I giornali digitali italiani e la fretta di crescere

L’iPad è entrato ufficialmente nel mercato italiano il 28 maggio di quest’anno. Vale a dire che sono passati poco più di 2 mesi dalla sua commercializzazione. Il dispositivo simbolo della rivoluzione digitale, che prevede il passaggio dalla carta stampata a quella elettronica, come sta svolgendo il suo compito?

Il tablet funziona e l’SDK permette di creare applicazioni all’avanguardia, con gallerie di foto, video, interfaccie grafiche auto adattabili e altro. Basta dare un’occhiata all’applicazione di Wired per rendersene conto. Peccato, però, che la tendenza italiana penda dal lato sbagliato.

Non solo gli editori italiani non hanno compreso il senso della rivoluzione, ma hanno anche troppa fretta di crescere, o meglio, di trarne i frutti. Pensano che proporre ciò che si offre con la carta sia la strada giusta. Così nascono edizioni che superano di poco il livello qualitativo dei PDF, con appena qualche galleria di foto o video, come se ciò bastasse a sbadierare una rivoluzione.

Rivoluzionario è pensare con una mentalità volta all’esperienza utente. Capire che non deve essere l’utente ad adattarsi al formato, come avviene con la carta, ma il giornale a doversi adattare all’utente e cambiare forma in base alla modalità di utilizzo.

Se tutto questo non bastasse, osserviamo anche della prepotenza. La prepotenza di credere di aver raggiunto un livello di eccellenza tale da richiedere il pagamento di un abbonamento. I principali quotidiani italiani, come Repubblica o il Corriere della Sera, chiedono di mettere mano al portafogli e comprare i loro “PDF arricchiti”. Per carità il prezzo è inferiore a quello di un giornale di carta. Considerando che non si paga la carta e il canale distributivo, direi che sia normale. Ma dal mio punto di vista le applicazioni sono ancora immature per pretendere denaro, considerando anche che nelle pagine virtuali è presente della pubblicità reale.

Consiglio di scambiare la voglia di crescere con la voglia di evolvere. Una rivoluzione va alimentata con l’innovazione. Anche se non si generano molti ricavi nel breve periodo, nel lungo avrete una nave su cui salpare il giorno in cui la carta stampata avrà finito il suo ciclo di vita.

9 Comments

  1. ..e l’arroganza del far denaro senza volersi sforzare di capire o imparare la complessità e i modi delle relazioni umane nelle società della digitalizzaione.

  2. Sta a noi fargli capire che non è questa la strada giusta semplicemente non comprando.
    Io penso inoltre che leggere un libro o giornale che sia su iPad sia per adesso più sconveniente che farlo su carta…
    l’iPad forse non è lo strumento giusto…troppo delicato e limitato. Per esempio leggere sotto il sole è impossibile per la troppa poca visibilità ed il surriscaldamento.
    Non penso di essere un nostalgico dicendo che ora come ora preferisco un bel libro o quotidiano per ancora tanti, troppi motivi…

  3. Kiro said: “I principali quotidiani italiani, come Repubblica o il Corriere della Sera, chiedono di mettere mano al portafogli e comprare i loro “PDF arricchiti”. Per carità il prezzo è inferiore a quello di un giornale di carta. […] Ma dal mio punto di vista le applicazioni sono ancora immature”

    Altro che immature! Ho speso 2,39€ per un mese di abbonamento al corriere (insomma accettabile, anche se era un’offerta), risultato? Gli articoli sono scritti con i piedi, spesso ripetono lo stesso concetto 3 o 4 volte giusto per occupare spazio, e sono pieni di errori di battitura, il sistema di lettura automatica è schifoso, pensavo ci avessero lavorato un po’ sopra, in vece il risultato è paragonabile a quello di Voki (con la differenza che quest’ultimo è free).

    Infine consideriamo una cosa: le notizie sul sito sono gratis e sull’iphone, solo perché ho un iphone le devo pagare?? Ma per piacere! Piuttosto non leggo.. tanto per sapere che esiste Berlusconi (mediamente le prime 8 notizie sono dedicate a lui) lo do per scontato!

    Si attacchino quelli della RCS, Repubblica et simili.

  4. @Andrea, ma perché tu sei solito a metterti sotto il sole a mezzogiorno a leggere il giornale di carta con il bianco della del foglio che chiaramente non riflette la luce del sole accecandoti giusto?
    Io sono una persona razionale e posso capire che qualcuno preferisca leggere un giornale di carta piuttosto che farlo su uno schermo. Non siamo mica tutti uguali, 🙂 , ma che mi si venga a dire che se guardo l’iPad con un angolo maggiore a 74°, sotto il sole a testa in giù si vede male mi sembra un modo per trovare il pelo nell’uovo. A questo punto ti rispondo che è difficile leggere un giornale a mollo in piscina perché rischia di bagnarsi diventando illeggibile.. che cavolo di discorsi! 😛

  5. “Anche se non si generano molti ricavi nel breve periodo, nel lungo avrete una nave su cui salpare il giorno in cui la carta stampata avrà finito il suo ciclo di vita.”

    In questo periodo l’editoria è abituata a nn vedere ricavi nel breve, il problema è più che altro di risultati in termini numerici che giustifichino gli investimenti
    E cmq la carta ha ancora il suo fascino, non sarà l’ipad ad ammazzarla

  6. @Giovanni.M
    Intanto io mi riferivo al sole in generale…alle 8 come a quello delle 18…i discorsi del cavolo li fai tu…io ti sto parlando di limiti intrinsechi al mezzo che attualmente esistono… Se poi tu da fanboy ti senti di difendere a spada tratta una oggetto che per quanto rivoluzionario ha molti difetti di gioventù fai pure. Io parlo
    dal punto di vista di essere un sostituto valido del giornale cartaceo. Ancora siamo lontani…con o senza piscina di mezzo…

  7. Beh, guarda, io proprio da FanBoy non ci passerò mai, sono sicuramente uno che apprezza il made in Apple, ma non difendo a spada tratta proprio nessuno!
    Il punto è che tu cerchi il pelo nell’uovo. Io con il mio iPhone 3GS sono solito leggere feed RSS o giornali tranquillamente sia sotto il sole che seduto comodamente all’ombra.

    Mi sorge una domanda: quante ore ci metti a leggere un giornale? Ci passi la giornata o leggi solo le notizie più importanti o che ti interessano? Io sinceramente sono del secondo tipo. Tu parli addirittura di surriscaldamento! Ma che ci fai tu con l’iPad?? bah..

    Ad ogni modo “de gustibus non disputandum est” di conseguenza io non sono qui a dire che bisogna smettere di produrre giornali cartacei perché tanto c’è l’ipad, dico solo che può essere un buon surrogato. Punto. Se basta questo a definirmi FanBoy…. bah…

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