Articoli nella categoria Approfondimenti

Perchè Apple continua ad usare iTunes Card di plastica?

kiro
9 set 2011

Apple si ritiene un’azienda volta alla protezione della natura. Ha eliminato quasi tutto il PVC dai suoi prodotti, i materiali infiammabili, ha ridotto il packaging per consumare meno carburante durante il trasporto, ha fatto a meno di materiali inquinanti come il mercurio, ma continua a produrre iTunes Card di plastica.

Le iTunes Card, chiamate anche Apple Gift Card, sono carta prepagate con cui si possono comprare brani musicali, video e applicazioni nel Mac App Store e nell’App Store. Sono comode per fare regali o per evitare di utilizzare la carta di credito. Ricordano le carte prepagate per la nostra telefonia mobile.

Mentre noi ce ne siamo quasi sbarazzati del tutto attivando ricariche virtuali da bancomat, ricevitori installati presso le ricevitorie ed on line, Apple continua ad usare tonnellate di plastica per produrre, stampare e spedire un supporto del tutto inutile. La società possiede numerosi strumenti elettronici e on line che potrebbero permettere di acquistare le ricariche via email o presso le ricevitorie Sisal, con cui tra l’altro hanno già un accordo per la vendita di carte fisiche.

Perchè Apple continua ad usare un sistema antiquato e altamente inquinante?

Google+ bello ma non balla

kiro
30 giu 2011

Facebook è il social network. Copre oltre 500 milioni di persone ed è usato ormai come un enorme elenco dei contatti interattivo che, oltre a fornire la possibilità di chat e messaggi, permette di conoscere qualcosa in più sui contatti, vederne le foto, i video, i pensieri, giocarci e molto altro. E’ un elenco telefonico del nuovo secolo, è gratis e funziona.

Il peccato di Facebook, però, è il fatto che è valutata sulla carta per oltre 100 miliardi di dollari e a colossi come Google, che in pratica hanno fatto la rete, questa cosa proprio non va giù. Così ecco tentativi di mettere in ombra Facebook: prima con Wave e poi con Buzz. Sono nomi che vi ricordano dei social network? Probabilmente no perchè hanno fallito il loro compito.

Ora Big G ci riprova, quasi come il saggio Edison che provò 100 volte prima di costruire una lampadina che funzionasse. Solo che Google+, la nuova creatura, è il tentativo numero 3 e non è per niente geniale come una lampadina. E’ basato su tre pilastri: liste di contatti (Circles), videochat di gruppo (Hangouts) e Feed RSS messi così a casaccio (Sparks). Sono tre elementi che uniti tra di loro danno un bel nulla.

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Paul Hochman: se Apple non si aprirà all’esterno si estinguerà

kiro
28 giu 2011

Per Paul Hochman, giornalista ed esperto di tecnologia, non ci sono dubbi: Apple è troppo ricca per sopravvivere. Forse rifacendosi alle grandezze dell’Impero Romano, al colosso Rockfeller e a qualsiasi altro impero cresciuto fino alle dimensioni più grandi, tutti hanno conosciuto una curva discendente dopo il loro massimo splendore.

Ma la società ha raggiunto il massimo del suo splendore? Questo Hochman non lo sa, ma sa che con oltre 60 miliardi di dollari in denaro sonante, vale a dire un sesto di tutto il suo valore in Borsa, la società rischia di dirigersi verso un mare di guai.

Per il giornalista la cura è l’apertura. Permettere ad altre società di attingere alle sue tecnologie, ampliare gli accordi commerciali, permettere ai linguaggi open di ampliare la sua diffusione. Tutti elementi ben lontani dallo spirito elitario di Apple.

E’ anche vero che se da un lato un’apertura totale porterebbe si a una diffusione con i relativi benefici per tutti, e non solo per chi può permettersi i suoi prodotti, assisteremmo anche alla chiusura dei flussi di denaro verso la società. Voi cosa ne pensate?

Azioni che scendono e manager che vanno, cosa accade in Apple?

kiro
27 giu 2011

Avvengono dei strani fenomeni in Apple, fenomeni che potrebbero essere solo degli effetti casuali o i sintomi di qualcosa più grande. Negli ultimi mesi, infatti, assistiamo al cambiamento di due fattori: il calo delle azioni in Borsa e l’uscita di nomi eccellenti dal team della società.

Il titolo Apple, dopo una crescita pressocchè costante, ha perso circa il 10% del suo valore negli ultimi 4 mesi. Attualmente ha un valore di 326,35 $ ad azione contro i 363 $ toccati a febbraio. In questi mesi abbiamo assistito al rallentamento del rilascio dei prodotti. La società ha presentato i rinnovi delle sue stelle, come l’iPad 2 e iOS 5, con settimane di ritardo. Questo potrebbe essere un campanello di allarme causato dall’allontanamento momentaneo di Steve Jobs alla guida della società per alcuni problemi di salute. La mancata presenza della figura storica nei corridoi del campus potrebbe aver causato lo slittamento della tabella di marcia di qualche mese compreso l’iPhone 5. Negli anni precedenti, infatti, il telefono che genera oltre il 50% del fatturato della società era stato presentato a giugno con vendita a luglio, ma quest’anno giugno è passato e del prossimo iPhone neanche l’ombra.

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Il rumorware, quando l’indiscrezione vi prende in giro

kiro
15 giu 2011

La parola rumorware non esiste, probabilmente me la sono inventata adesso, indica i rumors contenente solo vapore, vale a dire il nulla. Nei blog sul mondo Apple vi capiterà spesso di incontrare del rumorware, fortunatamente il fenomeno è quasi inesistente su questo blog. Controllare in prima persona il flusso di notizie giornaliero mi permette di filtrare le vere notizie da quelle false.

