale oltre 300 milioni di pezzi l’anno. Mercoledì 9 settembre, all’evento Apple, è attesa la prossima generazione.

La storia è cominciata con un atto di coraggio discusso: la stessa sera del lancio, Apple tolse il jack da 3,5 millimetri dall’iPhone e scommise tutto sull’audio wireless. I primi AirPods arrivarono nei negozi solo il 20 dicembre 2016, con due mesi di ritardo, al prezzo italiano di 179 euro. La critica li aveva già sepolti. Il pubblico no.

Il resto è misurabile. Nel primo trimestre 2026 Apple ha guidato il mercato globale degli auricolari true wireless con il 23% delle spedizioni e il 44% del valore, secondo Smart Analytics Global (SAG), società di ricerca sul mercato wearable: meno di un quarto dei pezzi ma quasi metà dei ricavi del settore. Se si aggiunge Beats, di proprietà Apple, il gruppo sfiora un terzo delle vendite. Il mercato totale è stimato a 344 milioni di unità nel 2026. Nessun altro accessorio Apple ha avuto una traiettoria simile.

AirPods di prima generazione nella custodia, comunicato Apple 2016
I primi AirPods nella custodia di ricarica. Foto: Apple.

Il lancio che tutti derisero

Il 7 settembre 2016, sul palco del Bill Graham Civic Auditorium di San Francisco, Phil Schiller definì gli AirPods una reinvenzione dell’auricolare wireless. La novità tecnica era il chip Apple W1: un sistema su chip progettato per l’audio che garantiva connessione istantanea, bassi consumi e passaggio automatico tra i dispositivi dell’ecosistema. Bastava aprire la custodia vicino all’iPhone e i due auricolari erano già accoppiati.

Le reazioni immediate furono feroci. I meme paragonavano gli AirPods a spazzolini da denti elettrici e a omini dei videogiochi. I giornali tecnici si chiedevano come sarebbe stato possibile non perderli. Apple posticipò la vendita da fine ottobre a dicembre, alimentando lo scetticismo.

Dettagli tecnici e considerazioni operative

Quando finalmente arrivarono, il prodotto parlò da solo: la connessione funzionava, i sensori mettevano in pausa la musica quando si toglieva un auricolare, Siri rispondeva al doppio tocco. Era la prima volta che un paio di auricolari wireless non sembrava un compromesso, ma un oggetto desiderabile.

L’eredità più grande degli AirPods non è il prodotto: è il mercato che hanno creato. Prima del 2016 gli auricolari true wireless erano un esperimento di nicchia. Dopo, sono diventati la norma.

AirPods di prima generazione che si collegano all'iPhone
La connessione istantanea con iPhone, la promessa del chip W1. Foto: Apple.

Un chip, un ecosistema, una strategia

Il W1 non era solo un chip audio. Era il modo in cui Apple trasformava un accessorio in un’estensione dei suoi dispositivi: gli AirPods si collegavano all’iPhone, passavano al Mac, suonavano sull’Apple Watch e rispondevano a Siri senza che l’utente aprisse una sola impostazione. Quella continuità è rimasta il vantaggio competitivo più difficile da copiare.

La concorrenza ci ha provato in ogni modo. Samsung, Sony, Bose e poi decine di marchi cinesi hanno lanciato auricolari true wireless con specifiche superiori sulla carta: migliore isolamento, più ore di batteria, prezzo più basso. Nessuno è riuscito a intaccare la posizione di Apple nel segmento premium, dove si concentrano i margini più alti.

I numeri raccontano la distanza. Nel primo trimestre 2026, dietro Apple si sono piazzate Xiaomi all’11% e Beats all’8%, secondo lo stesso report SAG: due inseguitrici che sommate non raggiungono il risultato della prima. Ed è sul valore che il dominio si fa netto, come si diceva in apertura: i ricavi che finiscono ad Apple valgono quasi metà del mercato globale, grazie al posizionamento premium dei suoi modelli.

Il prodotto che ha creato una categoria

La decisione di eliminare il jack non fu solo coraggiosa: fu la miccia del settore. Entro pochi anni ogni produttore aveva una linea true wireless, e la categoria è diventata il segmento più dinamico dell’audio consumer. Il mercato globale degli auricolari true wireless è atteso in crescita anche nel 2026 e nel 2027, trainato dai nuovi formati open-ear.

La linea AirPods intanto si è allargata. Nel 2019 sono arrivati gli AirPods Pro con cancellazione attiva del rumore, diventati in fretta gli auricolari più venduti al mondo. Nel 2021 il mercato degli auricolari wireless aveva già una leadership solida, raccontata anche su melamorsicata.it. Nel 2022 la seconda generazione dei Pro ha alzato l’asticella del rumore. Nel 2025 la terza generazione ha aggiunto il rilevamento della frequenza cardiaca. Nel 2024 la linea si è rinnovata con AirPods 4 e AirPods 4 con cancellazione attiva. Nel settembre 2025 sono arrivati gli AirPods Pro 3 con rilevamento della frequenza cardiaca, e nel marzo 2026 le AirPods Max 2 con chip H2 e audio lossless via USB-C.

A dieci anni dal debutto, la domanda non è più se gli AirPods siano un successo. È come Apple li evolverà nella prossima decade, tra sensori per la salute, audio adattivo e una integrazione ancora più profonda con i suoi dispositivi.

AirPods con iPhone 7, il lancio del 2016
AirPods e iPhone 7, presentati insieme il 7 settembre 2016. Foto: Apple.

La gamma oggi e l’attesa per mercoledì

Oggi la gamma copre tutte le fasce: gli AirPods 4 per l’ascolto quotidiano, i Pro per chi vuole il massimo dell’isolamento, i Max per chi cerca un over-ear premium. Quale scegliere, con i prezzi aggiornati, lo vediamo nell’ultima sezione.

Mercoledì 9 settembre Apple tiene il suo evento autunnale, con il titolo Surprise and shine. Le attese sono alte: nuovi iPhone e, secondo le indiscrezioni, anche il primo pieghevole. Ma il decennale degli AirPods cade a due giorni dall’evento, e non è escluso che Apple riservi una sorpresa anche alla linea audio, con una nuova generazione degli AirPods Pro o un aggiornamento degli AirPods Max.

Se si deve comprare oggi, il punto di equilibrio migliore resta AirPods Pro 3: secondo Apple hanno la migliore cancellazione attiva del rumore della categoria e il rilevamento della frequenza cardiaca. Per chi vuole risparmiare senza rinunciare all’ecosistema, gli AirPods 4 sono la scelta naturale.

Gli AirPods da comprare oggi

Dieci anni fa li deridevano. Oggi sono il prodotto che ha insegnato al mondo a vivere senza fili. E la storia, a giudicare da quello che succederà mercoledì, è tutt’altro che finita.

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