Ci sono circa 400.000 operai cinesi nelle fabbriche di Foxconn. Una popolazione grande quanto la maggior parte delle città italiane, tutti utilizzati per costruire dispositivi per Apple, Nokia, Sony e altri. Come saprete, però, in questi mesi è diventato molto sensibile il problema dei suicidi. La società ha alzato lo stipendio del 30% per evitare ulteriori spargimenti di sangue. Ma come si vive nelle fabbriche?

Un operaio, che si chiama Ah Wei, con le dita sporche di polvere e la sofferenza in volto ha dichiarato: “La vita è senza senso. Ogni giorno ripeto le stesse cose che ho fatto ieri. Siamo rimproverati tutti i giorni. E’ moldo difficile stare qui“. A quanto pare i problemi non sono di natura economica, ma sono le conseguenze dell’applicazione della catena di montaggio.

Problemi che il mondo conosce già dal 1900 con l’applicazione delle strategie di Ford, quando le auto erano costrite a mano in una lunga catena fatta di gesti ripetuti. I dipendenti sono stufi di costuire tutti i giorni gli stessi dispositivi. Dispositivi che non acquisteranno mai. Foxconn dovrebbe rivedere il modo in cui assembla i prodotti.

[via bloomberg]

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6 Comments

  1. non credo. almeno che non ci sia un ecidente sfruttamento di risorse umane non è quello. la catena di montaggio fa sempre cagare il ca**o. detto da uno che ci lavora. quello che a me incentiva è lo stipendio. lo stesso dovrebbe fare e già fa la foxconn in cina.

  2. Questo articolo non ha senso. Subito parti e descrivi una realtà lavorativa (vera) che non possiamo neanche immaginarci in quanto a miseria delle condizioni di vita. Poi citazione colta, Ford, e quasi sembri giustificare, perchè sono “Problemi che il mondo conosce già dal 1900”.
    Infine, colpo di genio, proponi la soluzione “Foxconn dovrebbe rivedere il modo in cui assembla i prodotti.”
    Cioè? Farli costruire a caso da reparti a caso in giorni a caso per movimentare un po’ la vita lavorativa dei dipendenti?
    Se il tuo iPhone o Mac o iPad o anche il tostapane costano quello che costano e non il doppio è perchè il processo è ottimizzato, al massimo risparmio e alla massima resa. In questa ottimizzazione è anche incluso lo sfruttamento della manodopera, purtroppo. Dovrebbero diminuire i turni, quindi aumentare il personale (anche se 400mila mi sembrano già un bel po’) e aumentare gli stipendi.
    Pagheremmo i nostri futili gadget di più e avremmo la coscienza un po’ più a posto, ma la Cina conviene finchè queste condizioni non si verificano.
    Per mia fortuna non lavoro in una catena di montaggio e non invidio chi lo fa, ma dal commento precedente evinco che non sia un bel vivere. Ho anche visto in un documentario la catena di montaggio della Porche e non mi sembrava un racconto di Dickens. Lo so, non fa testo, sono tedeschi e ricchi, ma significa che la catena di montaggio non è sempre in antitesi con il benessere di chi ci lavora. È necessario, appunto, il benessere, ambientale ed economico.
    Non è colpa della Foxconn o della Apple, è colpa del sistema, di come funziona il mercato. E noi ne siamo un anello essenziale.
    Concludendo, continuerò a comprare roba apple, e di qualsiasi altra marca, ma con un pelo più di vergogna.

    Mettici anche un po’ di questa vergogna nei tuoi articoli, se non vuoi scadere nell’ipocrisia.

    1. @Alby: io non ho giustificato nessuno. Ho detto che sono problemi conosciuti dal 1900 come aggravante, nel senso “cavolo sapete che creano questi problemi e non lo prevedete?”

  3. Io non ho nessuna vergogna quando compro un prodotto.
    Le industrie funzionano così, l’alternativa per quell’operaio è fare un altro lavoro. Non capisco tutto questo trambusto!

  4. Siamo in Cina, sfruttamenti di risorse umane ci sono. Come nessun giorno di pausa (una domenica al mese libera), ore di lavoro pazzesche e punizioni durissime. E’ una realtà dell’industria cinese che è comune, e non essendoci leggi in Cina che tutelano i diritti dei lavoratori le multinazionali se ne approfittano.

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