Tim Cook non è riservato come Steve Jobs e, dopo aver letto le accuse contro il mancato rispetto del regolamento per la salvaguardia dei lavoratori dei fornitori cinesi, ha messo mano al suo Mac usando il suo classico strumento di comunicazione: la mail interna ai dipendenti:
Team,
come società e individualmente, siamo formati dai nostri valori. Sfortunatamente alcune persone mettono in discussione i valori di Apple e voglio segnalarvelo direttamente. Abbiamo a cuore ogni dipendente nella nostra catena di produzione. Ogni incidente ci preoccupa profondamente e ogni problema di lavoro ci agita. Ogni illazione inerente la nostra non curanza è completamente falsa e offensiva. Come saprete meglio di chiunque altro, accuse come queste sono contro i nostri valori. Non è ciò che siamo.
Per le centinaia di persone come voi che formano i nostri legami di fornitura intorno al mondo o lavorano da molto tempo lontano dalle proprie famiglie, so che siete oltraggiati come me. Per le persone che non sono collegate strettamente con la catena di produzione, avete il diritto di sapere come stanno i fatti.
Ogni anno ispezioniamo sempre più fabbriche, alzando il livello dei nostri partner e andando in profondità in tutta la catena. Come abbiamo riportato questo mese, abbiamo effettuato grandi passi avanti per aumentare le condizioni di centinaia di migliaia di lavoratori. Sappiamo che non c’è nessuno nel nostro settore che sta facendo quanto noi, in così tanti posti e coprendo così tante persone.
Siamo in un momento storico molto duro per l’Italia, dove la crisi porta a numerosi sacrifici. Al Sud il movimento dei forconi tenta di gridare al resto del Paese che le tasse troppo elevate minano alla crescita, fanno chiudere le fabbriche e aumentano la disoccupazione.
Al Nord alcuni partiti, per accaparrare voti, tentano di creare un nemico comune da combattere cioè l’evasione fiscale del Sud, dimenticando di proposito i tantissimi casi del resto d’Italia. In questo clima teso e incerto quale idea sforna la Regione Lombardia? Ovviamente spendere 50.000 € in iPad.
Con una delibera di novembre applicata qualche giorno fa, gli 80 consiglieri regionali lombardi hanno ricevuto un iPad nuovo a testa. Solo una persona indignata l’ha restituito: il consigliere Gabriele Sola di Idv. Gli altri, non curanti dello stipendio di 9.000 € al mese, hanno accolto il cadeau con estremo piacere.
Usare un iPad per ottimizzare i tempi per i lavori, condividere velocemente i documenti, aumentare le comunicazioni interne e così via è sicuramente un buon investimento, ma la Regione Lombardia non ha attivato nessun programma o software in grado di indirizzare i consiglieri verso questa ottimizzazione delle procedure. Consegnare un iPad tra le mani non assicura neanche che il consigliere in questione lo utilizzi, non vieta neanche di regalarlo a parenti o amici.
La digitalizzazione della pubblica amministrazione potrà portare a risparmi considerevoli per i conti pubblici, ma solo se applicata con criterio. Per adesso si tratta solo di un iPad regalato con i soldi dei contribuenti.
[via ilfattoquotidiano]
La garanzia sui prodotti di Apple in Italia vale 1 anno o 2 anni? La risposta esatta è due anni e ora lo dice anche il sito di Apple. Entrando nell’area Apple Store on line, infatti, gli utenti italiani potranno trovare in alto alla pagina un link che si chiama “Comunicazione a tutela dei consumatori”.
Cliccando sul link si potrà leggere la delibera dell’AgCom relativa la decisione di multare la società per la poca trasparenza sulla garanzia. Peccato, però, che l’Apple Care riporti ancora l’informazione sbagliata. Apple invita ad aumentare il periodo di assistenza da 1 a 2 anni pagando una somma in più.
Si tratta del classico caso di burocrazia mal recepita di proposito. La società, infatti, ha effettuato un ricorso contro la delibera dell’AgCom e al momento non ritiene giusto avvertire i clienti che i 2 anni di garanzia sono dati di base anche nel suo piano di estensione.
Una società così ricca come Apple come gestisce la filantropia? Steve Jobs era molto riservato in quest’ambito, mentre Tim Cook ha attivato il programma ufficiale della società. Il programma prevede il raddoppio delle donazioni effettuate dai dipendenti di Apple fino ad un massimo di 10.000 $ annui per ogni dipendente.
A novembre la società aveva già coperto 1,3 milioni di dollari in beneficenza e attualmente, in base alle stime, dovrebbe essere intorno i 5 milioni di dollari. Per ampliare le possibilità di effettuare donazioni ora la società ha aperto anche ai dipendenti part-time.
Anche coloro lavorano a tempo parziale nella società possono donare e chiedere la medesima somma in beneficenza ad Apple. Sarebbe bello se, come fa Google, si attuasse anche una donazione di diversi milioni di dollari indipendentemente dalla generosità dei dipendenti.
[via macrumors]
Qual è la persona più innovatrice nella storia? Se lo si chiede a un ragazzo americano è indubbiamente Thomas Edison, inventore della lampadina. L’indagine è stata effettuata da Lemelson-MIT su un campione di 1.010 persone negli Stati Uniti.
Al secondo posto, con il 24% di segnalazioni, c’è Steve Jobs per il suo grande contributo nel settore dell’informatica, telefonia e musica. Al terzo posto c’è Alexander Bell, famoso per aver rubato l’idea del telefono all’italiano Meucci. Segue la ricercatrice Marie Curie e poi Mark Zuckerberg fondatore di Facebook.
E per voi chi è il più innovatore della storia?
[via digg]
C’è molta attesa per gli sviluppi futuri di Siri, l’assistente digitale al momento disponibile negli iPhone 4S. Mentre noi italiani attendiamo la localizzazione in italiano, promessa per quest’anno, Apple organizza le funzioni da aggiungere per uscire dalla fase beta.
Alcune di queste funzioni sono suggerite dalla community degli hacker che, dopo aver fatto cadere il muro necessario per sviluppare codice per Siri, ha aggiunto alcune idee ma solo sugli iPhone su cui è stato applicato il jailbreak
Tra le ultime idee ce n’è una interessante: Lingual. Sfruttando il traduttore di Bing, il motore di ricerca di Microsoft, Siri riesce anche a tradurre delle frasi dettate. Una funzione molto utile nel caso in cui si viaggi all’estero o semplicemente si voglia conoscere una frase in una lingua straniera.
Speriamo che Apple prenda spunto per aggiungere questa funzione nelle prossime versioni di Siri.
[via theverge]
Il rapporto di Apple con i suoi fornitori è sempre molto spinoso dal punto di vista dei dipendenti. Le aziende fornitrici hanno la propria forza lavoro che, diversamente da come qualcuno crede, non sono dipendenti di Apple. Così come Foxconn non è Apple e i dipendenti di Foxconn non sono di Apple. Anzi, Foxconn lavora anche per Sony, Nokia, Microsoft e tanti altri marchi.
Apple, però, a differenza degli altri marchi, ha un codice di condotta molto rigido con un regolamento gestito da un apposito team e, a differenza di tutte le altre società di elettronica, è anche iscritta alla FLA (Fair Labor Association) che può condurre controlli in piena autonomia.
Ciò nonostante arriva un’accusa grave direttamente da Foxconn in cui un manager di Apple, che non si identifica, ha dichiarato al New York Times che la società era al corrente degli abusi sui diritti dei lavoratori ma ha taciuto perchè, cità, “tutto funzionava bene così com’era. Perchè se non si lavora duramente è duro trovare lavoro fuori“.
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