Con una mossa non prevista per il MacWorld di San Francisco, Apple ha messo in commercio un nuovo modello di AirPort Extreme.
Sparisce la forme a piramide a favore di un’altra che assomiglia un pò al Mac Mini e all’AppleTv. La verà novità per questo dispositivo, comunque, è il supporto al protocollo Wi-Fi IEEE 802.11n che promette una velocità, secondo le stime della società, fino a 5 volte superiore al modello precedente.
Una volta attivata la base è possibile collegare fino a 50 computer contemporaneamente. E’ stata aggiunta anche una nuova funzione, l’AirPort Disk, cioè la possibilità di collegare un hard disk esterno via USB e condividerne i documenti tra tutti i collegati alla base.
Con AirPort Extreme è possibile anche condividere altri dispositivi come le stampanti, inoltre è compatibile con AppleTV.
Sarà disponibile da febbraio e il prezzo è di 179,00 euro con spese di spedizione gratuite.
Annunciato con il nome di iTV nel settembre 2006, l’AppleTv ritorna in pompa magna durante il Keynote di gennaio.
Si presenta come una piccola scatola. Il suo obiettivo è spostare la multimedialità del computer alla Tv di casa. Funziona sia con i Pc e sia con i Mac grazie alla gestione tramite iTunes. Attraverso AppleTv potrete mandare sullo schermo film, video, podcast, musica, foto, trailer e altro tramite la connessione a banda larga via Wi-Fi (802.11b/g/n) e via cavo.
Lo streming è possibile tra la tv e ben 5 computer collegati nella vostra casa. I video possono essere archiviati all’interno dell’hard disk da 40 Gb. Con iTunes è possibile sincronizzare il dispositivo in automatico in modo da avere gli stessi contenuti che possedete nel Pc.
L’interfaccia assomiglia molto a quella fornita da Front Row, infatti è possibile utilizzare il medesimo telecomando del Mac, in ogni modo ne troverete uno nella confezione.
Funziona con tutte le Tv widescreen di ultima generazione con formato 1080i, 720p, 576p(formato PAL) e 480p.
AppleTv sarà disponibile da febbraio di quest’anno al prezzo di 299,00 euro (trasporto gratuito).
Per info visitate il sito www.apple.it
Pubblichiamo volentieri il contributo dello sviluppatore e utente del forum di Italiamac.it Jackoverfull, in cui si spiega come Apple riesce a risolvere i problemi della tecnologia ZFS per l file system.
“Preambolo
Come i più informati ormai sapranno bene, nella ultima Developer Preview di Leopard ha fatto timidamente la sua comparsa un nuovo file system: lo ZFS.
Questo file system, originalmente sviluppato da Sun, offrirà numerosi vantaggi rispetto al “vecchio” HFS+ ma ha tutt’ora un problema, problema che ne impedisce peraltro l’utilizzo serio in Linux: non è avviabile direttamente.
Apple, secondo alcuni, avrebbe risolto aggiornando il firmware di alcuni Mac, magari lasciando quelli più vecchi nella impossibilità di utilizzare tale fs come disco principale, ma, in effetti, sembrava strana come cosa…
Il caso Leopard
Qualche settimana fa, in occasione dell’uscita di tale Developer Preview, l’ho istallata sul mio iBook. Tutto ok, funzionava. Il giorno dopo, al MacRaduno, ho tentato di avviarla, niente, si bloccava all’avvio. Mistero…
L’ho reinstallata, niente, continuava a bloccarsi…
Così ho temporaneamente sospeso i test, temendo che tale dp mi avesse “corrotto” l’hard disk, ripromettendomi di ritentare con la successiva, che dovrebbe arrivare il 9…
Ieri sera ero su Linux e ho collegato l’hd esterno. Quello che ho trovato è quantomeno interessante: l’installer di Leopard mi aveva creato una partizione HFS+, di tipo “Apple_Boot” (ovvero un modo come un altro per non farla visualizzare dal Finder… ), con nome “Boot OSX” e con su un sistema minimo (il kernel, il bootloader, un file per passare al kernel la reale partizione di boot e poco più ).
La deduzione
Ho cancellato tali file e ho reinstallato Leopard, senza lasciargli riformattare. Tutto ok, funziona di nuovo. Il tipo di partizione è stata rinominata in un generico “Apple_Free” ed essa non è più stata toccata dall’installer…
Solo stamattina ho capito veramente il senso di ciò che è accaduto: in futuro, per avviare ZFS, Apple utilizzerà una tecnica già molto usata in ambito Linux (sui pc) e che ha già una volta utilizzato in passato (per permettere alla bios del prototipo di Mac-Intel di avviare Os X): la classica partizione di boot. Tutto qui. Il che significa, inoltre, che ZFS dovrebbe essere avviabile anche sui “vecchi” PPC e che non sarà necessario nessun aggiornamento firmware per farlo.
Tra i vantaggi di questa tecnologia ci saranno:
Si conclude la serie di approfondimenti sullo scorso Keynote del 12 settembre. La ciliegina sulla torta è rappresentata dal nuovo modello di iPod Video di 5° generazione. Purtroppo non è un modello ridisegnato con widescreen e schermo sensibile al tocco (almeno per ora), ma un modello che vede incrementare la luminosità del proprio schermo del 60% e la batteria del 45% passando da 4 ore di riproduzione video a 6,5.
