Rubrica: come creare un blog di successo – Monetizzare il blog

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consigli per bloggare

Ed eccoci di fronte all’argomento tanto atteso da molti: monetizzare il proprio blog. Per molte persone, purtroppo, guadagnare con il proprio blog è l’unica cosa che conta e questo è molto triste. Scrivere per denaro dovrebbe sempre passare in secondo piano. Al primo posto c’è ovviamente la passione. Ma siccome far entrare soldi è uno degli argomenti di questo ciclo di consigli, analizziamo le varie forme pubblicitarie.

Devo prima chiarire delle cose: 1) non vi dirò quanto guadagno perchè è orribile la manipolazione mentale a cui si sottopongono alcune persone quando sentono parlare di cifre; 2) più utenti avrete e più guadagnerete, è una regola universale; 3) la visibilità si paga. Nel corso dei mesi, soprattutto se acquisterete visibilità, vi contatteranno moltissime persone per chiedervi di pubblicare informazioni sul proprio prodotto commerciale. Le pubblicità ai prodotti commerciali si paga. Le società spendono milioni di dollari per mostrare il proprio marchio o prodotto in tv, perchè mai sul web non dovrebbe funzionare così? Date visibilità gratis ai progetti costruttivi, alle idee gratuite, agli eventi benefici, alle curiosità, a ciò che vi stuzzica. Ma ricordate: se i PR, che sono pagati dalle aziende, vi contattano per avere visibilità fate capire loro che nulla è gratis. Forse solo il primo assaggio.

Detto questo sappiate che non esiste una sola forma per monetizzare. Iniziamo dal mio preferito: il CPM (Costo per mille). Quando mostrate un banner, un logo o altro nelle pagine del vostro blog, questa forma vi pagherà ad impressioni, vale a dire a visualizzazioni. Si dà per scontato che il lettore leggendo la notizia butta l’occhio sul banner e ne immagazzina l’informazione. Ogni volta che accade il marchio o lo slogan contenuto nel banner si propaga e voi sarete pagati. Il calcolo del CPM prevede la divisione delle pagine viste, di solito mensilmente, per 1.000 e moltiplicato il risultato per un parametro. Di solito il parametro varia in base al settore in cui operate e all’importanza del vostro blog. Io applico sempre la media del settore: 1,5 €. I blog molto famosi possono arrivare anche a 2 – 2,5 – 3 €, inoltre il parametro varia anche molto dalla posizione del banner nella pagina: più è in alto e più vale. Facciamo un esempio: mettiamo che il vostro blog macina 100.000 pagine al mese. Applicando il calcolo sarà: 100.000/1.000*1.5 = 150 €. Quindi un banner in tutte le pagine viene fatto pagare 150 € al mese se messo in prima posizione. Ci sono vari circuiti che pagano in CPM come Liquida e Virgilio. Il primo lo suo e sono abbastanza seri e precisi con i pagamenti. Il secondo non è ancora in funzione.

Il secondo sistema è il PPC (Pay per click), vale a dire che vi pagheranno solo il click ricevuto sul banner. In questo caso avete due svantaggi: 1) anche se il banner è stato visualizzato e il contenuto è stato letto sarete pagati solo se l’utente clicca su di esso; 2) se l’utente clicca significa che sta per uscire dal vostro blog e andare altrove. I click non hanno sempre un valore fisso, possono essere di pochi centesimi fino a qualche euro. Ovviamente più click ricevete e più soldi guadagnate, quindi le pubblicità PPC devono avere una visibilità tale da spingere l’utete a cliccarci. Possono avere due forme: testuali o visuali. Le prime sono insiemi di link e le seconde sono dei banner veri e propri. Il circuito più utilizzato per il PPC è AdSense di Google. Google non paga una quota fissa per click. Il suo sistema è formato da micro aste che di volta in volta calcolano il valore di ciascun link. In ogni pagina potrete mettere al massimo 3 banner di AdSense. Il PPC, in ogni modo, è usato da tantissimi circuiti.

Ora passiamo alle affiliazioni. In questo caso non vi pagheranno la visualizzazione o il click sul banner, ma una percentuale sulla vendita. Ogni volta che un prodotto sarà venduto partendo dal vostro sito, l’agenzia vi accredita sull’account una frazione del fatturato. Ci sono programmi che permettono di guadagnare il 2/3% e altri che arrivano anche al 15/20%. Il circuito più attivo in questo campo è TradeDoubler. Per esempio il loro programma di affiliazione di iTunes vi permette di incassare il 4% sulle vendite, ma hanno tantissimi clienti per coprire qualsiasi settore con forme di monetizzazione anche miste. Negli ultimi giorni anche Amazon in Italia permette di affiliarvi concedendo il 10% delle vendute per tutto il 2011. Nel 2012 calerà al 5% con delle maggiorazioni se superate molte vendite.

