Il denaro contante è solo un incidente di percorso

pagamento contactless

Ogni anno appaiono in TV tantissimi spot pubblicitari. La maggior parte scorrono via, ma alcuni restano nella mente e rimane anche il messaggio collegato. Uno di questi, visto quand’ero bambino, riguardava una campagna per spingere all’uso del Bancomat. Nel filmato c’era una persona in fila al supermercato, con tante persone dietro spazientite. Nell’atto di pagare si accorge di non avere contanti con se. Per fortuna poi trova il Bancomat.

Gli spot che riprendono problemi di vita quotidiana sono i più efficaci. In effetti episodi del genere possono capitare. Personalmente non amo il denaro contante, anzi quasi lo odio. Presenta solo lati negativi. Credo che il denaro contante, dal punto dell’esperienza utente, sia solo un incidente di percorso nella storia dell’umanità.

Il denaro contate può deteriorarsi. Vi è mai capitato di lavarlo in lavatrice per sbaglio? Può essere smarrito. Potreste avere 50 € in casa e non ricordare dove li avete messi. Inoltre può essere rubato. Quello sotto forma di moneta, poi, è il peggiore. Pesa, sporca le mani, rompe le tasche dei pantaloni. Suona. Se avete più di 6 € in tasca sembra che stiate andando a ballare la pizzica.

Il denaro contante è scomodo anche per i negozianti. Avete presente il resto? La cassiera deve contare bene tutto, dare il resto, chiedere tagli differenti se non riesce a darlo. A volte mi è capitato di non poter acquistare cose perché la cassiera non aveva resto. Quindi il contante rovina il commercio. Per non parlare del costo nel custodirlo. I negozianti potrebbero essere rapinati. Le assicurazioni costano. Le casseforti anche.

In tutto questo dovrete ricordarvi di averne a sufficienza e se non ne avete, dovete andare al Bancomat. Dovrete cercarne uno, soprattutto appartenente al vostro gruppo bancario, altrimenti spesso bisogna pagare una commissione.

Insomma, che scocciatura. Il denaro contante è una pessima cosa. Fosse per me utilizzerei solo moneta elettronica. La moneta elettronica è comoda, leggera. È chiusa tutta in una singola scheda di plastica. Oppure in un dispositivo elettronico come insegna Apple Pay.

Il denaro elettronico è tracciabile. Evita l’evasione e la corruzione, portando ad uno stato sociale più equo. Potrebbe anche portare ad un abbassamento delle tasse. Inoltre è sicuro. È protetto da password, blocchi, impronte digitali. Il denaro contante non ha queste misure di sicurezza.

Ma perché, con tutti questi vantaggi, non lo si utilizza in todo, subito, da adesso? Il problema, secondo me, ha 3 fonti:

  • Gli anziani che hanno difficoltà in genere con tutto ciò che è elettronico. Anche se negli ultimi anni, grazie ai tablet e smartphone, anche gli anziani si stanno avvicinando alle nuove tecnologie.
  • Gli evasori, che spingono verso una politica dello “lascia vivere”. Purtroppo votano anche gli evasori e i politici non vogliono rendere infelici nessuno.
  • I costi di utilizzo del denaro elettronico.

In realtà quest’ultima voce è un finto problema. Secondo i dati diffusi da Banca d’Italia il denaro contate costa, ogni anno, 10 miliardi di euro. Lo sapevate? Stampare moneta, gestirla, gestire i portavalori, le indennità di cassa al personale agli sportelli, la sostituzione dei tagli usurati e le rapine costano 10.000.000.000 di euro ogni anno in tutta Europa.

Poi c’è il caso delle commissioni che i negozianti devono pagare ai circuiti di gestione delle carte. Anche in questo caso il problema è stato risolto in grande parte. Durante il semestre di presidenza italiana nell’Unione Europea, fu varata una modifica delle percentuali delle commissioni per le transazioni in Europa.

Da questo mese le percentuali calano di molto. Prima della modifica i negozianti pagavano tra il 0,5% e l’1,5% su ogni transazione ricevuta con un Bancomat e l’1% e il 2,5% per quelle ricevute con una carta di credito. Adesso, invece, le commissioni sono dello 0,2% con i Bancomat e lo 0,3% con le carte di credito.

Per fortuna, il numero di commercianti muniti di POS, vale a dire di dispositivi in grado di far pagare con il denaro elettronico, è in aumento. Secondo i dati della Confesercenti, nel 2014 questi erano 1,8 milioni in tutta Italia, in aumento del 18% rispetto al 2013. Crescono anche i ricevitori contactless, vale a dire quei sistemi che consentono di pagare semplicemente appoggiando la carta al lettore. Nel 2014 erano 250.000.

