Nel New Jersey i commessi At&T boicottano l’iPhone

stand At&T

Tutti i dipendenti At&T amano l’iPhone? A quanto pare no e qualcuno si comporta anche in maniera poco professionale. Come le persone incontrate dalla madre di un utente che si chiama Dennis, che ha cercato di comprare un iPhone 3G nel punto vendita del centro commerciale Moorestown del New Jersey. Quando la donna ha chiesto dell’assicurazione per iPhone il commesso ha iniziato a ridere, mostrando un plico di fogli con degli articoli in cui veniva dimostrato che un BlackBerry è meglio di un iPhone.

Così la donna ha chiamato il direttore che gli ha spiegato che era stato lui a spedire quegli articoli ai dipendenti, ma non lo aveva fatto con l’intento di farli mostrare al pubblico. Nelle pagine si leggono motivi come l’iPhone non ha la betteria removibile, non registra video, non ha il flash, non ha i comandi vocali, non ha una memoria espandibile, non manda gli mms e così via. Sono tutte cose che rispondono alla realtà, ma non è poco etico denigrare un prodotto se il cliente lo ha semplicemente richiesto?

[via Gizmodo]

  • Pio Alt

    Per una volta che il commesso non ha consigliato ciò che doveva pompare per politica aziendale… ovvero non il prodotto migliore ma quello che rende maggiore profitto al venditore… direi che si è comportato da uomo! e non da caporale.
    .
    Se poi dire le cose come stanno significa denigrare, allora viviamo dentro uno spot pubblicitario.
    [P.s.: io sarei uno di quelli che lo comprerebbe il pippone, con parecchi se e qualche ma 🙂 ]

  • Smuggler

    Si sono semplicemente limitate ad elencare alcune lacune dell’iPhone, magari in modo un po’ brusco ok, ma non vedo cosa ci sia di poco serio, anzi…

  • Bè ridere in faccia al cliente e dirgli che quello che sta per comprare fa schifo non è il massimo.

  • tristan0

    bè kiro … una persona va a comprare un prodotto da completamente ignorante, torna a casa e vede che ha molte funzioni inferiori rispetto al telefono che già ha da due anni ..

    a quel punto torna al negozio per cercare di cambiare l’acquisto

    il rivenditore gli dice che non può farlo perchè è stato attivato, ecc….

    la donna non acquisterà più in quella catena perchè considererà non professionali quei soggetti che invece si comportano seguendo la legge …

    Portare a conoscenza l’acquirente dei pro e dei contro di un prodotto è professionale, molto professionale

    è scorretto invece mentire o rimanere in silenzio con l’acquirente solo per vendere un prodotto.

    in questo caso la signora va ad acquistare, il commesso in tutta onestà gli parla di VERITA’ sul prodotto per CHIAREZZA non per svantaggiare un prodotto rispetto ad un altro …

    dai dai .. c’è sempre stata questa cosa, ora che si fa con un prodotto apple diventa scorretto? scorretto dire la verità?

    discorso da fanboy …

  • @Tristan0: esiste un bello strumento che si chiama diritto di recesso.

  • Trevis

    OK informare… ma il meccanismo dell’informazione diventa boicottaggio quando le affermazioni vengono sottolineate, fisicamente (atteggiamenti di sufficienza come ridere o scrollare le spalle…) o verbalmente, non al fine di chiarire le caratteristiche di un determinato prodotto ma con l’intento di evidenziarne solo i limiti, limiti che per altro ha qualunque prodotto in una propria misura.
    Quando ho risposto al consulente vodafone che ritenevo le tariffe poco adatte rispetto al prodotto iPhone, anche lui mi ha risposto che: “… si, in fondo è solo un bel giocattolino” e che: “… sul mercato c’è di meglio”. A quel punto però l’acquirente accorto capisce con chi ha a che fare. Informarsi per me vuol dire ascoltare più campane, non solo una pubblicità o un commesso dissidente… Essere acquirente è una responsabilità, finché noi scaricheremo questa responsabilità sui commessi o sulla pubblicità, gli iPhone continueranno a costare tre volte di più del loro prezzo.
    Io alla persona con cui ho parlato ho risposto che iPhone mi interessa per le sue qualità e non per i suoi difetti.

  • theLaw

    La verità fa male

  • Stella Bruno

    Ha fatto benissimo invece. La cliente avrebbe dovuto ringraziare. Poi se la donna era comunque intenzionata all’acquisto, lo avrebbe preso comunque.

  • Al

    non significa niente kiro, la chiarezza è sempre la prima cosa …

    e poi il recesso non si può esercitare sempre, come ben dici di sapere.

    pensa ad un regalo, oppure ad un soggetto che cerca una funzione solo dopo qualche giorno e non immediatamente …

    quindi la conoscenza mette al riparo tutti, non solo i più accorti.

    Poi c’è anche chi ti fa storie (è successo a me per una macchina fotografica acquistata su internet) e anche nel mio pieno diritto ho dovuto porre le mie buone ragioni per aver salvo il mio buon diritto (notizia avvenuta nei 7 giorni e risoluzione della controversia dopo 3MESI).

    quindi se si possono evitare eventuali problemi, sempre meglio mettere a conoscenza tutti.