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Mentre anche i governi di Francia, Italia e Germania si attivano per sapere cosa succede al file che raccoglie le posizioni degli utenti nell’iPhone, arrivano notizie poco confortanti da Android. L’esperto di sicurezza Samy Kamkar, infatti, ha scoperto che Android raccoglie le informazioni della geolocalizzazione degli utenti ogni manciata di secondi e una volta l’ora manda tutto ai server di Google, ma non solo.

Oltre alla posizione dell’utente ne trasmette il nome, l’identificativo del telefono e la potenza del segnale. Al momento la società non ha voluto commentare questo strano sistema. Kamkar ha anche aggiunto che l’iPhone conversa con i server di Apple ogni 12 ore mandando informazioni sulla posizione dell’utente, ma in questo caso sono fatti salvi i dati sull’identificativo e il nome dell’utente.

A cosa servono questi dati? Non so voi, ma qualsiasi sia la risposta io non ne temo le conseguenze visto che non ho nulla da nascondere. Di certo maggiore trasparenza sarebbe cosa gradita ed educata nei confronti degli utenti.

[via WSJ]

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18 Comments

  1. Kiro ho sempre letto i tuoi post e ti considero intelligente. Ma dire che il problema non c’è xchè non hai niente da nascondere, scusa ma non lo condivido per nulla. La privacy è un diritto ed avere un diritto vuol dire scegliere. Se un utente ritiene che è ok essere taggati è ok, ma perché lo ha scelto, non perché un team di ricercatori lo scopre. A me personalmente da mto fastidio come mi darebbe fastidio che qualcuno mi leggesse la posta, anche se non ho niente da nascondere. Avere diritti vuol dire scegliere e voglio poter scegliere.

    1. C’è privacy e privacy. Leggere la posta e sapere dov’è un utente sono due cose molto diverse. Allora per strada bisognerebbe andare tutti in giro con il burka perchè se qualcuno mi vede automaticamente ha invaso la mia privacy perchè senza permesso ha scoperto dove mi stavo dirigendo. Una cosa è tutelare un diritto e l’altra e avere paura di essere perseguitati.

  2. No kiro scusami ma non sono assolutamente d’accordo. Uno che segna dove vai è come avere un investigatore privato che segue e segna i tuoi spostamenti. A te farebbe piacere? A me no o meglio dovrei poter scegliere. Ognuno di noi è libero di andare dove vuole e nessun dispositivo senza che autorizzazione deve segnare dove vai.

  3. Aggiungo: la nostra generazione è talmente abituata a non avere diritti (lavoro,casa,pensione etc) che oramai è quasi indifferente quando qualcuno volontariamente o meno ne viola qualcuno. Non capisco che differenza ci sia tra la pviolazione del segreto della posta essere taggato in ogni spostamento. Cmq non uso il burka ne mi sento perseguitato, mi scoccia solo non avere il controllo completo di una cosa che ho pagato non poco.

    1. La differenza è che se qualcuno ti controlla la posta è una persona, se un server aggrega i dati delle posizioni degli utenti resta una macchina che somma ciascuna posizione, quindi non diventi tu “nome e cognome” ma un numero tra tanti. Per il telefono su cui non hai pieno controllo conosci le caratteristiche all’acquisto e sei sempre libero di venderlo, nessuno ti obbliga a spendere tanti soldi. Per me questa è pur sempre libertà.

  4. Se i dati sono aggregati e non utilizzati perché vengono registrati? A cosa servono questi dati? A me farebbe piacere saperlo.
    Quando ho comprato iPhone non sapevo che avrei avuto un device che registra a mia insaputa. Forse non me lo hanno spiegato.
    Jobs dice che il tostapane funziona e deve funzionare anche un pc. Ma il tostapane non manda i dati ad un server senza che io lo sappia.
    Un giorno scrivesti che non sei il servo del re. Fu un bel post. Ricordiamoci che siamo noi che diamo valore all iPhone e non il contrario

  5. Cmq e vado a nanna non cerco di convincere nessuno. Solo quello che penso sinceramente. Le risposte la Apple le dovrà dare a 4 stati, sono proprio curioso di leggerle.

    1. Infatti le risposte dovrà darle e per trasparenza dobbiamo sapere come ho scritto nell’articolo, ma io personalmente non mi sento in nessun pericolo.

  6. Concordo con Kiro, c’è una bella differenza tra leggere la posta e sapere dove sei. L’investigatore che ti segue poi, sa dove sei te e segue te per un motivo ben preciso. a chi aggrega i dati di questo tipo non frega niente di te come individuo, ma solo come dato statistico, non come singolo, ma come uno dei tanti. Ad esempio per scoprire che solo il tot% di chi ha il telefono si muove in continuazione e quindi la batteria può anche durare poco, tanto stai fermo e puoi ricaricarla.

  7. Male non fare, male non temere.
    Ecco perché questa faccenda non mi tocca emotivamente.
    Vengono registrate persino le nostre telefonate, perché spaventarci della geolocalizzazione??

    La vera privacy, oggi come oggi l’abbiamo solo in casa nostra (ammesso che non usiamo telefono o internet!).

    Se non ci sentiamo più,
    Buona Pasqua a tutti!!

    Leonardo

  8. Che visione piccola dei problemi “non tocca me, quindi non è un problema”. Ci sono professionisti, in tanti ambiti che hanno necessità di garantire la loro privacy anche per ragioni di sicurezza e sebbene l’anonimato totale sia difficile da raggiungere è vero che per quanto possibile si fa in modo che le fonti siano meno numerose possibili.
    Poi vabbè, se si vuol difendere a piè pari Google o Apple è un altro discorso.
    Ciao,
    Emanuele

  9. Se stiamo a discutere su questi problemi,allora…… Siamo noi stessi che andiamo a mettere in piazza le nostre cose,vedi esempio i socio network,se si e’ tanto critici,bisognerebbe tornare all’età della pietra,una bella Berna e via..altro che smartphone. 🙂

    Buona Pasqua a tutti .

  10. Avete presente la funzione “trova i miei dispositivi”? Non credo che potrebbe esistere senza un sistema di questo tipo. In ogni caso bisognerebbe fare una prova pratica e vedere se, disabilitando i servizi di localizzazione la posizione viene memorizzata ugualmente.

  11. Io sono davvero basito. I Social network servono per tenersi in contatto con gli amici non per mettere le cose in piazza. Qui il problema che in tanti non avete colto è perché l’iPhone fa cose che non sono autorizzate invadendo la privacy delle persone. Se Apple usa i miei dati non solo lo voglio sapere ma voglio essere io a darle l’ok.
    Nessun panico caro kiro. Solo è bene chiedersi perché si raccolgono dati all’insaputa delle persone.

  12. L’unica differenza, non so se lo avete capito, è che android, essendo basato su linux è opensource, quindi se una cosa non ti sta bene la cambi;
    con iOS ti tieni tutto il pacchetto.

  13. Verissimo: se sei pratico di c, hai tempo e voglia di studiare il so, tempo e voglia di fare le modifiche e debuggarle…

    Personalmente a me non dispiace sapere di poter ritrovare un dispositivo smarrito/rubato. Si tratta solo di scelte personali.

  14. Quando vado in vacanza non lo dico ai vicini, e lascio qualche luce accesa per timore dei topi d’appartamento…perchè il mio telefono deve rendere pubblico ciò che non desidero?…ma,succede davvero questo con il mio androide?grazie a chi può chiarirlo

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