La grande novità è rappresentata, però, dalla possibilità di installare nuovi giochi oltre a quelli disponibili di default. E’ possibile acquistarli all’interno dell’iTunes Store al prezzo di 4,99 euro ciascuno. Chi li ha provati afferma di aver notato una grafica e un audio molto curati.
I tagli disponibili ora sono da 30 Gb al prezzo di 289,00 euro e l’altro da 80 Gb al prezzo di 399,00. Quindi ancora più convenienti dei modelli precedenti. Basti pensare che nel modello da 80 Gb, che non ha causato un aumento anche delle dimensioni del player, possono essere archiviate 20.000 brani, più di 25.000 foto o oltre 100 ore di video.
Ad aiutare nella ricerca tra una libreria così vasta ci pensa il nuovo motore di ricerca interno che assomiglia molto a Spotlight di Tiger. E’ possibile, infatti, trovare il titolo di una canzone, un autore o un album semplicemente digitandone i nomi della barra di ricerca tramite una tastiera virtuale che appare sullo schermo.
Per ulteriori informazioni visitate il sito Apple.
Presentato nel corso del Keynote del 12 settembre, l’iPod Nano è rinato, nella seconda generazione, in un’anima di alluminio anodizzato per combattere il nemico numero uno della sua prima edizione: i graffi.
A prima vista sembra un iPod Mini in miniatura per via del ritorno dei colori: alluminio, rosa, verde, blu e nero. Anche se non è stata aggiunta la funzione video (con uno schermo così piccolo sarebbe stata poco apprezzata) il display ha guadagnato il 40% della luminosità rispetto il modello precedente e la batteria è stata incrementata, per la gioia dei viaggiatori, del 75% permettendo di raggiungere le 24 ore di autonomia.
Grazie ai progressi delle memorie Nand, ora i tagli sono quasi tutti raddoppiati. Ora abbiamo:
La nuova confezione è stata ridotta del 52%, mostrando a prima vista l’iPod in tutta la sua bellezza. All’interno troviamo, oltre al Nano, un paio di cuffiette dal nuovo design, libretto di istruzioni, cavo usb e adattatore per il dock. Purtroppo non è più incluso il cd con iTunes, quindi chi lo compra dovrà collegarsi ad internet e scaricarlo o farlo fare ad un amico. Sono sparite anche le mele adesive che Apple regalava.
Anche se non sono previsti, almeno per ora, sconti per gli studenti, Apple continua ad offrire trasporto ed incisione laser gratuita.
Per ulteriori informazioni collegati al sito Apple.
Per osservare la nuova pubblicità dell’iPod Nano con il nuovo effetto neon clicca qui, se invece vuoi osservare l’iPod Nano dall’interno leggi la recensione di Engadget.

Anche se avevamo già parlato dell’introduzione del nuovo modello di cuffiette per iPod durante la cronaca del Keynote “It’s Showtime”, ci siamo sentiti in dovere di dedicare un articolo a un oggetto che è diventato un chiaro segno di riconoscimento per il player Apple e per il quale ci sono persone che hanno perso la vita.
La caratteristica principale che balza all’occhio è il nuovo design arrotondato, che dona una linea sinuosa e piacevole. L’obbiettivo principale che ha dovuto raggiungere è il confort e l’adattabilità ad ogni grandezza di orecchio. I colori restano gli stessi del modello precedente: cuffie bianche e bordi grigio.
Tra i dati tecnici leggiamo una risposta in frequenza da 20Hz a 20.000Hz e l’impedenza di 32 ohm. Chi le ha provate afferma di udire un suono più chiaro rispetto a quello udibile dalle vecchie cuffiette.
Saranno incluse in ogni iPod venduto dal 12 settembre.
Continuano gli approfondimenti sui prodotti del Keynote “It’s Showtime”. Ora è il turno dell’iPod che mi sta più a cuore in questo momento, l’iPod Shuffle.
Tanto si è detto sulle novità degli altri modelli di iPod, ma di pareri concordanti ne ho raccolti solo per lo Shuffle di seconda generazione, perchè? Perchè è veramente piccolo, ancora più piccolo della scatola di chewing-gum della prima generazione, ora si è arrivati a una scatola di cerini.
Simile a Radio Remote (che ho anche posseduto), in soli 15 grammi racchiude una memoria di 1 Gb, capace di contenere circa 240 brani per ore e ore di musica. Lo Shuffle è completamente rivestito di alluminio anodizzato per evitare i graffi e per essere resistente agli urti.
Tutti gli sportivi che conosco ne vogliono uno, sembra disegnato apposta per la palestra. Con il mio modello di prima generazione, perito per lo sfilamento della porta USB, avevo il problema dei continui saltelli che continuava a fare durante la corsa. Ora non solo non si appende più al collo, ma con la clip posso comodamente fissarlo al pantalone o alla giacca. Il clip, poi, è anche personalizzabile con una frase da max 38 caratteri che sarà incisa al laser.
Per ricaricarlo e sincronizzarlo al computer si usa un minuscolo dock incluso nella confezione.
Il prezzo è di 79,00 euro senza incisione laser e 78,56 euro con l’incisione laser, che diventano 73,12 euro senza incisione e 71,92 con incisione con lo sconto educational. Come avrete notato, l’incisione laser non solo è gratuita, ma fa anche calare il prezzo di qualche centesimo, come mai? In effetti questo fenomeno si riscontra solo nel modello Shuffle. Anche se la causa non è ancora chiara, credo personalmente che serva a scoraggiare il mercato dell’usato.
Ecco un filmato dell’iPod Shuffle mentre è utilizzato da un addetto Apple.
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