Articoli nella categoria Approfondimenti

Apple e la paura dell’effetto Osborne

kiro
21 lug 2010

Quando fu lanciato nel 1981, l’Osborne ebbe un grande successo. Era il primo computer portatile della storia. Grande quanto una macchina per cucire, pesava 10,7 KG e costava 1.795 $ dell’epoca.

In poco tempo l’Osborne fu venduto per 10.000 unità al mese e generò entrate totali per 250 milioni di dollari. Peccato che la società fallì nel 1983, appena 2 anni dopo. Cosa accadde?

Si generò quello che fu chiamato “effetto Osborne”. In pratica nel pieno delle vendite la società annunciò l’arrivo di un nuovo modello: l’Executive OCC-2. Da quel momento le vendite dell’Osborne crollarono perchè i potenziali clienti preferivano attendere il nuovo modello. In questo circolo di annunci le vendite di congelarono fino a far fallire l’azienda.

Un effetto che Apple combatte sin dai suoi esordi. Il sistema di massima segretezza, spesso aiutato dalla circolazione controllata di indiscrezioni, serve ad evitare di frenare le vendite. Abbiamo parlato spesso dei consigli sull’acquistare i prodotti Apple che più siano conformi alle proprie esigenze, ma spesso assistiamo alle lamentele dei clienti che assistono al lancio di prodotti aggiornati il giorno seguente l’acquisto.

In questi mesi abbiamo imparato i tempi di rilascio dei nuovi prodotti, ad esempio settembre/ottobre per gli iPod, aprile/maggio per gli iPad e giugno/luglio per gli iPhone. La società ragiona per trimestri perchè ogni trimestre deve registrare un picco di vendite. Picchi che solo i nuovi prodotti possono generare.

Come ha fatto Apple a superare Microsoft e Google in Borsa

kiro
13 lug 2010

Qualche settimana fa, come saprete, Apple ha superato Microsoft come capitalizzazione in Borsa. Come è stato possibile? Uno studio effettuato dai consulenti di FaberNovel ha portato a delle conclusioni. Il segreto sarebbe l’ecosistema generato dal Mac come unità centrale della struttura, software creato direttamente sull’hardware e i dispositivi mobili usati durante le varie fasi della giornata.

Come collante di tutto questo c’è iTunes che genera solo l’11% del fatturato ma resta un punto di riferimento per i 150 milioni di account attivi. La semplicità e l’esperienza utente sono le colonne portanti. Mentre le altre società asseblano e distribuiscono i prodotti lasciando ai clienti la libertà di usarli come meglio credono, Apple crea una sorta di percorso verso l’utilizzo migliore, per semplificare l’accesso alle operazioni e al risultato ottenuto.

Il segreto, quindi, è un’integrazione verticale di tutta l’esperienza utente, dall’acquisto fino all’uso del dispositivo. Il futuro, secondo FaverNovel, è lo sviluppo di MobileMe per portare tutto questo anche sul web.

[via slideshare]

Apple sta perdendo la sua magia?

kiro
6 lug 2010

Nella scala di Maslow in cima alla piramide c’è l’autorealizzazione. Essere riconosciuti da tutti per i propri valori e le proprie capacità. Una volta Steve Jobs disse: “Essere l’uomo più ricco al cimitero non mi interessa… Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso… quello mi interessa“. Lui che in quel cimitero ci stava per entrare due volte, la prima per un tumore al pancreas e la seconda con una disfunzione del fegato, dovrebbe ricordarlo molto bene.

Negli ultimi mesi, però, si ha la sensazione che zio Steve voglia essere anche l’uomo più ricco del cimitero. Il lavoro di un manager è molto arduo. Si guadagnano tanti soldi se li lasci guadagnare a chi ti affida le redini dell’azienda e la società, come colonna portante, ha la produzione di utili. Non ci sarà mai al mondo una società che dichiarerà di aver raggiunto una soglia ideale di guadagni. Per definizione al termine dell’anno fiscale su quei bilanci dovrà esserci un segno “+” per molte voci per identificare una crescita. Tendenza che è collegata alle capacità del manager. Un’azienda che non cresce è governata da incompetenti.

Lui che si è formato tutto da solo, senza neanche finire gli studi, riesce a crescere a doppia cifra ogni trimestre. Ma è questo il destino di Apple? Crescere all’infinito? Negli ultimi mesi sembra che la magia sia finita. La società di nicchia con la filosofia del Think Different sembra aver fatto posto alla mega multinazionale dei dispositivi mobili. Tra azioni dell’Unione Europea per accertare distorsioni del mercato, problemi di gioventù dei suoi prodotti, strane vie di comunicazione, sistemi operativi buggati e attacchi dagli hacker, ci si chiede dove sia finita la vecchia Apple. Speriamo di vedere presto la fenice risorgere dalle prime ceneri.

Dada Play.me, come non lanciare un’applicazione per iPhone

kiro
19 giu 2010

C’era grande attesa per Play.me, il nuovo servizio di streaming musicale di Dada, una delle realtà italiane più famose in Europa. Così dopo tutta questa attesa mi sono fiondato a provare il loro servizio. Bhè in realtà non l’ho fatto. Si dice che bisogna fare di tutto per lanciare la propria applicazione nell’App Store per farla entrare nella Top 100 entro la prima settimana, altrimenti metà del successo è già andato in fumo. Play.me non è nella Top 100 e vi spiego i motivi.

