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p style=”text-align: justify”>Non solo palloni o scarpe, la Cina sforna anche i prodotti Apple come saprete. Io stesso aspettai 1 mese per avere il mio iBook direttamente dal paese del Sol Levante.

Ma che aria tira in Cina?

I prodotti Apple sono costruiti da numerosi cinesi rinchiusi in cittadine-fabbriche. Grossi conglomerati di fabbricati dove oltre a dividere spazi comuni per la normale sopravvivenza (giacigli per dormire, bagni comuni, mense…) si condividono anche le strumentazioni che sono utilizzate per 15 ore al giorno. Le condizioni di vita sono pessime, nella cittadina-fabbrica di Long Hua, dove la Faxconn produce gli iPod, 200.000 operai sono rinchiusi in uno spazio controllato dalla polizia di Stato. Nessuno può entrare e tantomeno uscire senza permesso. Un operaio guadagna 40 dollari al mese, in altre parole deve lavorare 5 mesi per comprare un player che produce.

Quelle che sono chiamate “città degli iPod” è la prova del compromesso tra Occidente e Oriente. Le aziende Occidentali producono aggeggi da rivendere a caro prezzo e la Cina macina il sangue del proprio popolo per supportare il PIL a 2 cifre.

Quest’articolo non è stato scritto per denigrare Apple. La maggior parte delle cose che utilizziamo sono fabbricate con la manod’opera cinese, dai bracciali agli aggeggi elettronici. Un punto di vista da prendere in considerazione quando si effettuiamo acquisti.

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