Le forme pubblicitarie DEM, invece, non le utilizzo. E’ il classico spam via email con offerte, banner e altre cose. Di spam ne è già pieno il mondo, ma se voi avete una newsletter con migliaia di iscritti allora potreste usarla per mandare delle email con la pubblicità. Di solito il prezzo viene stabilito moltiplicando il numero di invii per il totale degli iscritti in un calcolo simile a quello per il CPM. Una forma più pulita e carina è la vendita di spazi pubblicitari destinati ai video. Se avete un pubblico che ama vedere video potreste monetizzare senza dare troppo fastidio. Questa forma pubblicitaria paga per ciascuna riproduzione. Di solito il prezzo varia dai 2 ai 5 centesimi di euro. I circuiti più attivi in questo campo sono GoViral, BuzzParadise e eBuzzing.

eBuzzing è molto attivo anche nella gestione di articoli sponsorizzati. Sono campagne in cui viene chiesto di scrivere un articolo su una determinata iniziativa rispettando dei parametri. Questi parametri possono riguardare la lunghezza dell’articolo, le parole chiave da scrivere e altro. Nello scrivere un articolo sponsorizzato non dovrete mai commettere due errori: sforzarvi per propinare ai lettori argomenti molto distanti dal tema base del blog e sentirvi in dovere di scrivere cose positive. Raccontate la notizia restando neutri, senza forzature. Al 99% l’azienda non vi chiederà di parlare positivamente, anche se si aspetta che lo facciate di vostra volontà. Se parlate bene di una cosa senza provarla rischiate di dire cose inesatte e perdere credibilità. Di solito questi articoli riportano in fondo al testo la frase “articolo sponsorizzato”, oppure lo riportano nel titolo dell’articolo. Il prezzo per ogni articolo può variare. Di solito si parte dai 30 € a salire.

Per finire parliamo dei link a pagamento. Questa forma di monetizzazione ebbe molto risalto lo scorso anno perchè ritenuta da moltissimi poco etica. Le società che acquistano link non sono interessate al click, ma a scalare le classifiche di Google. Nel motore di ricerca, infatti, un sito arriva ai primi risultati quanto più volte è citato da altri siti. Il sistema del Page Rank prevede la premiazione dei siti più linkati perchè ritenuti più interessanti dal sistema. Fu utilizzato molto dai siti di casinò e giochi d’azzardo. Siti che pagavano anche 20/30 € al mese per avere il link in ogni blog. Google, però, si accorse del sistema e punì i blogger abbassando loro il Page Rank. Questo non vuol dire che la vendita di link sia sempre sbagliata. Esistono anche link puliti che hanno fatto la fortuna dei SEO più famosi. Il SEO è quella figura professionale che si occupa di portare un sito più in alto possibile nei motori di ricerca. Tra le società più serie che acquistano link c’è LinkLift.

Tutti i guadagni ovviamente dovranno essere dichiarati dal punto di vista fiscale. Se guadagnate meno di 5.000 € annui non ci sono tasse da pagare, basta dichiarare le note di accredito emesse in fase di dichiarazione nella sezione dei redditi occasionali. Se li superate allora vi servirà la partita IVA. Se non superate i 30.000 € annui vi basterà il regime dei contribuenti minimi che prevede una dichiarazione annuale e il pagamento di un forfait del 20% di IRPEF, la gestione delle ritenute d’acconto e la cassa di gestione separata INPS. Se superate i 30.000 € annui, invece, dovrete diventare o una società oppure continuare con il regime dei professionisti con la tenuta di scritture contabili e tutte le dichiarazioni mensili del caso. Quando superate i 5.000 € annui, per non cadere in errori, sappiate che è arrivato il momento di consultare un commercialista per farvi consigliare sul regime fiscale più adatto.

Il nostro ciclo di consigli al momento si ferma qui. Avete imparato ormai tutto per aprire, gestire e guadagnare con il vostro blog. Spero che vi sia stato utile leggere questi testi e che possiate avere molto successo con il vostro blog.

15 Comments

  1. ottimo articolo…in fatto di publicita’ ero rimasto ai tempi della pietra…l’idea di base per quanto mi riguarda, sarebbe quella di aprire un blog, ma al di la dei guadagni publicitari, mi interesserebbe capire quale sia la piattaforma piu’ versatile… qualche suggerimento?

  2. Complimentoni, in un articolo sei riuscito a spiegare anche a chi non ne capisce niente come funziona. Scrivi bene, conosci l’italiano e raccogli i frutti, un esempio per noi blogger. Bravo!

  3. Complimenti per tutti i consigli, gli ho appena letti tutti e li ho aprezzati visto che anch’io sto per aprire un Blog. Essendo minorenne però mi chiedevo se avere 16 anni comporta delle limitazioni per aprire un Blog?

  4. Però per la pubblicità o altro credo che dovrei essere magiorenne… Comunque che ne dite di Netsons come hosting?

  5. Condivido appieno, ce ne vorrebbero di articoli del genere. Ho letto talmente tanti argomenti fuorvianti su questo argomento che mi sembra un vero miracolo. Confermo la serietà di Linklift e di Tradedoubler, ma anche il criticato Google Adsense non è male.

    Ciao,

    Salvatore

  6. Guarda, tante delle nozioni di cui parli in questo post le avevo già apprese tempo addietro leggendo un buon libro di SEO, in inglese.

    Tu hai fatto un ottimo lavoro, in italiano – apprezzabilissimo!, e ho trovato interessante la parte dedicata alla dichiarazione del reddito generato dal blog. Perfetto, era ciò che volevo sapere.

    Grazie anche da parte mia,

    Marco – Fondatore del progetto Time Lapse Italia

  7. Segnaliamo questa nuova alternativa – http://www.citiespon.com « Non è un programma d’affiliazione ma una web application ideata per gestire e generare innovative creatività pubblicitarie attraverso i DATA FEED » Citiespon è una piattaforma unica nel suo genere che permette di ottimizzare le conversioni massimizzando i profitti di piccoli e grandi spazi web.

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