C’era una volta una società da 2 dipendenti che negli anni ’90 registrò due brevetti riguardanti il mondo della multimedialità. Questa società, con il passare degli anni, registrò altri brevetti, oggi sono circa una decina, senza investire grossi capitali o produrre beni destinati al mercato.

La società in questione si chiama Burst.com e, qualche mese fa, riuscì a spillare dalle casse di Microsoft 60 milioni di dollari in un accordo per l’utilizzo di alcuni brevetti. Come investire tutto quel denaro? Nella costruzione di infrastutture e ricerca per ingrandire la società? Non proprio, meglio investire in spese legali.

Così la Burst.com ha fatto causa alla Apple per 200 milioni di dollari poichè la Mela ha usato impropriamente alcuni brevetti, come quello che permette di scaricare velocemente un brano nell’iTunes Music Store. Steve Jobs sta tentando di far invalidare i brevetti, ma nel frattempo Burst.com ha tutte le intenzioni di arrivare al termine del processo e ha già dichiarato di non volere giungere ad accordi.

Speriamo che Apple ne esca a testa alta.

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