Dopo aver aperto agli sviluppatori con regole più permissive, Apple ha anche fatto luce sui motivi che potrebbero spingere l’esclusione delle applicazioni dall’App Store. In un documento destinato agli sviluppatori, infatti, la società cita 113 regole da seguire per evitare di vedere rifiutata la propria applicazione suddividendo le aree di applicazione in 22 categorie: Termini generali, Funzionalità, Metadata, Luogo, notifiche Push, Game Center, iAD, Marchi, Contenuti multimediali, Interfaccia utente, Acquisti, Aggregazione, Danni, Attacchi personali, Violenza, Contenuti sgradevoli, Privacy, Pornografia, Religione ed etnie, Contest e lotterie, Beneficenza e Richieste legali.

Tra queste 113 regole ecco una selezione di regole di situazioni da evitare:

  • Le applicazioni che crashano.
  • Le applicazioni che non riportano caratteristiche o riportano caratteristiche che in realtà non ci sono.
  • Le applicazioni che lanciano eseguibili.
  • Le applicazioni che contengono la parola test, demo, trial o beta.
  • Le applicazioni che propongono applicazioni già presenti nell’App Store.
  • Le applicazioni inutili.
  • Le applicazioni che contengono solo pubblicità.
  • Le applicazioni che incitano a bere alcol o fumare sigarette.
  • Le applicazioni che citano piattaforme di altri.

  • Le icone con contenuti vietati ai minori.
  • Gli sviluppatori che pagano per avere recensioni positive saranno bannati.
  • Le applicazioni che usano autonomamente il tracciamento dei veicoli.
  • Le applicazioni che chiedono soldi per le push notification.
  • Le applicazioni disegnate per esaltare i banner pubblicitari.
  • Le applicazioni che richiamano prodotti Apple.
  • Le applicazioni che storpiano i nomi dei prodotti Apple come iTunz o Iphone (si scrive iPhone).
  • Le applicazioni che imitano l’interfaccia dell’iPod.
  • Le applicazioni che usano per lo streaming più di 5 MB in 5 minuti.
  • Le applicazioni le cui interfaccie ricordano quelle di base di Apple come la funzione iPod.
  • Le applicazioni che simulano Dashboard con i widget.
  • Le applicazioni che usano In App per acquistare prodotti fisici.
  • Le applicazioni che chiedono soldi per abilitare i sensori come il giroscopio.
  • Le applicazioni che chiedono soldi per acquistare servizi a tempo.
  • Le applicazioni che fungono da aggregatori o da insieme di link.
  • Le applicazioni che incoraggiano l’utente ad usare il dispositivo in modo pericoloso.
  • Le applicazioni che consumano troppa batteria.
  • Le applicazioni che riportano persone o animali troppo realistici a cui viene chiesto di sparare.
  • La roulette russa è bandita.
  • Le applicazioni nate per generare un senso di disgusto.
  • Le applicazioni che possono essere usate a sfondo sessuale dagli utenti (es. chat roulette).
  • Le applicazioni con riferimenti offensivi sulla religione.
  • Le applicazioni possono riguardare contest sponsorizzati dallo stesso sviluppatore e non da terzi.
  • Le applicazioni per le lotterie devono contenere informazioni dettagliate.
  • Le applicazioni di beneficenza devono essere gratis e il denaro può essere raccolto solo con Safari o SMS.

In via generale, dichiara Apple, più l’applicazione sarà costosa e più i controlli saranno severi.

[via weblogsinc]

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5 Comments

  1. – Gli sviluppatori che pagano per avere recensioni positive saranno bannati.
    Vedi Corriere.it

    – Le applicazioni che chiedono soldi per le push notification.
    Vedi Twittbird Pro

    – Le applicazioni che chiedono soldi per acquistare servizi a tempo.
    Vedi qualsiasi quotidiano ad abbonamento

    – Le applicazioni che consumano troppa batteria.
    Vedi quaslisasi navigatore satellitare e/o gioco

    Insomma… l’applicazione delle norme mi sembra ancora abbastanza arbitraria. Per la serie questa è la legge, però il giudice sono io e decido io. Bah…

  2. Prevedo che il corriere diventi gratis, almeno quello.
    Dopo aver visto il famoso spot della Apple queste restrizioni mi fanno piangere. Che fine ha fatto la vecchia Apple ??

    1. Se il corriere tornasse gratuito avrebbe una perdita di credibilità non indifferente. Ormai la faccia l’ha persa. Da questo punto di vista ormai continuerà con l’abbonamento come ora.
      È più facile che anche il sito diventi a pagamento piuttosto che l’app torni gratis! 😉

  3. Io non ho nessun problema sui giornali a pagamento, sono a pagamento in edicola perchè no su iPhone e iPad. Oppure iPhone e iPad sono un business su cui solo Apple ci deve guadagnare e tutti gli altri devono lavorare gratis?

  4. credo che ci siano ben poche app che rispettino, contemporaneamente, anche solo il 50% di quelle 113 regole.

    di solito creare regole così restrittive e poi applicarle con lassismo serve solo a mettersi nella posizione di poter gestire un mercato “libero” in modo totalmente monopolistico…perchè si può bannare qualsiasi app a piacimento, semplicemente applicando quelle 113 regole alla lettera

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