iPod 5G

La storia di oggi è molto interessante, perché pone la luce su due aspetti riguardanti la storia dell’iPod ed è tutto condito da mistero. Come in ogni buon storia creiamo prima il contesto.

Era il 2005. David Shayer era un ingegnere software di Apple e fu impegnato per lavorare nel progetto indicato con nome in codice P68. Questo progetto si teneva in una sala chiusa a chiave con un sensore. Per aprirla bisognava usare un badge speciale.

Il progetto P68 altri non era che l’iPod. Il dispositivo che portò molta liquidità in Apple, tanto da consentirle di investire nell’iPhone, nell’iPad e diventare la prima azienda al mondo di elettronica.

Shayer lavorò al software dell’iPod. Questi fu scritto in C++ e non aveva nulla a che fare con macOS Classic usato in precedenza. Infatti il sistema operativo era costruito su ARM. Visto che Apple non usava ancora i processori ARM, per sviluppare quel software si usò Windows.

Qui arriva la prima rivelazione: il sistema operativo dell’iPod fu sviluppato su Windows.

David racconta che parte del codice fu scritto dopo l’acquisizione di Portal Player, un’azienda che aveva sviluppato il software per la gestione energetica, l’uso dell’hard disk e il kernel realtime (quest’ultimo preso in licenza da Quadros). Poi l’interfaccia nacque con l’acquisizione di Pixo: un’azienda fondata da un ex ingegnere di Apple che voleva realizzare un sistema operativo per cellulari da dare in licenza alle società come Nokia e Ericsson. Il tutto servì per scrivere iPod OS.

Un giorno bussarono alla porta due ingegneri, Paul e Matthew della Bechtel Nevada. Questa azienda lavorava per il Dipartimento dell’Energia statunitense e chiesero aiuto ad Apple per costruire un iPod segreto.

David Shayer, come racconta su TidBITS, fu incaricato di dare loro supporto. Ogni giorno scortava i due ingegneri nel laboratorio e forniva loro le indicazioni su come funzionasse il sistema operativo.

I due lavoravano abbastanza in autonomia, usando decine di iPod comprati dalla loro azienda. L’obiettivo era aggiungere dell’hardware all’iPod di 5° generazione, quello capace di riprodurre video a colori e munito di hard disk da 60 GB.

Inoltre era necessario che il sistema operativo registrasse dei dati da usare in seguito. Quali tipi di dati e quale hardware c’era da aggiungere, David non lo seppe mai.

Qualche anno fa, però, trovò un CD Rom lasciato dai due ingegneri. Incuriosito dal disco ritrovato, David iniziò a spulciarne il contenuto. I dati non erano molto esplicativi, ma l’ipotesi a cui è arrivato vede l’integrazione di un contatore Geiger nell’iPod.

Apple, in pratica, aiutò a costruire un’edizione segreta del player munita di sensore in grado di rilevare le radiazioni nell’aria. Perché usare proprio un iPod per farlo non lo sapremo mai. Probabilmente serviva avere con se un gadget che non desse nell’occhio, mentre si registrava la presenza o meno di materiale radioattivo.

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