Quando si sceglie un nome per un servizio bisogna fare attenzione a due fattori: 1) che non sia sinonimo di cose negative nelle varie lingue dei mercati serviti; 2) che non appartena già a qualcun’altro. FaceTime, per esempio, è stato utilizzato da una società di vendita di servizi alle aziende.
Invece di trovare una soluzione in tribunale, visto che FaceTime è anche il nome del servizio di videochat di Apple, Cupertino ha stretto un accordo economico con la società che lo possedeva comprandone i diritti. Ora FaceTime (azienda) si chiama Actiance e ad Apple sono andati i diritti di sfruttamento del marchio più il dominio Facetime.com.
[via TUAW]
Inizio questo terzo appuntamento, che segue l’introduzione e i consigli sugli strumenti, rigraziando tutti coloro mi hanno scritto per ringraziarmi per i consigli delle ultime settimane. Invito anche a coloro mi hanno sottoposto domande via email di scrivere tutto nei commenti, in modo da condividere esperienze e consigli con gli altri. Ma veniamo al secondo consiglio per creare un blog di successo: la grafica.
Molti credono che l’aspetto grafico di un blog sia secondario, che possa essere migliorato in seguito, magari con il passare degli anni. Niente di più sbagliato. Una buona grafica è essenziale, ancora prima dei contenuti. Suonerà strano, lo so, ma nessun cioccolattino, quanto buono sia, è stato mai venduto senza la giusta confezione. La grafica richiede ore e ore di progettazione, modifiche, test e anche copie quando serve. Anzi, vi suggerisco di trovare un tema per WordPress, se utilizzate questa piattaforma, scaricarlo e modificarlo finchè non sarà plasmato in base alle vostre preferenze.
Un tema grafico si basa essenzialmente di 4 parti: l’header, o testata, la colonna degli articoli, quella dei widget e il footer, o parte finale della pagina. L’header contiene il vostro logo e a volte spazi pubblicitari. E’ la prima cosa vista dagli utenti. Per la colonna degli articoli molti la posizionano al centro, anche se io ho preferito spostarla a sinistra. Non c’è una posizione sbagliata o giusta, dipende da come si incastra nel tema. La colonna degli articoli deve essere visibile ma non oscurare tutto il resto. Poi c’è quella dei widget, di solito sono due. Queste colonne, messe insieme, di solito raggiungono la grandezza della colonna degli articoli. Oltre a contenere informazioni varie, come visite, link, categorie, feed RSS e altro, contiene la pubblicità che sostiene tutto ciò che farete. Il footer, invece, è l’ultima cosa che vedranno i lettori. Molti blogger, infatti, tendono a non curare molto questa sezione per la scarsa visibilità di cui gode e io sono d’accordo con loro.
Ormai sono oltre 10 anni che Apple utilizza la lettera “i” anteponendola ai nomi dei suoi prodotti: iPod, iPhone, iPad, iBook e così via, sono alcuni esempi lampanti. La lettera “i” sta per internet ed evidenziava la facilità di connessione alla rete degli iBook, che, a differenza della concorrenza, richiedevano procedure abbastanza lunghe.
In questi anni sono molte le società che hanno imitato la “i” di Apple, sia nell’ambito hardware che software. Ma Apple può pretendere che sia usata come vuole? Secondo un giudice australiano, no. La società Wholesale Central, infatti, vende prodotti sotto il marchio DOPi che, se leggete al contrario, diventa iPod.
E’ stato questo il motivo che spinse Apple a fare causa alla piccola società di Sydney. Causa persa perchè il giudiche ha confermato che non c’è nessun motivo per pensare che i clienti facciano confusione tra i prodotti di Wholesale Central e quelli di Apple.
[via musicweek]
Dopo aver registrato il marchio TabletMac, Apple ha depositato anche gli estremi per la registrazione del marchio iPad. Probabilmente la società vuole depistare i rumors sul tablet per non permettere agli sciacalli di speculare sul marchio del dispositivo.
Ricordiamo che al lancio dell’iPhone la società sborsò 1 milione di dollari per acquistare il dominio iPhone.com da un imprenditore che lo registro nel 1998.
[via macrumors]
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