Il progetto è bello ma è stato organizzato male. Al lancio dell’applicazione viene chiesto di andare su Dada.it ed iscriversi. Molto male: l’utente non deve uscire dall’applicazione al primo avvio. Considerate quella fase come un privilegio, siete stati scelti e l’utente vi sta dando un’occasione e voi la prima cosa che dite è: andate via da un’altra parte?

Andando nel sito di Dada il pulsante “Registrati” non c’è. C’è Login e solo lì vi viene chiesto se volete registrarvi. E’ come dire: entra nella finestra così ti chiedo se vuoi che ti apra la porta. Molto male. Alla registrazione, inoltre, viene chiesto di indicare il proprio account Paypal o la carta di credito. No cari miei, io voglio prima usare il servizio gratis una settimana come dichiarate di offrire e solo dopo potrò convincermi a darvi i dati della mia carta di credito.

Riassumendo ci sono tantissimi ostacoli che fanno perdere l’utente lungo il percorso. Solo i più tenaci arrivano alla fine della procedura, vale a dire una frazione di chi voleva provare il servizio. Io mi sono fermato molto prima. Chi ci è riuscito ha scritto anche feedback negativi per l’usabilità e la grafica nell’App Store. Il progetto poteva essere organizzato molto meglio. Un’altra occasione persa.

Cosa ho imparato lavorando in un Apple Store

kiro
10 giu 2010

No purtroppo non ho lavorato io in un Apple Store, ma Philip Berne che ha raccontato la sua esperienza. Essendo già un insegnante, Philip ha lavorato 3 giorni a settimana in un Apple Store per divertimento. Gli andava di guardagnare qualche soldo parlando di Mac e come possiamo biasimarlo. Racconta la sua esperienza in Apple e dichiara da subito che la paga è stata buona e gli hanno anche regalato un iPod. Dalla sua esperienza ne ha tratto 4 lezioni.

Lezione 1
Compra l’estenzione della garanzia AppleCare se stai per comprare un portatile, fanne a meno se stai comprando un computer fisso. Secondo le sue statistiche, infatti, i portatili si rompono almeno una volta in 3 anni e se ciò accade dopo la scadenza della garanzia di 1 anno sono dolori per il portafogli.

Lezione 2
Lavorare in un Apple Store è un piacere. Il layout del negozio è perfetto: l’uso di materiali come legno e colori chiari dà la sensazione di lavorare in un luogo pulitissimo e la luce risalta maggiormente i colori. I prodotti visti in un Apple Store sembrano più belli perchè è come guardarli in uno spot Tv.

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Il Keynote di Steve Jobs, alcune impressioni

kiro
9 giu 2010

Il vecchio leone è tornato a ruggire. Lo Steve Jobs salito sul palco ricorda quello di un tempo, quando la sua malattia non era ancora sopraggiunta ad abbattere il suo spirito. Uno Steve dinamico, non avaro di frecciatine a Google e ad Adobe. L’aggiunta di Bing tra i motori di ricerca di Safari e Famrville per iPhone dimostrano che se Apple vuole può fare a meno delle persone che si sentono importanti.

Uno Steve che prende di petto le difficoltà. Scherza sul suo telefono già visto da settimane per via di un prototipo perso in un bar. Chiede al pubblico di spegnere i computer quando la connessione WiFi vacilla, spinge a vedere ciò che lui vede nei suoi prodotti, sperando di ricevere abbastanza applausi.

Un Keynote abbastanza avvincente nonostante le novità si conoscevano già da un po’. Nonostante le nuove tecnologie inserite nell’iPhone si erano già viste presso la concorrenza ma gestite in maniera diversa. Questa volta è stato lui magical. Una magia che porta ancora una volta a parlare solo e sempre di Apple nel settore tecnologico, con tanta rassegnazione da parte dei concorrenti che non riescono ad imitarlo. Bravo Steve.

iPhone 4, la rivoluzione video è arrivata

kiro
7 giu 2010

iPhone 4

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iPhone 4

Dopo 18 mesi di sviluppo, Apple ha finalmente lanciato il vero iPhone. Intendo “vero” poichè adesso è la versione che mi aspettavo di vedere sin dall’inizio. Chiamato iPhone 4, vede un case completamente nuovo che, purtroppo per la società, era circolato in rete già qualche settimana fa decretando il pieno fallimento del sistema di segretezza.

Il case è di alluminosilicato, una nuova lega 30 volte più dura della plastica ma altamente riciclabile. Uno strato oleofobico, inoltre, permette la pulizia totale in pochi attimi e una cornice di acciaio inossidabile, costruita per far passare meglio il segnale del telefono, è 5 volte più forte del normale acciaio. Volendo è possibile usare anche delle cover colorate, chiamate Bumper, per personalizzare il proprio dispositivo. Uno degli elementi più rivoluzionari è il display chiamato Retina. Inserito del case di 9,3 mm, è ampio 3,5″ e ha una risoluzione di 960 x 640 pixel con una densità di 336 ppi. Una qualità altissima, pari al 78% in più di un iPad. Grazie anche alla tecnologia IPS, distingere un testo stampato da uno visualizzato per iPhone sarà quasi impossibile.

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