Il giornale Repubblica+ per iPad diventa a pagamento

Dovevamo aspettarcelo, dopo qualche mese di rodaggio arrivano le prime forme di abbonamento per i giornali elettronici fruibili dall’iPad. Apre le danze Repubblica+ che, dopo un aggiornamento del software, vede la richiesta di un abbonamento. E’ possibile scegliere tra quello mensile: 19,99 € al mese (64 centesimi a copia) oppure quello annuale per 179,99 € (49 centesimi a copia).

Considerando che il software non è ancora abbastanza maturo e gli iPad non si sono ancora diffusi a dovere, forse l’arrivo degli abbonamenti non è da considerare una mossa furba. Probabilmente tutte le altre testate si adegueranno nelle prossime settimane. La vera domanda però è: è giusto pagare un abbonamento per una rivista virtuale considerando che al suo interno ci sono tante pubblicità?

15 Comments

  1. disinstallata. Prezzi da paura per un giornale che non richiede a loro alcuna spesa e sponsorizzato oltre alla normale pubblicità del giornale.

  2. Forse si dimentica che i giornalisti in sede, la sede stessa, gli inviati, i fotografi e tutto il resto della mandria deve essere pagata! E cosa sono queste? E chi lo dice che un giornale riesce a mantenersi solo con la pubblicita’? Hai visto il bilancio di un giornale? Senza contare che chi ha un giornale non lo fa per il bene della patria ma per avere anche un guadagno!
    Ma ci rendiamo conto che viene detto che 0,69€ e’ un prezzo esorbitante?
    Per chi non fosse disposto a pagare questa cifra può benissimo andarsi a cercare tutte le notizie una ad una in giro per il web … Magari uno in questo modo ci mette due ore ma vuol dire che quelle due ore del suo prezioso tempo non valgono 0,69€!!!

  3. L’abbonamento conviene a chi comprava già normalmente Repubblica in versione cartacea. Per tutte quelle persone invece che come me lo leggevano la mattina, e non sempre, solo perchè era gratis, direi che spendere soldi per un abbonamento è inutile. Del resto se devono mangiare i giornalisti di Repubblica, devo mangiare anche io 😀

  4. Quante balle. in italia i giornali sono enti parassiti a carico dello stato.
    Ottimo metro per vedere quanto si è disonesti, riconosce o no i milioni di euro dati alle varie testate…
    Poi ci metti la pubblicità, i vari imbrogli sul numero di copie (che và a gonfiare il finanziamento….come quella famosa testata fatta da quel lecchino che lasciava le copie cartace sui treni…quindi gratis e mi pare che non è fallito!!! ergo smettiamola con le fregnacce su devono mangiare, poveri giornalisti, ma sapete come si entra a far parte della “casta”? l’italia è divisa in caste, sono facili da controllare, comprare ecc) e oltre a ciò alla fine, hai dei poveri gonzi che pagano per leggere non una notizia, ma l’ipocrita versione di comodo che più gli si confà.
    In soldoni paghi per leggere un pensiero a te gradito.
    Come spiegare altrimenti che per un cavolo di fatto che per definizione ha una sola interpretazione, devi avere 50 beoni che scrivono 50 versioni differenti della stessa cosa in base agli interessi loro, del loro credo politico ecc ecc?
    Sono i cani del pastore, lo strumento che serve a dirigere il gregge.
    Ma a differenza del cane, che è onesto…….

  5. Strano chiedersi chiedersi se è lecito pagare o meno un giornale 70cents a copia (al più) ed essere cliente Apple.

    Apple fa strapagare i suoi prodotti e fa ben intendere il paradigma “la qualità si paga”, perchè non dovrebbe valere lo stesso per i giornali? Sono società, non enti benefici, se hanno spazi pubblicitari li vendono, se riescono poi a venderti un abbonamento ben venga (per loro). Io non condivido tanto, infatto non ho nè mai avrò un iPad e mi pento ogni giorno di più di essere passato ad Apple.

  6. Assolutamente corretto l’approccio.
    Poi vediamo cosa mi vendi per la cifra che mi chiedi, se la pubblicità è inclusa o esclusa e via dicendo…
    Mi sembra che la storia delle “news a pagamento” sia assolutamente paradossale: spesso si sente criticare l’approccio che invece, secondo me, è corretto; allo stesso tempo, secondo me chi propone un simile approccio non si rende pienamente conto di quale strada si trovi ad affrontare e di quanto lavoro debba fare….
    Il mondo sta cambiando, questo è certo: vedremo chi saprà adeguarsi, chi saprà proporsi per la prima volta e chi soccomberà!

  7. Ci sono persone in questo mondo,che vorrebbero tutto gratis,poi persone che quando gli vendi qualcosa,solo perche’ sono amici,vogliono che glielo regali,se poi quelli che gli dai,ha qualche problema,seppur gli viene regalato,hanno anche da dire..

    Essere contenti mai eh!??

  8. Credo che gratis sarebbe rubare il lavoro altrui. Perché non pensare a un abbonamento, annuale, della versione cartacea comprensiva del costo di quella elettronica?

  9. NO RAGAZZI, REPUBBLICA PRENDE MILIONI DI EURO L’ ANNO DELLE NOSTRE TASSE, COSI COME ALTRI GIORNALI..AGGIUNGETE LE PUBBLICITÀ DEL 50% delle PAGINE E…QUELLE POPUP PER IPAD!! UN PDF PER LORO NON HA NESSUN COSTO CHE IL CARTACEO HA, CIOÈ STAMPA CARTA E TRASPORTO!! ECCO PERCHÈ SPERO CHE TUTTI LO DISINSTALLILO E STI BABBEI RIPENSINO LE COSE..

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