Possono 6 settimane di lavoro decidere la crescita o il declino di un’azienda? Forse si.

Alla Apple il ritmo è diventato frenetico, tutti alla ricerca di soluzioni per rilasciare il prima possibile delle nuove versioni di iPod. Il rilancio avuto con la presentazione dei modello Nano (che ha richiesto una versione da 1 Gb ad hoc) e di quello Video, sta rallentando. Serve urgentemente una nuova spinta, un nuovo modello e una campagna marketing che convinca che gli iPod attuali sono superati, obsoleti, uncool come direbbero gli inglesi, cioè fuori moda.

Bisogna difendere quel settore che riesce a trainare tutta la società. Secondo i dati dell’ultimo trimestre fiscale il fatturato degli iPod ammonta a 1,7 miliardi di dollari, contro gli 1,5 miliardi derivanti dalla vendita dei computer. Allora come fare?

Il primo passo è stato sbarazzarsi su due piedi del partner storico PortalPlayer. Non importa se i chip di questa società sono negli iPod che tanto hanno avuto successo, e neanche che l’80% del fatturato derivava proprio dalle commissioni di Apple. Gli affari sono affari. L’ha ribadito anche Steve Jobs quando ha lanciato Boot Camp infischiandosene delle promesse fatte durante il Keynote: “non faremo nulla per portare Windows nei nostri computer” diceva.

L’unico desiderio di Zio Steve è un nuovo player, magari con schermo touch screen e con la capacità di visualizzare al meglio i filmati venduti nell’iTunes Music Store. Tra le società papabili per effettuare l’operazione c’è la californiana Broadcom che ha il vantaggio di controllare direttamente un’altra azienda, la Alphamosaic, produttrice di chip per reti Wi-Fi e per trasmissione dati bluetooth, probabilmente capace di aiutare anche per il famigerato iPhone. Come dire, due piccioni con una fava.

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