Spero che nell’arco dei prossimi anni entrino in vigore leggi che portino alla fine del contante, come la recente proposta di cancellare il limite dei 30 €, sotto i quali il negoziante può rifiutare il Bancomat.

Campagne per diffondere la cultura del denaro elettronico, la richiesta dell’utilizzo da parte dei clienti e la diffusione dei dispositivi tra i negozianti, aiuteranno senza dubbio.

  • Sono d’accordo con te Kiro. In fatto di comodità, risparmio, etc. i pagamenti elettronici sono assolutamente migliori. Aggiungerei in più alla tua lista, anche il fattore igiene, pagare elettronicamente rispetto ad usare il contante evita lo scambio di batteri/virus.

    L’unico contro di tutta questa lista credo sia la democraticità ed il controllo sulla nostra economia personale. Anche se potrebbe essere un non-problema, visto che al momento comunque i soldi di chiunque sono in un qualche istituto bancario e, probabilmente, valute alternative (come Bitcoin) potrebbero in qualche modo aumentare il livello di democraticità del denaro.

  • dataghoul

    Io credo che il limite maggiore alla diffusione dei mezzi di pagamento elettronico siano tuttora le commissioni esagerate che le banche del bel paese pretendono.
    Per l’esercente, infatti, per acquisti inferiori ad una certa cifra, la commissione dovuta alla banca annulla completamente il guadagno.

    • No questo era vero una volta. Le commissioni si sono abbassate.

      • Diegox11

        Io uso Sumup ed è da 4 anni che mantengono il 1,95% su qualsiasi circuito sia bancomat che carta di credito

      • dataghoul

        Ci credo sulla parola, però continuo a vedere in giro, nei negozi, soprattutto quelli che vendono principalmente cose di poco valore (bar, edicole, alimentari, ecc.) cartelli che proclamano “Non si accettano transazioni con bancomat per cifre inferiori ai 10 euro”, mentre invece nei supermercati non hanno problemi ad accettare la transazione anche per 1 euro o 2.
        A parte il diverso volume di affari, certamente non paragonabile, tra le due tipologie di esercizi, quale altro può essere il motivo di questa ritrosia ad accettare transazioni di piccola entità, per gli esercizi commerciali più piccoli?

  • gianluca iO

    Nero e arretratezza culturale. Ma soprattutto il nero é il fattore che alimenta il contante.

    • dataghoul

      C’è anche il problema che spesso, purtroppo, il “nero” risulta conveniente anche per chi paga e non solo per chi riceve le somme, specie quando si tratta di spese fatte da privati che non possono poi portarle in detrazione o in deduzione dal reddito.
      Faccio un esempio banale, ma a mio avviso calzante: se potessi dedurre, che so, il 20% della spesa per imbiancare casa dalle tasse, quando l’imbianchino mi propone di pagarlo meno, ma in nero, lo farei volare fuori di casa a calci, ma in assenza di questa possibilità, il “nero” conviene anche a me, perché risparmio (anche se concordo sicuramente sul fatto che sia immorale).

      • gianluca iO

        Già….

  • paolo91

    Non potrei essere più d’accordo! Una delle cose che ricordo con più nostalgia del mio ultimo viaggio ad Amsterdam è il fatto di non avere mai praticamente usato contanti e di aver pagato con la carta contactless perfino le crocchette e le patatine fritte al mercato.. veloce, efficace, sicuro! poi sono tornato qui e mi sono ritrovato in mezzo a situazioni assurde che in altri paesi neppure si immaginerebbero, tipo i cassieri che cercano di fregarti sul resto o ti dicono “soldi giusti per favore non ho da cambiare”, i momenti di panico quando vai a cena con gli amici magari invito dell’ultimo momento e ti accorgi di avere solo pochi spiccioli nel portafoglio e di dover cercare una scusa per uscire a prelevare senza sembrare un pezzente, le scene tragicomiche quando bisogna dividere il conto in tavolate magari di 10 persone e si perde metà serata a fare calcoli e resti vari.. nei Paesi Bassi per dire ognuno va in cassa o dal cameriere dice cosa ha preso (il concetto del “pagare alla romana” farebbe inorridire gli olandesi che sono notoriamente molto oculati e attenti al risparmio) e paga con la propria carta.. qui nel 2017 si sta ancora in coda per il resto o per cambiare i soldi per sistemare i conti.. spero davvero che le cose cambieranno