I peccati della mela: i blog

adame28099s-appleSpesso si sente parlare di fanboy, termine senza senso, in riguardo gli utenti Apple, poichè si ritiene che ragionino per partito preso. Personalmente non mi ritengo tale, anche se la caparbietà di alcune persone di avere ragione sempre e comunque potrebbe sostenerlo. Quando c’è qualcosa che non va lo segnalo appena posso.

Lo segnalo come questa volta, poichè c’è qualcosa che non va. Mi riferisco alla comunicazione di Apple nei confronti dei suoi clienti, o fedeli adepti se vi piace. Secondo le ultime stime, infatti, molte società, soprattutto multinazionali, stanno potenziando l’utilizzo di internet per attivare canali comunicativi con i propri clienti. Social Networking, microblogging, Feed Rss, Wiki e molto altro sono il pane quotidiano, fortunatamente, per alcuni manager. Lo strumento più potente, però, è il Corporate Blogging, cioè il blog istituzionale con cui la società comunica con l’esterno.

Una società che è stata tra le pioniere della rete, ricordiamo che la prima pagina web girava su un computer NeXT costruito da Apple, non possiede un blog ufficiale e, soprattutto, non comunica direttamente con i blogger, anzi, a volte li combatte duramente come la causa persa contro AppleInsider o quella vinta contro Think Secret.

Se da un lato osserviamo blog ufficiali per Samsung, Sony, Google e, addirittura, Microsoft che organizza dei veri e propri eventi italiani ed esteri con i blogger, Apple li ignora completamente. Ai Keynote sono invitati solo i nomi illustri, persone chiave nel processo del marketing, ma una volontà di collaborazione con la blogosfera è assente. Non è mai girato un prodotto per le recensioni se non pagato, tanto meno sistemi di comunicazione diretti per il coordinamento delle notizie. Manca anche un blog ufficiale con i commenti disponibili a chi, molte volte, ha necessità di dire la sua pubblicamente.

Il lavoro di divulgazione, fortunatamente o sfortunatamente gratuito, è affidato agli appassionati che desiderano condividere. Uno strumento che permette alla società di macinare miliardi di dollari di fatturato e ridurre i costi del marketing. Mi piacerebbe vedere una Apple più 2.0 che non significa “web application addicted”, ma sociale e aperta alla condivisione e al dialogo con chi le permette di andare avanti. Potrete considerarlo solo un sogno o farneticazioni, ma molte aziende lo stanno facendo. Se la paura è di proteggersi da qualcosa o qualcuno, Apple sappi che le informazioni circolano, che tu voglia o no. Noi siamo qui calcando spesso i tuoi stessi passi, ora tocca a te.

[illustrazione tratta da museumofmodernfiction]

5 Comments

  1. bravo kiro, hai ragione in pieno. mi capita spesso di pensare che il tuo blog (e quello di altri) hanno -tra le altre cose- anche un grosso valore di marketing che apple dovrebbe giustamente riconoscere e valorizzare in qualche modo. colgo intanto l’occasione per rinnovarti i miei complimenti per il blog e per tutto il lavoro che fai, per noi. grazie.

  2. In effetti Apple su questo fronte cerca di fare davvero il minimo indispensabile sfruttando i centinaia di blog che lavorano gratis per lei garanteno una pubblicità costante.

    Certo che mi viene da pensare, il 90% dei post dei normali blog sono supposizioni sui nuovi prodotti, sondaggi su quali saranno i nuovi prodotti, rumors sui nuovi prodotti, brevetti. Che scriverebbe Apple visto che tutto ciò dubito che potrebbe metterlo su un blog? 😀

  3. Bè di certo non si parlerebbe di rumors e neanche ci aspettiamo che se ne parlasse, ma almeno si potrebbe parlare di ciò che è ufficiale.

  4. “Una società che è stata tra le pioniere della rete, ricordiamo che la prima pagina web girava su un computer NeXT costruito da Apple”
    Scusa kiro ma questo non è vero neanche un po’. NeXT era costruito dalla omonima società fondata da Steve Jobs quando era fuori da Apple. Solo 6 anni più tardi, nel 1996, NeXT e Jobs tornarono a Cupertino.
    Quindi, in questo caso, Apple non c’entra un bel niente. Steve Jobs invece c’entra sempre 😉

Cosa ne pensi?