Mac App Store: i commenti degli sviluppatori

Tra circa 3 mesi sarà disponibile il Mac App Store, il negozio in cui Apple e gli sviluppatori venderanno applicazioni per Mac. Il sistema è molto efficace perchè consente agli sviluppatori di mostrarsi in una vetrina molto visitata e agli utenti di comprare le applicazioni e aggiornarle con un click.

Ma cosa ne pensano gli sviluppatori di questo sistema? Cult of Mac ne ha interrogati alcuni. Rich Siegel di Bare Bones Software lo ritiene una grande opportunità a cui parteciperà sicuramente. James Thomson di PCalc non si ritiene sorpreso. Attendeva questa mossa già da alcuni anni. Mostra un po’ di preoccupazione, però, per il sistema di approvazione, anche se è convinto che molti utenti compreranno software solo dal Mac App Store. Per quanto riguarda il 30% di commissioni ad Apple ritiene che sia una percentuale equa.

Anche a Rory Prior di Thinkmac Software suscita preoccupazione il processo di approvazione delle applicazioni, anche se confessa che le app di iOS formano la maggior parte dei suoi guadagni. Manton Reece di Tweet Library vorrebbe per lo store la possibilità di vendere demo, rispondere alle recensioni degli utenti e poter generare codici sconto. Keith Blount di Scrivener ha dichiarato che il primo impatto alla notizia non è stato positivo. Temeva una piattaforma chiusa per software per Mac, ma poi riflettendo ha cambiato opinione e si ritiene entusiasta di questa possibilità.

  • Marco

    beh devo dire che riguardo il dubbio sulla presenza delle versioni demo mi pare non vi siano grossi problemi.
    Anche su ipod/iphone/ipad esistono per molte apps le rispettive versioni FREE di prova, lo stesso avverrà per Mac.
    È un sistema già ben collaudato, con collegamento diretto dall’app al link per acquistare la versione completa, per cui ritengo che lo stesso sistema verrà mantenuto per questo store

  • sirus

    L’idea di un AppStore per Mac in se non è male; la possibilità di avere un sistema centralizzato per gestire gli aggiornamenti delle applicazioni, l’acquisto, ecc… non è sbagliato.
    Quello che mi preoccupa è proprio il processo di approvazione che a quanto pare scarterà a priori tutte quelle applicazioni che non fanno uso del framework che Apple propone per lo sviluppo delle applicazioni per Mac (Cocoa). Secondo me questa è una restrizione troppo grossa.

  • Quinto

    Quello che vedo è una Apple sempre più orientata ai gadget, cioè computer più o meno grandi (iPhone, iPod, MBA, Lion, Mac App Store, iTunes, App Store, iBook Store) fatti per intrattenerci nel mondo digitale (basta vedere le app distribuite nell’App Store per immaginare che il Mac App Store venderà un sacco di micro software) e sempre meno orientati ai computer per fare cose che traformano il mondo. Una pazzesca corsa alla perdita di tempo, mentre il mondo intorno a noi un po’ va a rotoli. La Apple di oggi mi ricorda i festini decadenti alla fine dell’impero romano.

  • Zabov

    Il modello App Store si è dimostrato vincente per iPod, iPhone e iPad per la loro natura di piattaforme multimediali spiccatamente orientate all’intrattenimento mobile; quindi piccole applicazioni spiritose, gadgets multimediali e giochi hanno spopolato creando enormi volumi di affari attorno a prodotti tutto sommato scarni di contenuti, dove l’importante era ( ed è) intrattenere per qualche minuto l’utente.
    Non credo che tali applicazioni possano avere lo stesso successo su un vero computer dove l’utente non cerca lo sfizio della applicazione da far vedere ad amici ma programmi più seri, completi e soddisfacenti. Secondo me quindi il Mac store dopo poco veicolerà la vendita di pezzi di software di un certo livello, senza tutte quelle amenità tipo perirono, l’arrotino, ecc. Questo certamente ridurrà la quantità di software in circolazione e quindi il guadagno di Apple. Certo che converrà acquistare ad esempio Photoshop o Numbers tramite lo store, in quanto a fronte di un risparmio nelle spese di distribuzione si spera in un prezzo ridotto. Scordatevi peró tutte le piccole applicazioni come paper toss o angry bird che rappresentano una grossa fetta del App store.
    Insomma funzionerà ma non sarà Un successo come gli store attuali.