Apple: si censuriamo le applicazioni del Dalai Lama in Cina

Qualche giorno fa aveva destato un po’ di meraviglia la totale assenza delle applicazioni riguardanti il Dalai Lama nell’App Store cinese. Come saprete, infatti, il governo cinese teme che il leader buddhista possa aprire le menti ai cittadini e stimolare le rivolte. Per tale ragione è stato istituito un “Grande Firewall cinese” per bloccare l’accesso ai siti pericolosi, come YouTube e Twitter.

Apple ha risposto ufficialmente all’accusa ammettendo di aver rifiutato le applicazioni del Dalai Lama. La società si è giustificata dichiarando di rispettare le leggi del mercato locale che le impongono questo comportamento, così come è imposto ad altre aziende.

Il rifiuto dovrebbe avvenire moralmente, ma come saprete una società si fonda sulla produzione di utili e non sulla giustizia sociale. Speriamo che il popolo cinese prima o poi si ribelli ai blocchi.

[via Macitynet]

5 Comments

  1. Una società commerciale si fonda sugli utili ovviamente. Ma fino a quanto l’occidente è consenziente verso la censura cinese i cinesi da soli non riusciranno mai ad essere liberi. Cmq personalmente apprezzo davvero tanto il fatto che almeno voi ne abbiate parlato.

  2. Voglio farti i compilmenti Kiro per questo articolo… Pochi ne parlano forse per paura, forse per non scatenare flame cmq davvero un bell’articolo complimenti…

  3. scusate, leggo dai feed. Il titolo così è fuorviante e scorretto: “si” affermazione va sempre accentato (sì) e magari una virgola prima di “censuriamo” non ci sarebbe stata male! 😉 Perdonate la pedanteria.

  4. Mi associo ai ringraziamenti per aver almeno parlato della cosa e con i toni giusti. “Apertura della mente” mi sembra il termine più oggettivo per garantire ai tibetani e a tutti i popoli oppressi, un futuro di pace e libertà. Anche per noi occidentali, inebetiti dai mass media, sarebbe un’ottima ricetta.
    Speriamo di aver fatto bene con le virgole……..ih ih

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