Troverete del rumorware a cadenza periodica. Attualmente i più gettonati sono quelli relativi a un leggendario iPhone Nano e i relativi rumors sul rilascio di un iPad e di un iPhone a Natale. Sono al 99,99% fandonie, ma la maggior parte dei blog sul mondo Apple in Italia le riprende sempre. Come mai?

E’ semplice: devono riempire la pagina di qualcosa altrimenti perdono visitatori. Alcuni blogger sono pagati anche ad articolo, quindi piuttosto che perdere il denaro su quella notizia preferiscono parlarne, anche se i più esperti sanno che si tratta solo di vapore.

Da una mia veloce ricerca in Google ho trovato le stesse notizie farlocche pubblicate periodicamente durante gli anni. La più recente è quella relativa a un iPad a Natale. Vi invito a fare attenzione a chi vi propina queste notizie prendendovi palesemente in giro. Apple ha delle cadenze quasi fisse: Mac aggiornati ogni 6 mesi, iPod verso ottobre/novembre, iPad verso marzo/aprile e iPhone venduti tra luglio/settembre. Perchè queste cadenze quasi fisse? Se fate caso ogni cadenza copre un trimestre. E’ quel trimestre in cui la società deve vendere per poi portare i bilanci in positivo. Quindi se presenta un iPod a novembre e un iPad a Natale, di certo avrà il quarto trimestre con un bel fatturato, ma avrà un primo trimestre dell’anno successivo con vendite basse. Se le vendite saranno basse calerà la fiducia negli azionisti e chi giocherà al ribasso, vale a dire chi guadagnerà sulla caduta di Apple, ne guadagnerà moltissimo.

Ma Apple non vuole cadere. Quindi ecco la presentazione scandita dai trimestri. Ora che sapete come funziona il sistema vi invito a prendere le distanze dai blog che tentano di riempire le pagine con il rumorware. Loro riempiono le pagine, ma mi auguro che la vostra mente si alimenti di materia molto più preziosa del vapore.

Quando Apple pecca di incoerenza

kiro
9 giu 2011

Apple non è una società perfetta. Lo è in gran parte della sua gestione, ma essendo una società fatta principalmente da persone, su cui Steve Jobs investe gran parte del suo tempo, molte volte mostra il suo lato umano, compreso i difetti tipici dell’uomo. Difetti come l’incoerenza.

La società qualche tempo fa, infatti, rifiuto a TapTapTap una versione di Camera+, precisamente la versione 1.3, dopo l’introduzione dello scatto delle foto effettuabile con il tasto del volume. Una scelta giustificata col fatto che gli utenti avrebbero fatto confusione con gli utilizzi dei tasti. Una scelta che costò mesi di ban a TapTapTap con conseguente danno economico.

Nell’ultimo WWDC, però, Apple ha introdotto lo scatto con il volume con iOS 5. La stessa funzione proposta da TapTapTap considerata “fuorviante” per l’utente. Phil Ryu, uno degli sviluppatori del team, durante la presentazione ha dichiaratoCavolo, lo scatto con il volume, vi state prendendo gioco di me?“.

Un altro aspetto dell’incoerenza della società è l’eterna lotta al jailbreak e al successivo approvvigionamento di idee dal cydia store, dove gli sviluppatori possono modificare il firmware di iOS per apportare elementi potenzianti del dispositivo. Tanto per fare un esempio basta vedere la somiglianza tra l’attuale Notification Center e Intelliscreen disponibile su Cydia.

Alcune considerazioni sul Keynote di giugno di Steve Jobs

kiro
7 giu 2011

Un Keynote tecnico come da tradizione per il WWDC, l’evento che Apple dedica agli sviluppatori. Un pubblico pagante che a fronte dell’enorme cifra sborsata, circa 1.600 $ per accedere anche ai seminari, intende comprendere senza fronzoli quali saranno le novità in grado di migliorare il loro business nell’App Store.

Un Keynote che, stranamente, non ha visto salire sul palco nessuna grande software house per mostrare in che modo iOS 5 e l’SDK possa migliorare le nuove applicazioni. Segno del poco tempo a disposizione di Apple per mostrare tutte le novità. La conferenza, infatti, è durata circa 2 ore per presentare tre novità: Lion, iOS 5 e iCloud.

Tre è anche il numero scelto molte volte da Apple nei Keynote precedenti, come spiega anche il libro Essere Steve Jobs di Carmine Gallo, dove vengono spiegati tutti i dettagli delle presentazioni di Apple. Informazioni riprese perfettamente anche in questa edizione, con slide semplici da consultare e relatori molto preparati. Segno delle settimane in cui si sono allenati per raccontare il prossimo passo dell’azienda.

Sul palco si è visto un energico, seppur ancora magro, Steve Jobs che dei 118 minuti dell’evento ne ha occupati 36, vale a dire il 30% del totale. Il restante 2/3 è stato gestito dai suoi top manager, meno impacciati dei Keynote precedenti e più esperti dello stesso Steve Jobs, essendo stati i fautori materiali delle novità presentate.

Il CEO di Apple resta una colonna fondamentale di questo tipo di eventi e utilizza, come da tradizione da un decennio, ancora la “i” per caratterizzare i suoi prodotti, come l’ultimissimo iCloud. Speriamo che per il prossimo evento, di sicuro meno tecnico, Steve Jobs torni a divertirsi e ad entusiasmarsi sul palco con la tipica espressione del bambino nel negozio delle torte.