Alcune considerazioni sul Keynote di Steve Jobs

C’è stato un gran parlare negli ultimi giorni riguardanti l’iPad, ma si è perso un po’ di vista l’organizzazione del Keynote. Probabilmente qualcuno dà per scontato il suo funzionamento, ma a vederlo attentamente si notano alcune caratteristiche. Iniziamo da Steve Jobs sul palco dell’evento. Lo scorso anno fu quasi assente a causa di una sua malattia che lo costrinse a un trapianto di fegato. Molti forse ricorderanno il suo aspetto fisico qualche mese fa, quando appariva eccessivamente magro. Lo Steve Jobs salito sul palco, invece, è apparso più in carne e attivo, anche se non ai livelli del lancio dei MacBook di qualche anno fa.

Il Keynote è durato circa 1,30 ore. Un tempo zio Steve lo avrebbe svolto tutto da solo, generando emozioni e applausi. Vuoi un pubblico diverso dal Macworld, abbandonato da Apple lo scorso anno, vuoi un po’ di stanchezza fisica di un corpo non riabilitato del tutto, credo di aver visto uno Steve serioso e pragmatico. Ricordo quando scherzava con il pubblico, quando mandava frecciatine a Microsoft o quando si divertiva nell’uso dei prodotti. C’era un’emozione di base, come un rumore di fondo, in tutto il Keynote: Steve mostrava quanto erano cool i suoi prodotti perchè sul palco si accorgeva da solo quanto lo fossero sul serio. Sembra emozionarsi come se non li avesse mai provati prima. Lui li scartava come un regalo desiderato da tempo e il pubblico si emozionava a vederlo contento e a sapere che presto avrebbero potuto scartarli loro.

Durante l’evento abbiamo visto anche una prassi consolidata da qualche tempo, un nuovo schema: Steve Jobs ad aprire, i suoi fidati manager a continuare, sviluppatori per promuovere i prodotti e di nuovo lui a chiudere. E’ un cambiamento rispetto agli anni passati. E’ come vedere dei genitori seduti in platea mentre i figli recitano a scuola. Figli che un giorno prenderanno il posto del padre.

Ho la sensazione che Steve Jobs stia ridimensionando la sua presenza presso i media per evitare il senso di vuoto quando un giorno non ci sarà più. Fortunatamente non si è ridimensionato nel controllo della società. Il suo tocco si sente ancora, le sue decisioni forti e rischiose. Di quelle che lasciano stupiti utenti e concorrenti, ma che solo un giorno potremo comprendere dandole per giuste. Il visionario nel corpo stanco c’è ancora. Riposati Steve e torna il leone che eri.

10 Comments

  1. verissimo, sembrava meno entusiasta delle altre volte, ha anche tenuto poco l’ipad in mano appena l’ha preso! hai colto motlo meglio di me l’essenza, bellarticolo!

  2. dopo aver letto questo post o cominciato a rivedere il video di steve all’universita fatto qualche anno fà….Anche lui non sè ne deve andare stanno rimanendo al mondo solo chi ha nella testa idee marce …Steve non puoi!!! Think DIFFERENT

Cosa ne pensi?